Romanzo Siciliano, su Canale 5 la fiction con Bentivoglio e Pandolfi contro la mafia

Romanzo Siciliano, su Canale 5 la fiction con Bentivoglio e Pandolfi contro la mafia

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Fonte: Digital-News (com.stampa)

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Televisione
  lunedì, 16 maggio 2016
 06:00

Romanzo Siciliano, su Canale 5 la fiction con Bentivoglio e Pandolfi contro la mafiaLunedì 16 maggio, in prima serata su Canale 5, debutta “Romanzo Siciliano”, nuova fiction di Pietro Valsecchi, prodotta da TaodueFilm e diretta dal regista Lucio Pellegrini. Otto puntate con protagonisti Fabrizio Bentivoglio (per la prima volta nella sua carriera nel ruolo di detective), Claudia Pandolfi (magistrato inquirente), Ninni Bruschetta (boss latitante da vent’anni).

LA STORIA - “Romanzo Siciliano” affronta in modo innovativo e asciutto il tema dei rapporti tra il bene e il male in una Sicilia inedita per luoghi, luce e inquadrature. E’ una sfida tra due uomini, il Colonnello dei Carabinieri Sergio Spada (Bentivoglio) e il mafioso Salvo Buscemi (Bruschetta), ricercato da vent’anni e di cui le forze dell’ordine non conoscono nemmeno il volto. Accanto a Spada, una squadra d’élite dei Carabinieri, composta da tipi umani diversi e ognuno con una difficoltà personale che si dipanerà nel corso delle puntate. Interessante anche il rapporto tra Bentivoglio e Claudia Pandolfi, magistrato spigoloso appena arrivato in Sicilia alle prese con un clima sociale a cui è del tutto impreparata. E proprio la terra di Sicilia, la bellezza dei suoi paesaggi mozzafiato (Siracusa, Noto, Piazza Armerina, Taormina, Ortigia) rappresenta molto più che uno sfondo per la drammatica vicenda della caccia a un uomo perfido e invisibile scandita da storie di criminalità parallele al centro di ognuna delle otto puntate.

LA CONFERENZA STAMPA - È ancora la mafia, quindi, la protagonista di una serie televisiva, a poca distanza del film tv Felicia Impastato (7 milioni di telespettatori su Rai1) e Gomorra capitolo secondo (che ha doppiato il successo della prima stagione miglior debutto di sempre serie su Sky) Come spiega il regista, al centro una Sicilia bellissima, tra mare, campagne, città ricche di storia e tesori artistici, una terra dal sole accecante dove però le ombre della corruzione e del crimine organizzato sono sempre presenti. E poi un protagonista diverso dai classici investigatori televisivi, grazie all'interpretazione di un sempre straordinario Fabrizio Bentivoglio alle prese per la prima volta nella sua carriera con un ruolo da detective. A convincere l'attore pluripremiato, regista e sceneggiatore milanese ad accettare questo ruolo anche il fatto che nel corso della sua carriera, dice,

«non ho mai avuto l'occasione di interpretare un investigatore, e almeno una volta lo dovevo fare. E questo era comunque un bel personaggio, non di quelli tutto action ma diverso dai canoni classici, più riflessivo, severo, rigoroso. Inoltre ritengo che tra il ruolo del detective e quello dell'attore convivano comuni denominatori, come quello ad esempio di ragionare prima di agire.. Un colonnello dei carabinieri pronto ad ogni sacrificio per portare a termine la sua missione e, soprattutto, un tenero padre, vedovo, la cui figlia verrà gravemente colpita dalla cieca violenza della mafia»

Quindi, aggiunge Bentivoglio in merito al proliferare di serie tv che affrontano temi di mafia e criminalità:

«la verità è che siamo circondati dalla mafia e da chi delinque, non è che devi inventare, inutile nasconderlo. L'importante è confezionare un buon prodotto. Ma va detto che alle volte la realtà supera la fantasia. Sfido qualsiasi sceneggiatore a scrivere una storia in cui il figlio del boss mafioso va in tv a promuovere il suo libro».

Ma lei guarda la televisione?

«No tranne le partite di calcio e i programmi tv per bambini, con mia figlia guardo Rai Yo Yo»

A partire da questo personaggio che verrà aiutato non solo nelle indagini dal giovane magistrato Emma La Torre che arriva a Siracusa da Torino, interpretato da Claudia Pandolfi («sul set mi sono sentita accolta dai siciliani. C'era un clima famigliare»), si dipana un racconto in cui le dinamiche tipiche del poliziesco si intrecciano con la messa in scena di un mondo dove, dietro l'apparenza di rispettabilità, i tentacoli della criminalità hanno occupato i centri di potere politico ed economico.

Ma Claudia Pandolfi che aveva già lavorato in Distretto di Polizia nello storico ruolo di Giulia Corsi, vede delle assonanze tra i due personaggi?

«in effetti ce ne sono - risponde- Emma La Torre è determinata, come lei solitaria, entrambe hanno dovuto abbandonare la propria città e i propri affetti per dedicarsi al lavoro, ma qui ci sono sfumature assai diverse va detto»

La novità sta negli ingredienti del racconto che, parallelamente alla trama principale, sviluppa storie private a ogni puntata. Come la vicenda del Capitano Ettore Neri (Filippo Nigro), orfano che cerca strenuamente le sue origini, ma la sua ricerca lo condurrà a una drammatica scoperta.

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