The Investigation, una nuova miniserie su Sky Atlantic e NOW TV

The Investigation, una nuova miniserie su Sky Atlantic e NOW TV

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Fonte: Digital-News (com.stampa)

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Sky Italia
  lunedì, 15 marzo 2021
 06:00

The Investigation, una nuova miniserie su Sky Atlantic e NOW TVDebutterà su Sky e NOW TV il 15 marzo, dalle 21.15, THE INVESTIGATION, una nuova miniserie in sei episodi basata su un fatto realmente accaduto, noto alle cronache come il caso del sottomarino: l’omicidio della giovane giornalista svedese Kim Wall nell’agosto del 2017 avvenuto in circostanze mai del tutto chiarite. La serie è stata creata e diretta da Tobias Lindholm, che l’ha realizzata grazie alla collaborazione di Jens Møller (l’investigatore capo) e dei genitori di Kim Wall, Ingrid e Joachim Wall.

Grazie a extra, i clienti Sky da più di 3 anni potranno vederla in anteprima on demand nella sezione extra.

Prodotta da Miso Film (Fremantle), The Investigation è l’intenso e dettagliato racconto delle indagini che portarono alla verità sul caso, delle motivazioni che spingono le persone che investigano e degli ostacoli che hanno dovuto affrontare per risolvere il giallo. The Investigation ricostruisce il caso del sottomarino dal punto di vista degli inquirenti e di quanti si adoperarono per il raggiungimento della verità. Polizia, Marina, sommozzatori, operatori della giustizia: tutti coloro i quali si fecero avanti in nome della comunità quando l’inimmaginabile accadde. Dai medici legali in cerca di risposte al pubblico ministero (interpretato da Pilou Asbæk) impegnato a costruire un caso solido in grado di reggere in tribunale e convincere il giudice con pochissime prove.

Il punto di vista è quello del capo della Omicidi Jens Møller (interpretato da Søren Malling) e del suo team, ritrovatisi a indagare su un caso che fece rapidamente il giro del mondo. Nonostante i pochissimi elementi in mano, riuscirono a fornire al pubblico ministero prove convincenti, e ai genitori della vittima le certezze che meritavano. La serie diventa quindi un potentissimo racconto su quelle persone che si battono in nome di tutti noi per la verità, per la giustizia e per la comunità.

SINOSSI - Quando il capo della Omicidi della polizia di Copenaghen Jens Møller arriva in ufficio per il briefing mattutino, un investigatore della sua squadra gli riferisce di uno strano caso. Un sottomarino artigianale - il sommergibile tascabile UC3 Nautilus - che trasportava la giornalista svedese Kim Wall e l'inventore del sottomarino stesso, Peter Madsen, è scomparso nel nulla. Quando poco più tardi l'imbarcazione viene finalmente ritrovata, solo l'inventore viene salvato prima che affondi improvvisamente. Di Wall, invece, nessuna traccia. A quel punto, Jens e il suo team devono decidere rapidamente come affrontare il caso, ma capiscono ben presto di trovarsi di fronte a un vero e proprio rompicapo. L'unico modo per scoprire la verità è trovare il corpo della giornalista: solo così avranno le prove necessarie per ricostruire quanto successo ed eventualmente per incriminare il presunto assassino.

Ritrovare i resti della povera Kim Wall, però, si rivelerà un'impresa quasi impossibile, anche perché Madsen continua a cambiare la sua versione dei fatti e a raccontare cose sempre diverse. E poi perché cercare un corpo (o meglio, pezzi di corpo...) in mare aperto richiede molto tempo, molta pazienza, molti uomini, e una dose di tenacia non indifferente. Con l'aiuto della sua squadra e del pubblico ministero Jakob Buch-Jepsen (Pilou Asbæk), Jens farà di tutto per portare a termine quest'indagine difficilissima e delicatissima e per dare forse un po' di pace a Ingrid e Joachim Wall, i genitori di Kim. Ossessionato dalla ricerca della verità, però, rischierà di mettere in secondo piano un'altra figlia, la sua, Cecilie, che sta per renderlo nonno.

Il caso dell'omicidio di Kim Wall - Il "giallo del sottomarino" (come è stato ribattezzato in Danimarca, Ubådssagen in lingua originale) ha inizio il 10 agosto del 2017, quando la giornalista freelance svedese Kim Wall pochi giorni prima della sua partenza per Pechino col suo fidanzato si imbarca a bordo del minisommergibile UC3 Nautilus dell'inventore e imprenditore Peter Madsen e scompare misteriosamente nel nulla. Poiché Madsen parla di un incidente che ha portato all'affondamento del mezzo, inizialmente le autorità si mettono alla ricerca di una persona scomparsa ma teoricamente ancora in vita. Dopo pochissimo tempo, però, la polizia scopre che l'imbarcazione è stata fatta affondare di proposito, probabilmente perché a bordo è successo qualcosa. Madsen dunque ha mentito.

L'uomo, che tra l'altro continua a cambiare la sua versione dei fatti, a un certo punto ammette che Wall - che gli aveva chiesto un'intervista e che proprio per quello si trovava a bordo del sommergimbile, dietro suo invito - è morta, ma dice che si è trattato, nuovamente, di un incidente. Credergli è quantomeno difficile, ma gli investigatori sanno che per poter procedere c'è assolutamente bisogno di trovare il corpo della vittima: solo così si potrà sapere se si è effettivamente trattato di una morte accidentale o se, invece, ci si trova di fronte a un caso di omicidio.

Le ricerche in mare aperto nella baia di Køge e  nello stretto di Øresund (vicino alla zona dove sorge il ponte che collega Svezia e Danimarca) proseguono per svariati mesi. Durante le indagini, gli investigatori trovano nel computer di Madsen numerosi filmati che mostrano l'uccisione di alcune donne, degli snuff movie. Inoltre, alcuni testimoni sostengono di aver visto personalmente l'indagato guardare dei video in cui venivano praticate decapitazioni. Come se non bastasse, viene fuori che Madsen, tra le altre cose, è un fan dell'asfissia erotica.

Alla fine, grazie alla dedizione della squadra omicidi e di tutte le altre persone coinvolte nel caso, viene ritrovata ogni parte del corpo della giornalista, e a quel punto, dopo l'esame autoptico sulla testa, è chiaro a tutti che non si è trattato di un incidente. Madsen aveva infatti dichiarato che Wall era morta dopo essere stata accidentalmente colpita dal portellone, ma sul cranio della donna non ci sono segni riconducibili a qualcosa del genere. Poi aveva detto che forse la giornalista era morta a causa di una fuga interna di gas di scarico mentre lui era sul ponte, ma nei polmoni della vittima non ci sono sostanze a sostegno di questa sua nuova dichiarazione.

Nonostante non sia stato possibile risalire a una precisa causa di morte, il 16 gennaio Madsen viene comunque ufficialmente accusato di omicidio, vilipendio di cadavere, e stupro. In più, il pubblico ministero aggiunge l'aggravante della tortura per strangolamento. Il processo ha inizio l'8 marzo del 2018. Il 25 aprile, l'inventore/imprenditore viene dichiarato colpevole in merito a tutti e tre i capi d'accusa e viene condannato all'ergastolo. Madsen si appella, ma il  26 settembre dello stesso anno la sua condanna è confermata. Nel 2020, in un documentario danese, ecco finalmente la confessione dell'uomo, che ammette di aver ucciso Kim Wall. Nel mese di ottobre prova a fuggire di prigione dicendo di avere addosso una cintura esplosiva, ma viene comunque catturato e rinchiuso in prigione, dove si trova tuttora.

Kim Isabel Fredrika Wall (nata il 23 marzo 1987 a Trelleborg) era una giornalista freelance svedese. Dopo il diploma a Malmö si laurea in Relazioni Internazionali alla London School of Economics, poi prende parte a un master congiunto in Giornalismo e Relazioni Internazionali presso la Columbia University of New York. Wall scriveva per svariate testate - tra cui The Guardian, The New York Times, Vice, Slate, e Time - e di svariati argomenti. Nel 2016, a marzo, riceve l'Hansel Mieth Prize dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung per il Miglior Reportage Digitale per "Exodus", un'inchiesta sugli effetti del cambiamento climatico e su quelli dei test nucleari nelle Isole Marshall. Prima di essere uccisa da Madsen viveva col suo fidanzato danese, Ole Stobbe, a Refshaleøen, Copenaghen. Nel mese di ottobre del 2017 è stata nominata per il premio Pulitzer "Giornalista dell'anno" del Prix Europa, ma la vittoria è andata a Can Dündar. Si sarebbe dovuta trasferire a Pechino il 16 agosto dell'anno in cui è stata assassinata. In sua memoria, la sua famiglia e i suoi amici hanno fondato il Kim Wall Memorial Fund, a sostegno delle giornaliste intenzionate a coprire storie di interesse pubblico e sociale.

IL CAST

  • Søren Malling è Jens Møller Jensen
  • Pilou Asbæk è Jakob Buch-Jepsen
  • Pernilla August è Ingrid Wall
  • Rolf Lassgård è Joachim Wall
  • Laura Christensen è Maibritt Porse
  • Dulfi Al-Jabouri è Musa Amin
  • Hans Henrik Clemensen è Nikolaj Storm
  • Henrik Birch è Lars Møller
  • Anders Juul è Christian Skov
  • Charlotte Munck è Kirstine
  • Josephine Park è Cecilie
  • Henning Valin è Jakobsen è Klaus Rasmussen

DAL 15 MARZO, OGNI LUNEDÌ ALLE 21.15 SU SKY ATLANTIC E IN STREAMING SU NOW TV. DISPONIBILE ON DEMAND

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