Tozzi (Fiction Cattleya): ''Settore anomalo per troppa dipendenza dalle tv''
News inserita da: Simone Rossi (Satred)
Fonte: Adnkronos
In Italia servirebbero politiche che favoriscano lo sviluppo di una fiction televisiva indipendente, per farle sarebbe bene che la materia ricadesse sotto la competenza del Ministero per i Beni Culturali, come è già per il cinema.
È quanto afferma, in estrema sintesi, Riccardo Tozzi (presidente Anica), parlando all'Adnkronos in quanto patron della casa di produzione televisiva e cinematografica Cattleya, che sta producendo la serie di 'Gomorra' per Sky ed ha appena terminato il secondo ciclo di 'Rossella' per Rai1.
«La fiction in Italia è una grande industria, un'acquisizione recente del sistema audiovisivo italiano, nata all'inizio degli anni 80 e che oggi è estesa, articolata, è diventata un settore importantissimo per il quale si dovrebbe fare una poltica mirata. Penso che i temi della fiction dovrebbero rientrare nella responsabilità del Ministero per i Beni culturali, come il cinema. Fiction e cinema -spiega Tozzi- sono settori industriali assolutamente contigui e vanno visti in un unico quadro di sviluppo della produzione audiovisiva. È asupicabile che al Mibac vada anche la responsabilità di favorire uno sviluppo indipendente del settore»
Un settore che, per Tozzi, «ha l'anomalia di avere un rapporto troppo dipendente con la committenza, con le reti tv, e del quale andrebbe favorita una maggiore autonomia. Se il cinema ha una pluralità di sbocchi possibili, dalle sale all'home video alla stessa tv in tutti i suoi passaggi, le fiction hanno normalmente come principale referente la rete televisiva committente».
«Se è normale che questo avvenga sarebbe però utile, nell'interesse della qualità, e della varietà che è qualità, tutelare l'autonomia di proposta e di realizzazione delle fiction che oggi, in verità, è insufficiente. Anche perchè negli ultimi anni la produzione di fiction è quasi tutta per le reti ammiraglie, Rai1 e Canale 5, e se produci per una rete ammiraglia il livello di rischio alto per l'esito in termini di ascolto porta ad andare sul sicuro, sul tradizionale. Se invece si diversificasse di più per reti e per costi si potrebbero più facilmente prendere rischi d'innovazione. In Italia si produce fiction anche con Sky e questo è stimolante, ma non basta: ci sono sette reti generaliste, una varietà che andrebbe messa a frutto a favore della qualità», conclude Tozzi.