Maggioni contro le fake news: «Rai come servizio pubblico deve essere il più credibile».

Maggioni contro le fake news: «Rai come servizio pubblico deve essere il più credibile».

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Fonte: Ansa

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Televisione
  giovedì, 09 marzo 2017
 22:00

Maggioni contro le fake news: «Rai come servizio pubblico deve essere il più credibile».Nel combattere contro le fake news «il sistema dell'informazione deve fare un passo avanti per entrare nella dimensione digitale e confrontarsi con la vita della gente». Lo ha detto Antonello Soro, presidente dell'Autorita' garante per la protezione dei dati personali, in chiusura del convegno 'C'e' un passato nel nostro futuro? Informazione fra Liberta'/Regole/Post verita' e Menzogne', organizzato a Roma dall'Associazione Osservatorio TuttiMedia, e dalla rivista Media Duemila, in collaborazione con la Fnsi.

Il presidente della Rai Monica Maggioni, Gina Nieri di Mediaset, direttori di testate come Luciano Fontana (Corriere della Sera), Marco Tarquinio (Avvenire), Riccardo Luna (Agi), insieme fra gli altri a Marco Bardazzi (Eni), Paolo Butturini (Fnsi), Fabrizio Carotti (direttore generale Fieg), Giovanna Maggioni (Upa), Roberto Cotroneo (Scuola di giornalismo della Luiss) e il sociologo della comunicazione Derrick de Kerckhove hanno offerto riflessioni sul tema, alla luce di un sistema nel quale «i giornalisti sono spesso considerati 'il nemico'» e «una notizia che viene dalla rete senza nessuna verifica e' giudicata indipendente, mentre i media tradizionali sono considerati voce del potere» ha detto Fontana.

Soro non condivide affatto

«l'idea di creare un'authority o tavoli ministeriali per agire contro le fake news». Pensare di «inventare una nuova gerarchia delle sanzioni penali dedicata alle false notizie e' un'aberrazione generata da chi non ha conoscenza del tema. Spero che il legislatore lasci da parte quel progetto di legge». E' importante invece che «la verifica delle notizie riguadagni spazio rispetto alla quantita' e alla ricerca dell'audience». Il Garante per la Privacy ritiene che rispetto al condizionamento delle fake news sia «piu' pericoloso quello della profilazione, che ci rende tutti consumatori, dai beni alla politica».

Per il presidente della Rai Monica Maggioni nel combattere le fake news

«il servizio pubblico, avendo risorse che vengono dalla collettivita', ha una responsabilita' aumentata che va verificata di continuo. Tra i credibili deve essere il piu' credibile, tra i responsabili il piu' responsabile e tra gli urlatori quello che urla meno».

Gina Nieri, direttore divisione affari istituzionali Mediaset, punta l'attenzione su quanto sia sbilanciata

«la competizione fra tv e operatori globali, che non devono rispondere ai nostri stessi obblighi. Alla televisione negli ultimi quattro anni mancano 4 miliardi di investimenti pubblicitari per questo motivo». Serve «un agone di gioco corretto - spiega - Noi continueremo a fare informazione mettendoci la faccia e garantendo certi principi, ma non si puo' permettere si vada avanti cosi'». Contro le fake news «non voglio tribunali della verita' o leggi parziali, il minimo comun denominatore puo' essere solo l'Europa».

D'accordo sulla necessita' di regole comuni «condivise e rispettate» anche Fabrizio Carotti (Fieg):

«Senza risorse adeguate non si puo' produrre informazione di qualita'. Gli operatori sul web raccolgono ogni anno due miliardi di euro di pubblicita', piu' del doppio di tutta la carta stampata italiana», che «negli ultimi dieci anni ha visto ridurre la pubblicita' del 60%».

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