Cattedrali della Cultura 3D, Sky Arte e Sky 3D con la voce di Alessio Boni

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Sky Italia
  sabato, 17 gennaio 2015
 13:05

Cattedrali della Cultura 3D, su Sky Arte e Sky 3D con la voce di Alessio Boni«Se gli edifici potessero parlare, cosa direbbero di noi?». Da questa domanda è partita l'idea di Wim Wenders per questo progetto che tende a raccontare dal punto di vista dell'edificio sei monumenti architettonici contemporanei di particolare valore artistico, sociale e umano, con lo scopo di evidenziarne le peculiarità e rivelarne, per così dire, l'anima.

Per farlo, CATTEDRALI DELLA CULTURA 3D si avvale della firma di sei registi di prim'ordine: oltre al già citato Wenders (che ha scelto di raccontare la Filarmonica di Berlino), anche Karim Aïnouz (Centro Culturale Pompidou di Parigi), Michael Glawogger (Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo), Michael Madsen (Carcere Norvegese di Halden), Margreth Olin (Teatro dell'Opera di Oslo) e il premio Oscar Robert Redford, che racconta il Salk Institute di La Jolla, California.

Sulla scia dell'esperimento  di ‘Musei Vaticani 3D', una produzione Sky 3D e Sky Arte HD, andata in onda in anteprima assoluta su Sky e solo successivamente  distribuita per un solo giorno in oltre 150 cinema italiani, anche ‘Cattedrali della Cultura 3D' avrà la sua premiere esclusiva su Sky 3D e Sky Arte HD a partire da domani, sabato 17 gennaio alle 21.10, con due episodi per tre sabati consecutivi, per approdare nei prossimi mesi al cinema con un'uscita evento in 3D.

Prodotta da Neue Road Movies, presentata lo scorso febbraio al Festival Internazionale del Cinema di Berlino e a giugno al Biografilm Festival di Bologna, la serie è introdotta in Italia dall'attore Alessio Boni che, oltre ad essere la voce narrante di quattro dei sei episodi (La Filarmonica di Berlino, il Carcere di Halden, La biblioteca Nazionale Russa e il Centro Pompidou), presenterà ogni singolo capitolo, svelando i motivi della scelta dei sei registi. Location d'eccezione, l'Auditorium Parco della Musica di Roma, progettato da Renzo Piano, scelto come "Cattedrale italiana" e la cui regia  è affidata a Piero Messina, aiuto regista di Paolo Sorrentino per "La grande bellezza" e "This must be the place".

La serie è stata realizzata utilizzando le ultime tecnologie 3D con l'obiettivo di valorizzare ancora di più le grandi opere architettoniche. Una scelta in linea con quella che Sky 3D (l'unico canale italiano in 3D) ha sperimentato con le grandi produzioni originali tra cui la Canonizzazione dei due Papi, il documentario sui Musei Vaticani 3D (in collaborazione con Sky Arte HD) e il docufilm 27 aprile 2014 - Racconto di un evento, presentato nella sezione Eventi Speciali dell'ultimo Festival Internazionale del Film di Roma. 

CATTEDRALI DELLA CULTURA 3D 6x26'
Regia di Wim Wenders, Michael Madsen, Karim Aïnouz, Robert Redford, Michael Glawogger, Margreth Olin

Episodio 1 - La Filarmonica di Berlino (regia di W. Wenders) - 17 gennaio 21.10
Icona di modernità
Wim Wenders: «Era proprio un edificio rivoluzionario, la prima ‘concert house' dove l'orchestra era posizionata al centro dell'auditorium e dopo 50 anni è ancora un'icona di modernità, un simbolo di speranza e di emancipazione in netto contrasto con la simbolagia drammatica del Muro».
Perché il 3D: «Con l'invenzione dello stereo, l'esperienza del suono è diventata immersiva. Solo con il 3D, il cinema permette finalmente ai nostri occhi di avere la stessa libertà. Per Wenders, il 3D e l'architettura hanno  una grande affinità  grazie al linguaggio totalmente immersivo che consente questa tecnologia.».

Episodio 2 - La Biblioteca Nazionale Russa (regia di M. Glawogger) - 17 gennaio 21.35
Il regno del pensiero custode della memoria storica
Michael Glawogger: «Quando sono entrato per la prima volta nella Biblioteca Nazionale Russa, ho immediatamente capito che volevo farci un film. Questa biblioteca è come un libro aperto, aperto nel suo modo di accoglierci».
Perché il 3D: «Il 3D rende magiche le cose, perché puoi vedere ogni piccolo dettaglio, tutte le pagine di un libro hanno una loro struttura e i labirinti dell'edificio riescono a creare nuove suggestioni».

Episodio 3 - Il Carcere di Halden (regia di M. Madsen) - 24 gennaio 21.10
La prigione più umana del mondo
Michael Madsen: «L'aspetto interessante di questa prigione è che la sua architettura è basata sull'idea di riabilitazione; dove l'espressione della potenza è l'umanità».
Perché il 3D: « Del 3D mi ha sempre colpito la strana commistione tra vista e presenza fisica e per il Carcere di Halden ha avuto molto senso. Spero che il 3D riesca a portare lo spettatore dentro a questo regno dove la riabilitazione è davvero all'avanguardia».

Episodio 4 - Il Salk Institute (regia di R. Redford) - 24 gennaio 21.35
Istituto per l'innovazione scientifica
Robert Redford: «L'edificio stesso è molto euclideo, è molto geometrico, ha molti angoli acuti. L'ingresso in mezzo alle due ali è potente, perché conduce verso l'immensità dell'oceano e dello spazio».
Perché il 3D: «Non è un documentario, ma un film. Per questo l'esperienza 3D è capace di aumentare la resa romantica di questi angoli. Il 3D che mi aveva tanto impressionato quando avevo 15 anni e lo vidi per la prima volta, è ora una nuvoa sfida».

Episodio 5 - L'Opera House di Oslo (regia di M. Olin) - 31 gennaio 21.10
Una simbiosi futuristica tra arte e vita
Margreth Olin: «Gli architetti che hanno fatto questo hanno voluto che l'edificio riflettesse i valori della democrazia sociale norvegese».
Perché il 3D: «Ho voluto che il focus fosse sulla gente, sui loro visi e sui loro corpi, sul loro sguardo alla camera, sulle loro relazioni con l'edificio, più che sull'edificio in sé. Il 3D mi ha dato maggiori strumenti per esprimere quello che vedevo. Il 3D ha una capacità particolare di emozionare»

Episodio 6 - Il Centre Pompidou (regia di K. Aïnouz) - 31 gennaio 21.35
Una macchina di cultura moderna
Karim Aïnouz: «Il Beaubourg un luogo che ci porta costantemente avanti, sia nello spazio che nel tempo».
Perché il 3D: «Volevo un edificio che fosse fotogenico in 3D e il Centre Pompidou si addice molto bene a questo medium, è la trasparenza, i suoi volumi indipendenti colorati, la struttura a vista. Io vedo il 3D come un elemento aggiuntivo alla mia tavolozza di colore».

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