Simona Ventura: ''Vorrei essere come Santoro, in tv c' spazio per tutti''

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  domenica, 15 febbraio 2009
 00:00
Simona Ventura che cosa pensa di quanto accade nel mondo della televisione oggi?
«E’ una rivoluzione silenziosa: Sky è forte, e c’è una controparte Mediaset-Rai. Le battaglie fanno bene perché aprono nuovi orizzonti nella multimedialita»

Come giudica il caso «Matrix»-«Grande Fratello»?
«Io sono vicina a Enrico Mentana e posso apprezzare la sua presa di posizione. A me piace chi non è allineato però capisco bene le ragioni di Mediaset che vive di spot, essendo una televisione commerciale»

Lei conduce l’«Isola dei Famosi». Cosa pensa dei reality?
«Penso che il telespettatore può scegliere, se non vuole guardare il programma può spegnere la televisione o navigare su Internet. Lo spettatore di oggi è attivo, ha una vasta gamma di possibilità e quindi se sceglie il “Grande Fratello” la sua scelta va rispettata. Sempre. Sia quando ha voglia di riflettere, sia quando cerca un momento di evasione. Oggi il pubblico, me compresa, ha voglia anche di divertirsi».

Si dice che la televisione sia volgare, che non ci sia spazio per la cultura.
«E’ un dibattito datato. Gli spazi culturali ci sono, anche se in effetti vengono relegati spesso in orari difficili. La cultura però deve essere insegnata a scuola, in famiglia: la tv è complementare. Io devo dire che apprezzo poco l’atteggiamento intellettuale, radical-chic, di quelli che si sentono superiori e pensano che popolare sia necessariamente uguale a trash. Popolare può essere anche culturale: deve esistere Minoli, ma anche “L’Isola dei Famosi”, il “Grande Fratello”, la “Talpa” che hanno un loro target di riferimento preciso. La televisione non deve solo dare nozioni».

C’è troppa politica in televisione?
«No, i talk show ci aiutano a capire la politica. La politica deve farsi capire dalla gente e le trasmissioni che vedo in televisione aiutano a capire».

Che cosa pensa di Santoro?
«Mi piace molto, anche lui è un non allineato. A volte vorrei essere così non allineata come Santoro e come “Paragone” che fa un giornalismo di fuoco. Caratterialmente però sono molto più tranquilla».

Le piace lo sport?
«E’ fantastico. Il calcio è una delle più grandi vetrine dell’Italia nel mondo, e credo che sia una grande lezione di vita per i più giovani. A "X Factor" ho fatto la capitana dei cantanti dai 16 ai 24 anni, ho scoperto che i giovani sono molto diversi da come li si dipinge. Hanno valori, grandi sogni, una volontà di ferro: studiano e lavorano per cambiare la loro vita. Ovvio che sui giornali vanno sempre i bulli, i drogati, gli anoressici di emozioni. Oltre agli intolleranti e agli assassini».

Si aspetta una Rai diversa, un nuovo direttivo, un nuovo consiglio?
«Sono un soldato non un generale. Sono come una che aspetta gli ordini da Roma. Faccio le mie trasmissioni e ho l’opportunità di fare quello che mi piace. Ho due gruppi di lavoro fantastici».

Lei non ha nuovi desideri?
«No, sono fortunata, ho molte cose da fare. Adesso sto andando in America a presentare il film “La fidanzata di papà” con Massimo Boldi e poi vado a New York a fare la mia prima sfilata delle mie “tute” Star Chic all’interno del gala Italia. Per me è un’opportunità fantastica. Io credo che il mio futuro potrebbe essere quello di aiutare l’Italia a mostrarsi nel miglior modo possibile nel mondo».

Insomma lei non è affatto negativa sulla televisione?
«Non sono negativa perché la ritengo lo specchio di quello che noi siamo. Nessuno più la subisce passivamente perché come ho detto prima si può scegliere. Io sono più realista del re».

Ma si sente libera, intendo nei suoi programmi?
«Sì sono una persona libera e sono molto fortunata, mi so anche battere quando non sono fortunata, so lottare».

Lei mantiene dei rapporti con quelli dell’«Isola dei Famosi»?

«Sì, per me è una grande soddisfazione, mi piace il lavoro di “scouting”. Questo è stato un anno con risultati eccezionali... l’”Isola” ha ottenuto un successo straordinario, con tre punti più dell’anno scorso, “X Factor” ci dà grandi soddisfazioni».

Ma cosa è successo? E’ cambiato il suo ruolo?
«Io sono solo il bomber che fa gol, ma dietro di me c’è una squadra vincente. Le vittorie, secondo me, nascono dallo spogliatoio e dietro di me».

Qual è la sua maggiore qualità, Simona?
«So essere parte dell’ingranaggio, riesco sempre a fare squadra, sono sempre molto diretta e risolvo i problemi subito, non bisogna mai aspettare».

Questo suo atteggiamento non è molto... italiano...
«Ha ragione, ho sempre avuto il dubbio che in un’altra vita fossi americana, o brasiliana».

Però dica la verità, lei potrebbe vivere in un altro Paese?
«No, quando vado fuori mi manca subito moltissimo il mio Paese... ora e sempre W l’Italia».

 

Alain Elkann
per "La Stampa"

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