Sci, tutto chiaro: la Rai lo fa apposta! Sul satellite si vince di pi

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Fonte: La Repubblica

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Sport
  domenica, 30 dicembre 2007
 00:00
Chiara CostazzaA qualcuno, in zona Rai, adesso verrà in mente di dire che la mancata trasmissione in chiaro dello sci femminile di Coppa del Mondo porta bene, in realtà, alle azzurre. Sarebbero capacissimi. Fatto sta che non si è fatto in tempo ad archiviare la vittoria della Karbon a Lienz che ieri è arrivato il bis della Costazza, anche qui in una gara che però è stata trasmessa alla fine solo su Rai Sport satellite, canale accessibile a molti (non è a pagamento) ma che ovviamente non può avere lo stesso tipo di fruizione delle reti tradizionali.
 
E dire che stavolta, però, su queste ultime lo sci c'era, in chiaro e con spazi definiti: Raidue ha regolarmente mandato in onda ieri la discesa libera di Bormio (l'assessorato al turismo locale ringrazia) con la vittoria di Bode Miller, per la gioia degli americani che vivono nel nostro paese. Ieri sono partite proteste politiche contro quella che appare sempre più come una vera e propria inadempienza, anche e soprattutto alla luce dei risultati: proteste bipartisan con il diessino Giulietti («Chiedo il dissequestro dello sci femminile: non è possibile che i canali in chiaro della Rai non riescano a trovare spazio per una manifestazione che sta appassionando gli italiani a suon di vittorie che finiscono sulle prime pagine di tutti i giornali»). O come, da Forza Italia, Giacomo Santini, storico telecronista Rai e ora senatore che chiede «una revisione dei palinsesti e una maggiore agilità nel reperire spazi».
 
La questione andrà in Commissione di vigilanza Rai, lo promette uno dei suoi membri, Giampiero Catone, democristiano, che parla di "slalom" continui della Rai per non trasmettere, accessibili a tutti, gare così importanti: «Porterò in commissione di vigilanza la vicenda e chiederemo un'altra volta il perché di determinate scelte». E ci rimangono male - pur nell'esultanza - anche e soprattutto i diretti interessati: Much Mair, direttore tecnico delle azzurre, reclama spazi, si dice amareggiato e sintetizza: «Non c'è solo il calcio, e abbiamo dimostrato di valere a suon di risultati. Perché la Rai ci tratta così?».
 
Fino alla prossima volta, ovviamente, mentre l'occasione è ormai perduta e a valutarla dai risultati, dal richiamo enormemente maggiore che avrebbero potuto avere le gare di Lienz se trasmesse in chiaro, era un'occasione quasi storica.
 
Antonio Dipollina
per "La Repubblica"

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