Michele Mirabella: ''A me le fiction sugli ospedali fanno schifo''

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Fonte: Adnkronos

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Televisione
  domenica, 28 settembre 2008
 00:00
Dr House, E.R., Terapia d'urgenza, Crimini bianchi, per Michele Mirabella (nella foto) nessuna serie Tv sui dottori si salva. ''A me le fiction negli ospedali fanno schifo. A prescindere dalla fattura o dalla provenienza''. L'affondo arriva dal palco del festival della salute, che si chiude oggi a Viareggio, e che ha organizzato un dibattito sui medici in Tv.

''Queste serie - dice il giornalista Rai - sono il sintomo di una televisione che è già morta, anche se non glielo abbiamo ancora detto. Forse - ironizza - dovremmo ricoverarla proprio in una delle tante fiction a tema''.

Tra i tanti strali lanciati, il più lungo e affilato è diretto proprio all'ultima serie, cioè la controversa e criticata Crimini bianchi, che Mirabella non esita a definire ''una vergogna. E' impensabile - prosegue - spargere tanto veleno su un'intera categoria come si è fatto''. D'accordo nel formulare un giudizio tanto negativo è anche Lorenzo Sommella, direttore sanitario dell'ospedale San Filippo Neri di Roma. ''Attenzione ai messaggi che si lanciano ai telespettatori - avverte - ma certo la criminalizzazione, e la spettacolarizzazione dei medici nuocciono profondamente al rapporto con i malati''. Non tutte le fiction sono però tanto invise ai camici bianchi.

''L'umore dei medici è diverso a seconda delle serie - ammette - e so per certo che alcuni colleghi guardano a E.R. come a un'occasione di aggiornamento, per via delle sue ricostruzioni moderne e realiste dei problemi''. Un'affermazione che fa saltare Mirabella sulla sedia: ''Trovo inquietante che i medici guardino le fiction per sapere cosa fare''.
 
Una confusione tra piano reale e immaginario su cui calca la mano Francesco Nardella, capostruttura di Raifiction.''Mentre quando si guardano certe scene in un telegiornale si è portati a esercitare un giudizio critico e distaccato, di fronte alle scene di una fiction crollano le difese del telespettatore sulla verità. Per questo - dice - dobbiamo esercitare una maggiore responsabilità''.

D'accordo o meno con questa analisi, per il critico televisivo del quotidiano La Stampa, Alessandra Comazzi, il problema della fiction in camice bianco all'italiana ''risiede proprio nella tendenza a volersi sovrapporre all'informazione, creando un grande equivoco''. Questa, per la giornalista, la differenza proprio tra Crimini bianchi e Dr House ''che è finzione vera e propria, senza alcun intento o pretesa di denuncia dei mali della sanità a stelle e strisce. Si tratta solo - conclude - di un racconto emotivo''.

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