Luca Tiraboschi anticipa la nuova faccia autunnale di Italia 1

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Fonte: Libero Quotidiano

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Televisione
  domenica, 10 agosto 2008
 00:00

TiraboschiProgrammi collaudati ("Le "Iene" e "La Talpa"), novità assolute (Mammucari, Ruggeri, Iacchetti), tasselli da sistemare (Federica Panicucci) e due sogni: uno quasi irrealizzabile (Fiorello) e un altro molto, molto più fattibile: Piero Chiambretti.

Luca Tiraboschi riduce le vacanze al minimo per mettere a punto il palinsesto autunnale della rete giovane di Mediaset, Italia 1, di cui è direttore dal 2002.

Da cosa partirà?
«Dalle due novità più grosse: il nuovo show di Mammucari, "Primo e ultimo", di cui sono previste tre puntate, e la sit-com con Enzo Iacchetti. Sarebbe stato più facile iniziare la stagione con "Iene" e "Talpa", prodotti già sperimentati e sicuri, ma amiamo il rischio...».

A proposito di "Talpa", è vero che si era pensato, per problemi di budget, di farla saltare e mettere al suo posto "Matricole" e "Meteore"?
«Ni. La "Talpa" non è mai stata in discussione. È vero, però, che è un programma costoso (circa il doppio di una normale prima serata) e due settimane fa ho constata-tato che fosse più costoso del previsto. Ne ho parlato con il produttore e abbiamo risolto tutto».

Risparmierete sui compensi dei concorrenti?
«Il cast non è ancora completamente definito, tranne due o tre nomi certi. Tra questi c'è Mario Adinolfi, l'ex candidato del Pd. A Pamela Prati ho promesso un posto nella "Pupa e il Secchione" pur di averla nel cast. Mi piacerebbe molto anche Roberto Poletti, ex deputato, giornalista tv, idolo delle casalinghe di centro nord. Lui è incerto, gli spiace lasciare il suo lavoro in televisione».

E Ricco, il ciclista dopato?
«Sì, è stato contattato, come pure Roberto Donadoni e Maradona. Le storie dei personaggi sono fondamentali».

E Lele Mora?
«Un'idea straordinaria di Paola Perego, conduttrice della "Talpa". Lui sta nicchiando. Secondo me la dovrebbe fare, verrebbe fuori la vera persona, oltre al personaggio. Gli sarebbe utile, dopo tutto quello che gli è capitato». Paola Barale è della squadra? «Sì, anche se manca ancora la firma. Sarà la prima inviata donna di un reality, faremo una specie di "Eva contro Eva": Paola (Perego) contro Paola (Barale)».

È vero che per la "Pupa e il secchione" si è pensato a Barbara D'Urso?
«Se il programma dovesse restare su Italia 1, i conduttori sarebbero confermati: Panicucci e Papi. Se dovesse passare su Canale 5, sì, si è fatto il nome di Barbara».

A proposito, che farà la Panicucci?
«Ci stiamo riflettendo insieme. È sempre un personaggio dei nostri, molto gradito».

Come sarà la nuova trasmissione di Enrico Ruggeri?
«"Quello che le donne non dicono" è un programma di interviste in seconda serata. Enrico avrà solo ospiti donne, con un meccanismo particolare. Poi, nel 2009, potrebbe tornare alla guida del "Bivio". A settembre torna poi Enrico Papi con "La Ruota della fortuna", che avrà una versione "celebity" come ha fatto "Passaparola"».

Amadeus, invece, è in partenza per Raidue?
«Attualmente stiamo mandando in onda il suo "Canta e vinci". Lo conosco da tanti anni, siamo amici, mi dispiace di non poter fare altre cose con lui. Ma non so sinceramente dove andrà».

Piero Chiambretti si trasferirà da La7 a Italia 1 nel gennaio 2009?
«Ci spero. La trattativa con l'azienda-da c'è, ma non so a che punto sia. Se andasse in porto, gli metterei a disposizione la mia rete: la mattina, il pomeriggio, la sera, quello che vuole lui. Ne sarei entusiasta. Spero che i contatti si trasformino in contratti...».

Un altro volto che vorrebbe?
«Beh, Fiorello, che è un po' il "Gronchi rosa" della tv. Gli darei una zona franca, uno spazio autogestito in cui possa fare quello che vuole. Un'idea irrazionale. Bisogna fare i conti con la realtà. La mia rete non ha le possibilità di Canale 5, che è come una grande nave da crociera, sicura, ricca di optional e gente bella a bordo...».

Italia 1, invece, cos'è?
«Un motoscafo, figo, bello, agile, ma che naviga in mari burrascosi e ogni tanto ha qualche pirata a bordo...».

Come direttore di rete, riceve molte "segnalazioni" dall'alto?
«Ne ricevo quante ne faccio. E ne sono contento. Nel nostro lavoro non c'è la prova del nove, va molto anche a sensazione, a pelle, a simpatie. Se posso aiutare qualcuno, lo segnalo. Niente di scandaloso»

Alessandra Menzani
per "Libero Quotidiano"

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