Mediaset, rivolta anti-Pivetti

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  venerdì, 09 febbraio 2007
 00:00

II servizio su Gente intitolato «Mi sento sexy come Cat-woman», l'esibizione & testa giù in Scherzi a parte, il look punk con cresta gialla al Teatro Smeraldo e quello da boxeur su Chi.

A Mediaset il comitato di redazione di Videonews non ne può più dell'esuberanza di Irene Pivetti e scrive al direttore Giorgio Mule; «Ci avevi promesso una giornalista e ci ritroviamo una figurina di Lele Mora».

Irene PivettiL'ex presidente della Camera è in effetti in fase euforica e ce la mette tutta per far dimenticare i tailleur pastello di Montecitorio. Ma la lettera del cdr le sembra «surreale», la polemica «spassosa». «Questi sono matti - dice con pigfio energico - se il problema è la tintura dei capelli, allora ce l'ha anche Santoro. Mi attaccano perché sono una donna, il mio collega Alessandro Cecchi Paone non si è mai fatto mancare nulla di pittoresco e nessuno lo ha mai criticato».

«Ognuno è libero dì far quello che vuole - scrivono i giornalisti a Mule - E noi siamo liberi di dirti come la pensiamo. Più volte hai sottolineato l'autorevolezza che la testata deve costruire con serietà e passione professionale. Nella presentazione Tempi Moderni avevi posto come primo punto l'anima giornalìstica del programma».

Signora Pivetti, come si concilia l'autorevolezza con il vestito da Cat-woman?
«Credo che ci sia una forma per ogni circostanza: io prendo su! serio il mio mestiere di giornalista e non solo ho servito lo Stato ma credo nele istituzioni. Poi mi diverto anche a provocare, certo, in altre circostanze. Che male c'è?

La sostanza conta più della tinta dei capelli. Le dirò di più, l'anno scorso, con la redazione, a Liberi Tutti non c'era stato nessun problema, anzi era stata Mediaset a dirmi di fare un po' più di spettacolo perché la politica non taceva ascolti. Si chiama "infotaiment", lo dica al cdr».

Sarà che il cdr l'anno scorso era già troppo impegnato nella guerra a Paola Perego conduttrice di Verissimo e non giornalista, con tutta evidenza I'« infotainment» non gli va giù.

«Ci dispiace che il volto pubblico di un programma di informazione - scrivono ancora - scelga di offrire di sé un'immagine più consona al mondo dello spettacolo».

Il direttore ha indetto per oggi una riunione, chissà se basterà per disegnare il confine tra informazione e spettacolo.

Pivetti mette le mani avanti: «Non prendiamoci troppo sul serio» e francamente, data la frusta che impugna, si tira un sospiro di sollievo.

Raffaela Silipo
per "La Stampa"

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