Rai, ok a nuovi direttori ma si spaccano Cda e PD. Colucci al Tg2 e Mazzà al Tg3.

Rai, ok a nuovi direttori ma si spaccano Cda e PD. Colucci al Tg2 e Mazzà al Tg3.

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Fonte: Ansa

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Televisione
  giovedì, 04 agosto 2016
 22:36

Rai, ok a nuovi direttori ma si spaccano Cda e PD. Colucci al Tg2 e Mazzà al Tg3.  La tornata di nomine agostane vede finalmente la luce, ma il cda Rai si spacca e con lui anche la maggioranza. Il dg Antonio Campo Dall'Orto, tra le polemiche e l'opposizione di gran parte della Commissione di Vigilanza, ha tirato dritto e oggi ha ottenuto il via libera. Ida Colucci è stata promossa al Tg2 al posto di Marcello Masi, Luca Mazzà è stato scelto per sostituire Bianca Berlinguer al Tg3, Andrea Montanari andrà al Gr-Radio1 scalzando Flavio Mucciante e Nicoletta Manzione prenderà le redini di Rai Parlamento finora guidato da Gianni Scipione Rossi. Restano in sella Mario Orfeo al Tg1 e Vincenzo Morgante alla TgR. Sei i voti favorevoli in consiglio di amministrazione. Quelli della presidente Monica Maggioni, del renziano Guelfo Guelfi, del centrista Paolo Messa, e del consigliere indicato dal Tesoro Marco Fortis. Sì, con qualche perplessità su metodo e tempistica, anche da parte di Rita Borioni e Franco Siddi, entrambi espressione dalla maggioranza. Secco invece il no dei due consiglieri vicini al centrodestra Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca e di Carlo Freccero, indicato da M5S.

«Queste nomine - dice quest'ultimo - riportano la Rai alla Dc di Fanfani degli anni '60. È un monocolore. Questo mi rende molto triste». «Una parte politica che rappresenta il 20% del paese ha occupato il 100% delle testate della Rai», gli fa eco Diaconale. I vertici della tv pubblica difendono le loro scelte. Sostengono che si tratta di un passaggio in linea con il piano per l'informazione illustrato dal direttore dell'Offerta informativa, Carlo Verdelli, in consiglio. Ma nel Pd non tutti sono d'accordo. I senatori della minoranza Miguel Gotor e Federico Fornaro si sono dimessi dalla commissione di Vigilanza per protesta. Le nomine - dicono - «sono state fatte in modo non trasparente, penalizzando competenze e professionalità interne, come ad esempio nel caso di una giornalista autorevole quale Bianca Berlinguer, senza che emergano un profilo e una visione di un moderno servizio pubblico». Un plauso alla loro scelta arriva da Pierluigi Bersani e Gianni Cuperlo. «Dispiace per le dimissioni - sostiene invece il collega di partito Andrea Marcucci -, ma le nomine appartengono all'azienda e al suo Cda».

Attacchi al governo anche da Sinistra Italia e Forza Italia, che, con Renato Brunetta e Maurizio Gasparri, critica anche la gestione della Vigilanza di Roberto Fico di M5S, ritenuto connivente. «Non possiamo accettare lezioni di pluralismo», replicano i pentastellati. «Sarà mio impegno guidare il Tg3 lungo la linea della forte autonomia da ogni tipo di potere politico ed economico e del rigore nel racconto della realtà, principi su cui ho fondato tutta la mia carriera giornalistica», fa sapere Mazza', che prende il posto di Berlinguer dopo sette anni di direzione. Ora per la giornalista si apre una nuova fase: da fine settembre guiderà uno spazio di approfondimento dalle 18.30 alle 19 dal lunedì al venerdì. Prima del Tg serale, quindi. Il braccio di ferro con il dg Antonio Campo Dall'Orto non è però finito. La giornalista vorrebbe anche condurre due seconde serate, mentre il manager veneto è disposto a concederne una sola. Nell'accordo per ora c'è scritto: una o più serate. Il tutto a partire da febbraio. Il progetto è ancora in fase embrionale. È certo, però, che ci sarà anche la collaborazione di Michele Santoro e della sua squadra. Masi dovrebbe invece entrare, come vice, nella squadra di Verdelli.

Dura la reazione di Fnsi e Usigrai. «È ormai evidente che non esiste nessun piano - affermano -. Così come è chiaro che esisteva solo la necessità di occupare nuove poltrone. Non cadremo certo nella trappola di parlare di questo o quel direttore. Quello che ci interessa è che si chiamino le cose con il loro nome: occupazione di posti e pura lottizzazione». Il cdr del Tg2 ringrazia Masi e dà il benvenuto a Colucci, mentre la rappresentanza del Tg3 ricorda che «i giornalisti della testata rifiutano ogni etichetta. Direzione dopo direzione abbiamo garantito un'informazione imparziale ed equidistante».

LE SCHEDE DEI NUOVI DIRETTORI - Ecco in sintesi le biografie dei nuovi direttori di Tg2, Tg3, Giornale Radio-Radio1 e Rai Parlamento la cui nomina è stata approvata oggi a maggioranza dal consiglio di amministrazione della Rai, su proposta del direttore generale Antonio Campo Dall'Orto.

  • IDA COLUCCI - Nata a Roma il 22 agosto 1960, subentra a Marcello Masi, assumendo la direzione del Tg2 di cui è vicedirettrice dal 2009. Dopo le esperienze in Asca, Nuova Ecologia, Legambiente, entra in Rai nel 1991, al Giornale Radio, per passare poi nel 2002 al Tg2, di cui diventa inviata nel 2005.

  • LUCA MAZZA' - Da maggio vicedirettore di Rai Parlamento, assume la direzione del Tg3 al posto di Bianca Berlinguer. Nato a Roma il 19 gennaio 1962, prime esperienze a Ore 12 Il Globo e alla redazione economica dell'ANSA, lavora a Milano Finanza e a Italia Oggi. Entra in Rai nel 1991, alla redazione economica del Gr1, diventando caposervizio. Dal 1994 svolge lo stesso ruolo alla redazione economica del Tg3, di cui poi è caporedattore dal 1999 al 2005. Nel 2009 passa a Raisport come caporedattore centrale. Nel febbraio 2013 viene nominato vicedirettore di Rai3 e si occupa del personale, degli eventi speciali e di svariati programmi informativi come Mi manda Rai3, Agorà, Ballarò.

  • ANDREA MONTANARI - Classe 1958, il neo direttore del Giornale Radio e di Radio1, che sostituisce Flavio Mucciante, inizia il suo cammino in Rai nel 1991 proprio alla radio. Conduce, tra l'altro, Radio anch'io. Nel 1997 approda al Tg1, dove percorre le tappe principali della carriera: caposervizio, caporedattore, quirinalista. A gennaio 2013 viene nominato vicedirettore da Mario Orfeo.

  • NICOLETTA MANZIONE - Nata nel 1966, dal 2014 corrispondente da Berlino, approda alla guida di Rai Parlamento al posto di Gianni Scipione Rossi. Laurea in Scienze politiche, in Rai dal 1989, diventa caposervizio e poi caporedattore esteri al Tg1, testata per la quale coordina dirette e speciali, occupandosi in particolare degli attentati del 2001 a New York e dalla guerra in Afghanistan. In questi anni conduce, tra l'altro, l'edizione delle 13.30 del telegiornale, diverse rubriche nonché la parte giornalistica di Unomattina.

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