Mockridge (Sky): ''Rialzo dell'Iva significa pi tasse alle famiglie''

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Fonte: Adnkronos

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Sky Italia
  sabato, 29 novembre 2008
 00:00
Dopo Mediaset, anche Sky si scaglia contro il Governo che sta studiando un decreto "anti-crisi" in cui prevede - tra i vari provvedimenti - di alzare dal 10% al 20% l'IVA degli abbonamenti alla pay-tv.
 
Il provvedimento approvato ieri dal Consiglio dei ministri, secondo l'ad di Sky Italia, Tom Mockridge, è in «contrasto con l'affermazione del Governo che questo pacchetto 'sostiene lo sviluppo delle imprese'» e rappresenta «un aumento delle tasse per le oltre 4.6 milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky».
  
«In un fase di crisi economica i Governi - rileva Mockridge in una nota - lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacità di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese con l'obiettivo di generare sviluppo e nuovi posti di lavoro. Ad esempio, questa settimana, il primo ministro inglese Gordon Brown ha annunciato una riduzione dell'Iva dal 17,5% al 15%. Ieri il Governo Italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio dell'Iva sugli abbonamenti alla pay-tv dal 10 al 20%».
 
Tom Mockridge (ad Sky Italia)Dal 2003 Sky, sottolinea l'ad di Sky Italia, «ha costantemente investito in Italia trainando la crescita dell'intero settore televisivo, grazie a questi investimenti e senza sussidi da parte del Governo, l'Iva dovuta grazie ai clienti della pay tv in Italia è cresciuta dai 170 milioni di euro nel 2003 quando operavano Stream e Tele+ ai 370 milioni di euro grazie agli abbonati di SKY nel 2008. Inoltre SKY oggi dà lavoro direttamente ad oltre 5000 persone e ad altre 4000 nell'indotto, più del triplo del totale dei dipendenti sommati di Stream e Tele+ nel 2003».
 
Con la decisione annunciata ieri, aggiunge Mockridge, «le tasse generate grazie agli abbonati di SKY cresceranno a 580 milioni di euro, una crescita evidentemente in contrasto con l'affermazione del Governo che questo pacchetto 'sostiene lo sviluppo delle imprese'». Dunque, sottolinea, «deve essere chiaro che questo provvedimento è un aumento delle tasse per le oltre 4,6 milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky».
 
Da un punto di vista industriale inoltre questo aumento delle imposte, rileva ancora, «si applica solo ai clienti della pay-tv, un settore che proprio in questo periodo di crisi stava dimostrando fiducia e potenzialità di crescita, mentre i clienti dei prodotti editoriali stampati continuano ad accedere ad un'iva agevolata al 4%, cosi' come gli abbonati della Rai quando pagano il canone, una scelta strategica che appare anch'essa in contraddizione con gli obiettivi che questo pacchetto normativo si dovrebbe porre».
 
Sky, conclude, «informerà immediatamente i suoi oltre 4,6 milioni di abbonati di questa decisione del Governo di aumentare le loro tasse affinché in questi tempi difficili abbiano chiaro che cosa sta accadendo alla loro capacità di spesa».

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