L'appeal della 'Signora' Juventus in tv non conosce ostacoli

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Fonte: Il Corriere dello Sport

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  mercoledì, 30 maggio 2007
 00:00

Soldi sul mercato, soldi sull'intera stagione. La Juventus cambia il volto dei campionati. A maggior ragione se poi il suo destino finisce per essere accomunato a squadre dal grande pubblico e dal grande bacino come Napoli (soprattutto) e Genoa.

Se la serie B quest'anno ha avuto una visibilità (anche mediatica) superiore agli anni passati, il merito va inevitabilmente attribuito alle presenze di queste tre Grandi (e di una quarta, il Bologna) che producono interesse, passione, partecipazione.

Si calcola, ad esempio, che la Juve abbia determinato un significativo incremento delle presenze negli stadi, in pratica un cinquanta per cento in più rispetto alla stagione precedente (dal 1.404.933 del 2005-2006 ai 2.150.000 del campionato che si concluderà fra due domeniche). Un trend che in qualche maniera compensa l'andamento negativo che si è registrato in serie A.

E' ovvio che a trainare le presenze non è solo la Juve ma anche il Napoli e il Genoa. La differenza sta nel fatto che mentre i contraccolpi benefici di Napoli e Genoa riguardano le partite in casa delle due squadre (riescono notoriamente a riempire lo stadio), la squadra bianconera favorisce risultati positivi in tutta Italia avendo una tifoseria estremamente diffusa sul territorio.

E' prevedibile che quell'incremento il prossimo anno si trasferisca in serie A. Anzi, il dato dovrebbe migliorare ulteriormente. Insomma, è pensabile che alla fine si possano avere ottocentomila presenze in più.

JuventusSemmai, il ritorno in A della Juve (e prevedibilmente di Napoli e Genoa) obbligherà la Lega a una profonda riflessione sulla serie B per provare a capitalizzare in qualche modo il maggiore interesse prodotto da questa annata estremamente positiva sotto certi aspetti (non mancano le ombre: ad esempio la difficoltà di molte squadre a inserirsi in una lotta-promozione da subito piuttosto bloccata, il fatto che si sia giocato solo per due posti essendo uno praticamente prenotato da una squadra di livello tecnico superiore).

Dal punto di vista delle mutualità vera e propria, dalle casse della Juve, direttamente, non sono venuti tanti quattrini anche perché una delibera di Lega ha fissato una contribuzione pari a tre milioni di euro (al posto del famoso 19 per cento previsto in serie A dallo stadio virtuale).

Ma la presenza di una Grande tanto scudettata ha obbligato Sky a rivedere le sue strategie e a buttarsi anche sulla serie B, campionato che suscitava scarso interesse nell'emittente satellitare. Il «ritorno di fiamma» ha prodotto in termini economici un beneficio quantificabile in un incremento di ricavi pari al cento per cento: infatti si è passati da 18 milioni a trentasei milioni, manna dal cielo per una categoria che è da sempre a caccia di nuove risorse e di nuove fonti. Anche in questo caso, l'effetto-Juventus si lega all'effetto-Napoli e all'effetto-Genoa;

Ma è evidente che i bianconeri hanno convinto definitivamente i vertici di Sky a portare sui propri teleschemi la serie B in manierà sistematica e per giunta arricchita con un programma «dedicato» (B come Berlino).

Il beneficio che la Juve produrrà in serie A è, invece, legato ai contratti che la Juve si porta dietro. Attualmente, sul fronte dei diritti, la società bianconera vanta rapporti per un valore pari a 90 milioni di euro. Questa «montagna» di quattrini si trasferisce in parte nelle casse delle squadre che partecipano al campionato.

E qui si ritorna allo stadio virtuale: la Juve dovrà versare nelle casse delle società che giocheranno all'Olimpico il 19 per cento del ricavo televisivo riferito a quella partita.

La differenza per i partner-avversari è evidente. Un esempio? Il Messina,una squadra retrocessa in B, ha contratti televisivi per nove milioni di euro, cioè un decimo di quelli sottoscritti dai bianconeri; evidentemente, la quota dello stadio virtuale si abbassa a un decimo rispetto a quella che paga la Juve.

Non tutto può essere letto attraverso le cifre però i dati illustrano la rilevanza che la Juve ha nel sistema calcistico italiano: non una semplice questione di blasone, ma anche di portafoglio.

Antonio Maglie
per "Il Corriere dello Sport"

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