La Leofreddi perde le staffe: 'In Rai guadagno meno di tutti'

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Fonte: Libero

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Televisione
  martedì, 03 luglio 2007
 00:00
Monica LeofreddiNon sgomita, non parla male dei colleghi, è professionale, fa ascolti ("L'Italia sul 2", "Se sbagli ti mollo"), con eccezione di un unico scivolone, "Donne". Addirittura, doveva raccogliere l'eredità di Simona Ventura all' "Isola dei famosi". Questo per fare capire la stima che ha per lei Antonio Marano, direttore di Raidue. Però Monica Leofreddi lavora (benissimo) in Rai da oltre vent'anni ("Unomattina", "La vita in diretta" e un'altra dozzina di programmi), ma si sente poco gratificata.
 
Motivi economici. Quarantadue anni, viso e fisico senza "ritocchi", sfolgorante, Monica ha rinnovato il contratto con Raidue per un altro anno. Approda nella fascia di mezzogiorno, nella "Piazza Grande" di Giancarlo Magalli. Intanto, per tre sabati (il 7, il 14 e il 28 luglio), ci incanta con "Notte mediterranea".
 
Cosa l'ha spinta ad accettare il nuove impegno?
«In questo periodo di scarse offerte di lavoro non si butta via niente.. A parte gli scherzi, è un programma quotidiano, molto prestigioso, che mi permette di tornare a Roma dopo cinque anni E poi ritrovo Michele Guardi: è stato lui a farmi entrare in Rai, con un provino, come si faceva una volta».
 
Racconti
«Era il 1986. Lavoravo in una tv locale, GBR Roma. Mi nota Giovanni Benincasa, allora collaboratore di Guardì a "Unomattina". Mi dice: "Vieni a fare un provino per i collegamenti esterni". Fisso l'appuntamento, ma me ne dimentico. Non me ne importava nemmeno tanto, stavo bene dov'ero. Mia madre mi ricorda il casting: come prova m'invento un fantomatico collegamento da Bagheria. Sparo un sacco di cretinate. È maggio. A settembre mi chiama l'ufficio scritture per offrirmi il posto. Non ci crederà, ero indecississima: volevo restare nella tv locale...».
 
E com'è lavorare con Guardì?
«È molto autoritario, complicato. Ma quando c'è una grande professionalità tutto va bene. Ricordo una lite per un paio di miei orecchini anni Ottanta dorati, un po' barocchi, molto appariscenti. Michele dice che non vanno bene per il mattino, io mi infurio. Ma ora lo ammetto: erano davvero bruttissimi».
 
Oltre a "Piazza Grande", il nuovo contratto prevede anche delle prime serate. Quali?
«Spero di rifare "Se sbagli ti mollo'', un programma sulle coppie molto carino che quest'anno Marano ha deciso di non ripetere. Magari in autunno... Poi, chissà, la coppia Leofreddi-Magalli (con cui avevo lavorato ai tempi dei "Cervelloni") potrebbe essere promossa in prima serata... Per ora non c'è nulla di definito».

Ci sono stati intoppi nella trattativa con la Rai per il rinnovo del contratto?

«Gli intoppi per me sono la norma. Credo di essere il personaggio che guadagna meno in Rai. Purtroppo non ho le spalle coperte per poter fare quello che vorrei. Durante le trattative, mi hanno quasi detto: è già tanto che non ti diamo meno... Non mi lamento, per carità. Ma la gente pensa che se lavori in tv sei miliardario: non è vero. In 22 anni in Rai, non ho avuto gratifiche».
 
Insomma, quanto guadagna?
«Pochissimo. Lo stipendio di un dirigente (si parla dimeno di 300 mila euro l'anno, ndr). Una volta l'ho confidato a Baudo. Mi ha risposto: "Non dirlo in giro, nessuno ci crederebbe».

Come si spiega questo trattamento?
«Non lo so. Per anni, all' "Italia sul 2", abbiamo fatto numeri pazzeschi e portato tanta pubblicità. Ma i soldi veri si fanno con le prime serate, con Sanremo. O passando da Rai a Mediaset e da Mediaset alla Rai..»

E perché non lo fa?
«Con Mediaset ci siamo parlati, mi hanno fatto una proposta, ma su Milano. Avrei avuto vantaggi economici, ma volevo tornare a Roma».
 
Quale programma?
«Non posso dirlo, anche perché se ne sta ancora parlando. Non era né un reality né 'Verissimo"».
 
Come mai ha deciso di affidarsi a un agente, Lucio Presta, dopo venfanni di "solitudine''?
«Con Lucio c'è sempre stata stima a distanza. Mi piace scegliere in autonomia, facendo anche "pazzie": come la decisione di lasciare l' "Italia sul 2", di cui comunque non sono pentita. A un certo punto ho voluto trovare un interlocutore. Parlando con Presta, mi sono trovata bene. Mi capisce. Spero che non si sia pentito: con me ha perso un sacco di soldi... Mi vorrà ancora bene?».
 
Tornando indietro di qualche mese, Marano aveva fatto il suo nome per l' "Isola dei famosi". Poi cos'è successo?
«C'era questa idea, partita dal direttore, ma era tutto da vedere. Non avevo neppure mai parlato con Giorgio Gori, il produttore, e Marano mi aveva chiesto di non smentire. Poi Simona è tornata su Raidue. E il programma lo fa lei».
 
La Ventura, di lei, ha detto: «Non credo che la Leofreddi sia molto adatta per l' "Isola"».
«Simona predica la solidarietà femminile, e poi.. Sarà stato un momento di nervosismo».
 
Ma l'avrebbe fatta?
«Da una parte è la serata più importante di Raidue, dall'altra un rischio enorme. Tornando sul discorso economico, ovviamente sì!»
 
Alessandra Menzani
per "Libero"

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