Rai, con Campo Dall'Orto obiettivo media company

Rai, con Campo Dall'Orto obiettivo media company

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Fonte: MF-Dow Jones

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Televisione
  venerdì, 04 settembre 2015
 14:29

Rai, con Campo Dall'Orto obiettivo media company  L'obiettivo e' quello di effettuare la trasformazione da broadcaster digitale in una media company nella quale coesistano l'ideazione, la produzione e la diffusione di contenuti che devono nascere adatti a tutte le piattaforme distributive. E' questo, scrive il Sole 24 Ore, l'asse centrale del documento che il nuovo d.g. della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, ha presentato al Cda, un asse in cui vengono individuati come punti di riferimento la Bbc, la giapponese Nhk e la canadese Cbc.

Il piano di Campo Dall'Orto ha toccato alcuni punti fondamentali della rivoluzione della Rai come la concessione che sara' il principale momento di confronto tra governo, Parlamento e nuovo vertice. Quella attuale scade nel 2016. Il contratto di servizio 2012-2015 non e' mai entrato in vigore e la legge approvata al Senato sulla governance della Rai lo prevede quinquennale.

Alla Rai vengono indicate anche le quote e i generi di programmazione al contrario delle altre tv pubbliche, bisognera' vedere se i nuovi vertici proveranno a superare questa impostazione dirigista.  Posizionamento competitivo. Il nuovo documento di si basa su tre pilastri: le news, con 24 edizioni al giorno di tg; l'intrattenimento, con oltre 6 mila ore di programmazione; lo sport con oltre 17.500 ore annue; i film e la fiction con oltre 5.500 ore di fiction prodotte con apporto Rai.

Si trattera' di trovare nuovi formati, anche ibridi, per impedire che i pilastri scricchiolino, con la metamorfosi di un pubblico sempre piu' co-protagonista dell'offerta. Personale e conto economico. Il piano del neo direttore generale interessera' anche l'aspetto del personale. E' una Rai "vecchia" anche se esperta ed e' uno dei punti deboli di un'azienda che vuol diventare media company, insieme all'anzianita' dei suoi ascolti.

Il budget 2015, anno senza grandi eventi sportivi, dovrebbe chiudere con 18 milioni di perdita, a causa della diminuzione del canone stimata in 87 milioni al lordo dell'Iva, altrimenti il risultato sarebbe stato positivo per una cinquantina di milioni. I problemi di bilancio arriveranno nel 2016 con le Olimpiadi e gli Europei di calcio.

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