Il catanese Pippo Baudo attacca in tv il Papa: le reazioni

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Fonte: La Repubblica

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Televisione
  lunedì, 05 febbraio 2007
 00:00

Tra decine, centinaia di voci di condanna, ne è mancata una.

E che voce. Pippo Baudo, catanese di Militello, è deluso perché il Papa «non ha detto una parola» sull'assassinio allo stadio, durante l'Angelus domenicale.

Pippo BaudoIl presentatore — che è cattolico, un esordio nel teatro a 6 anni nelle vesti del figlio di Santa Rita da Cascia —se la prende anche con la Chiesa catanese:

«La festa, di Sant'Agata, la patrona della città, non andava fatta», spiega nel corso di "Quelli che il calcio", «Dopo quello che è successo, non c'è niente da festeggiare. E invece nella stessa giornata ci saranno i funerali del poliziotto, ma ci sarà anche la processione della statua. Trovo che sia un paradosso. Invece la bara di Racitì doveva stare li, in Chiesa, proprio sotto la statua di Sant'Agata. Il dovere della Chiesa è essere vicini ai problemi sociali».

Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, non capisce il senso di queste accuse. E spiega: «Già sabato la Santa Sede, ad altissime livello, ha biasimato questo gravissimo episodio».

Il riferimento è intanto ai Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Famoso per la sua passione calcistica, commentatore di due partite per l' emittente Tele nord quando era arcivescovo di Genoa, sabato Bertone ha invitato i tifosi impazziti ad «una visione di vita», al pentimento, dai microfoni di Radio Vatiicana. E non solo.

La Santa Sede, dalle colonne dell'Osservatore Romano, ha anche chiesto di cancellare questo campionato, oppure di giocarlo sempre a porte chiuse «per ripulire il calcio dalla melma».

Padre Federico Lombardi ricorda a Baudo, infine, che «il Papa ha parlato di temi importanti perla società italiana» (l'aborto, l'eutanasia) mentre la Chiesa italiana celebra la Giornata per la Vita e la diocesi di Roma, la Settimana per la Vita nella famìglia.

L'ex ministro Alemanno, Alleanza Nazionale, sta con il Papa: «Un personaggio simpatico e intelligente come Pippo sembra caduto in un clamoroso equivoco. Le processioni religiose sono da sempre cerimonie con cui si affrontano i drammi della vita e i mali della società. 11 nostro popolo porta in processione le statue dei Santi per invocare la grazia divina ne! caso di tragedie e calamità. Quindi, di fronte al grave lutto che ha colpito la città di Catania e tutta l'Italia, di fronte al flagello della violenza negli sradi, la Chiesa catanese aveva una ragione in più e non in meno per mantenere la festa religiosa e fare uscire la Santa in processione».

Davvero arrabbiato è Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di Alleanza Nazionale: «Prima di parlare del Papa e della Chiesa, Baudo si sciacqui la bocca. Come fa Baudo a non capire che una società che uccide l'essere più debole e indifeso quando ancora è nel grembo della mamma o quando si trova nel letto della malattìa terminale, una società cioè che ha smarrito il senso e il valore delia vita umana, non può neanche salvaguardare la vita di un poliziotto?».

Tommaso Pellegrino, deputato salernitano e capogruppo dei Verdi in commissione Affari Sociali, condivide totalmente le parole di Baudo; "La Chiesa è molto attenta ai temi di competenza del Parlamento, come unioni civili e accanimento terapeutico, ma a volte lo è di meno rispetto alle questioni sentite dal fedeli».

Freddo con il Papa, solidale con Baudo, è anche il deputato Stefano Pedica, capo della Segreteria politica dell' Italia dei Valori:  «I credenti non sono terrorizzati dall'evoluzione di scelte etiche di portata personale. Semmai sono sgomenti dalla deriva di violenza che attraversa la società. In una domenica come questa, avrebbe giovato un pizzico in più di attenzione verso il raccapriccio che unisce la popolazione contro la brutalità e labarbarie».

Aldo Fontanarosa
per "La Repubblica"

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