Campo dall'Orto: ''Rai sia leader della trasformazione media''. Raddoppiate views di RaiPlay.

Campo dall'Orto: ''Rai sia leader della trasformazione media''. Raddoppiate views di RaiPlay.

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Fonte: Ansa

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Televisione
  martedì, 15 novembre 2016
 11:48

Campo dall'Orto: ''Rai sia leader della trasformazione media''. Raddoppiate views di RaiPlay.«In Italia la Rai puo' essere leader della trasformazione dei media: sta a noi diventare un soggetto che aiuta questa trasformazione».

Antonio Campo Dall'Orto guarda al futuro del servizio pubblico nell'incontro tenuto stamani al Politecnico di Milano in Bovisa dove, con il direttore creativo della Rai Roberto Bagatti, ha parlato a studenti di design sul rinnovamento dell'azienda.

«Come vedremo la tv nei prossimi anni? Nella frontiera ci sono la realtà virtuale e l'intelligenza artificiale - ha risposto il direttore generale della Rai - e' li' che si investe in California, ma noi stiamo già seguendo quel percorso che unisce linguaggio condiviso e personalizzazione della proposta».

In questo senso il dg ha presentato anche i successi della nuova piattaforma digitale RaiPlay, che con oltre 10 milioni di views nella prima settimana di novembre 2016 ha piu' che raddoppiato l'utenza rispetto ai 4 milioni e 230mila della stessa settimana del 2015 su Rai.tv:

«I dati Auditel forniscono un modello che ha una sua utilità, ma i dati degli utenti di RaiPlay sono piu' personali: sempre piu' le rilevazioni in tutto il mondo includeranno anche il consumo televisivo non lineare».

Intanto, a prescindere dal tema dell'ascolto, Campo Dall'Orto pensa di aver già imposto una nuova filosofia aziendale:

«Con 'Rocco Schiavone' Rai2 torna a produrre una serie dopo tanto tempo, e con una scrittura piu' articolata: e' solo se riesci a produrre per tutte le reti che raggiungi il risultato comunicativo giusto».

Pur nel panorama dell'iperproduzione di serie tv, la creazione di contenuti e' infatti essenziale di fronte a big player come Google, Amazon, Facebook e Apple che ne sono sono assetati:

«In Italia abbiamo capacità intrinseche nell'attività creativa, ma abbiamo un problema di motore. Incrociare talenti italiani e internazionali, come stiamo facendo con Netflix per 'Suburra', e' importante: se vogliamo crescere, dobbiamo portare fuori le nostre competenze».

E da innovare per il dg sono anche le modalità di comunicazione, sul modello fondamentale dei grandi servizi pubblici europei e non solo:

«Ad esempio nello sport Sky e' stato un riferimento forte: la nostra azienda ha meno diritti, quindi deve puntare sul racconto, ma con il 4k e le 25 dirette in contemporanea delle Olimpiadi credo che anche noi siamo diventati un nuovo modello».

La televisione pubblica, insomma, cerca un cammino di mutamento che lo stesso refresh del brand illustrato oggi vuole rivelare:

«Ma per arrivare a questa trasformazione della Rai il passo piu' lungo che va fatto e' accelerare i processi decisionali».

Nel futuro della Rai c'e' anche una traccia del passato, un archivio da oltre 3 milioni di cassette e nastri in via di digitalizzazione:

«Quell'archivio non e' nostro, ma di tutto il Paese: per questo abbiamo un accordo con il Miur perché cominci a essere accessibile a scuole e università già dal prossimo anno, ma il processo sarà completo entro 5 anni».

A margine, infine, il direttore generale ha detto che sono positivi i messaggi giunti dalle istituzioni sull'extragettito legato al canone in bolletta:

«Non abbiamo ancora il consuntivo dell'anno, ma sembra che l'operazione sia andata a buon fine. Dalle prime stime, fatte sei mesi fa, avevamo misurato 176 milioni di euro (di extragettito, ndr). L'interlocuzione con le istituzioni ci sta dicendo che rispetto alle nostre stime le cose stanno andando bene».

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