Francia, 40 offerte per i canali sui cellulari

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Mobile Tv
  sabato, 19 gennaio 2008
 00:00

Tra qualche mese la Francia avrà tredici canali televisivi che saranno diffusi attraverso i telefoni cellulari (su frequenze digitali con standard Dvb-h).

L'asta organizzata dal Consiglio superiore audiovisivo (Csa) si è chiusa martedì pomeriggio con un numero impressionante di offerte, una quarantina in tutto, da parte di emittenti tv, operatori di tic, gruppi editoriali tra cui Les Echos, per l'occasione in joint venture con Equipe Tv e la catena televisiva di corse di cavalli Equidia per diffondere programmi sportivi e d'informazione.

Il Consiglio dovrebbe decidere entro aprile e nessun candidato potrà avere più di tre canali. Le prime trasmissioni in via sperimentale dovrebbero partire in agosto, per le Olimpiadi di Pechino, mentre la commercializzazione di massa è prevista alla fine dell'anno, con atteso boom dei cellulari dotati delle funzioni adatte.

I concorrenti più grandi si sono messi d'accordo stavolta fissando in un documento comune i principi sui quali si svilupperà il modello economico. Non ritenendo in un primo tempo sufficienti i ricavi pubblicita-

ri, i pretendenti di quella che in Francia viene chiamata Telefonia mobile personale (Trhp) predisporranno dei meccanismi affinché l'utente contribuisca al finanziamento della rete. Sono previste due possibilità: il pagamento di un canone mensile oppure una sovrattassa sul prezzo di vendita dell'apparecchio ricevente.

Anche l'operatore storico di telefonia mobile in Francia, è sceso in campo. Orange ha depositato un'offerta per due canali, uno "generazionale", dedicato ai giovani-adulti, e un altro di informazioni sportive. In realtà si tratta di quelli già diffusi in tv attraverso l'Adsl.

In lizza vi sono tutte le grandi emittenti televisive, da M6 a Canal+ a Tf1, mentre sono della partita anche il gruppo Bollore (Direct 8), NextRadioTV, il cui principale azionista, Alain Weill, ha da poco acquistato il quotidiano economico La Tribune, destinato probabilmente ad essere associato al progetto, e infine il gruppo Lagardère. Delle tredici frequenze, tre saranno assegnate alla tv pubblica. La copertura iniziale delle trasmissioni dovrebbe interessare le prime 15 città francesi, pari al 30% della popolazione.

Attilio Geroni
per "Il Sole 24 Ore"
(18/01/08)

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