Non deve rammaricarsi chi il venerdì e il sabato sera preterisce il gelato alla tv. Perdendosi così Olimpiche emozioni. Ogni pomeriggio poco dopo le 18 va in onda un suo degnissimo facsimile, Olimpia Magazine, che si trascina, tra ampie sintesi delle gare, fino al Tg2 delle 20.30. Nel salotto buono di Raidue c'è l'instancabile Franco Lauro, fedele al fioretto di farsi tutti i Giochi in piedi (in alternanza con la rediviva Ivana Vaccari), e sulle poltrone bianche o rosse si dà convegno un manipolo di ospiti illustri. Che sono un po' come quelli di Porta a porta: sempre gli stessi (da Beppe Dossena a Francesco Pancani, da Stefano Pantano a Domenico Fioravanti).
Italo Cucci, portatore di gustosi aneddoti storici, piazzato in pole position, è di gran lunga il più loquace. A meno che, al suo fianco, sia presente il professor Antonio Dal Monte, uno dei più implacabili tuttologi della televisione, capace di interventi memorabili, tipo questo: «Mi viene da ridere perché i successi sportivi italiani si devono a un transito dalla mamma che li porta a nuotare, a fare sport, e da lì passano alle forze armate».
Immancabili i collegamenti con Casa Italia, regno incontrastato di Amedeo Goria, attorniato dagli atleti (o peggio, dai dirigenti) protagonisti della giornata. Pronti a sfornare le consuete banalità (non è cambiato proprio niente dai tempi in bianco e nero di mamma sono contento di essere arrivato primo), che tuttavia riescono a raccogliere gli applausi di Cucci e soci. Tutti a comando. Manco fossimo a Striscia la notizia. Dove però i comici sono autentici. Non involontari.
Massimo Bertarelli
per "Il Giornale"