Il meglio e il peggio della tv secondo Aldo Grasso

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Televisione
  giovedì, 07 giugno 2007
 00:00
La stagione televisiva dura da settembre a maggio; dunque, per quel che riguarda i palinsesti, siamo già in piena estate e, come al solito, spira aria di "chiuso per ferie", di replica, di film in bianco e nero. Che stagione abbiamo visto, cosa ci ha detto di nuovo, o di antico la tv? Proviamo a far quadrare il bilancio in dieci punti.

1) LA TV MAESTRA DI VITA —La stagione si apre con una clamorosa intervista a Natascha Kampusch la ragazza austriaca rapita a 10 anni (1998) e liberata dopo 8 anni dal proprio sequestratore. La tv, che ha nutrito Natascha, che è stata la sua scuola e il suo unico legame con la realtà, si dimostra una fata buona capace di mostrarci ciò che non siamo più capaci di vedere: una ragazzina simpatica, spiritosa, cosciente seppur cresciuta in isolamento. Mai disperare della tv.

2) FINE DELL'ESILIO — A settembre termina in Italia il regime in cui eravamo sprofondati. Il Michele Santoro Pensiero, in versione biondo cenere, torna in onda: a darne l'annuncio è il volto gentile di Beatrice Borromeo. Tutto era cominciato nel 2001 con la famosa intervista di Luttazzi a Travaglio. Poco tempo dopo, nel corso di una visita in Bulgaria, Berlusconi aveva accusato alcuni conduttori di "uso criminoso della tv". Scatta l'esilio per Santoro, Biagi e Luttazzi. Anche Biagi ritorna, Luttazzi no.

3) VALLETTOPOLI—Vip, paparazzi, politici, starlet, ricatti (veri o presunti), foto rubate o millantate, tradimenti, notti brave, paginate di giornali, schizzi di fango... C'è di tutto nel pentolone scoperchiato dal magistrato Henry John Woodcock. In realtà, non si erano mai viste tante trasmissioni e tanti tg che vivono di parassitismo, di pornografia, di risse, di chiacchiere, sui tronisti, sulle veline, sul pettegolezzo più triviale. Non si era mai vista tanta gente così incompetente fare tv.Occuparsi di tv. Sfruttare la tv.

4) LA RIVINCITA DELLA RADIO — Il varietà è morto, si dice. Eppure Il programma più bello e più importante della tv va in onda tutti i giorni sulla radio, si chiama "VivaRadio2".Giustamente Fiorello misura le sue apparizioni televisive, si fa aspettare, accresce la sua fama "in assenza". Anche Gerry Scotti lavora alla radio ma ogni volta che Canale 5 ha bisogno di ascolti sicuri, con il quiz del preserale o con un varietà come "La corrida", deve far ricorso a lui. Chi è morto?

5) LA CRISI DEL REALITY — Tutti a sentenziare la crisi del reality ma il successo strepitoso de "La pupa e il secchione" spiazza tutti. Gli autori sostengono che è una parodia del reality ed è lì, nella riscrittura, che bisogna cogliere i motivi del boom. Del resto all'autore televisivo di massa non è richiesta l'ispirazionemail fiuto. Ma l'inflazione e il tonfo di altri reality ("Unanimous", "Wild West", "Reality Circus", "Un, due, tre... stalla",) gettano un'ombra di discredito sul genere. C'è anche la riffa sul rene, ma è un reality olandese, soprattutto è una burla.

6) OSPEDALI, PAZIENTI, MEDICI: TRIONFA IL MEDICAL DRAMA — Il genere di maggior successo della fiction è quello ospedaliero: "E.R.", "Dr.House", "Nip/Tuck", "Grey's Anatomy". Anche la produzione italiana si adegua: "Nati ieri", "Medicina generale". La tv si trasforma in una corsia d'ospedale: dramma, sentimento, ironia, morte, vita, speranza, dolore, progressi della scienza, problemi sociali, sensibilità alla sofferenza altrui. Una miniera inesauribile di racconti. E' per questo che il medical drama dovrebbe ispirare ogni riforma sanitaria.

7) LA SERIALIZZAZIONE DEL TALK—Cogne, Rignano e Perugia: ormai ogni delitto spietato ha due cantori ufficiali, Bruno Vespa ed Enrico Mentana. Sembra un gioco al rialzo: più la tv offre efferatezza, plastici del delitto, asili dell'orrore, presunti assassini, più il pubblico sembra volerne. Come un'antica passione da feuilleton, come una moderna voglia di thriller a puntate. L'innocenza o meno di Anna Maria Franzoni o di un qualsiasi altro imputato è solo il tappeto su cui si scontrano i membri della "compagnia di giro" allestita da Vespa e Mentana.

8) LA STAGIONE DEI NOSTRI FLOP—Quanti insuccessi: "Unanimous", "Wild West", "FattoreC", "Formula segreta", "Giorni da leone", "La freccia nera", "Codice rosso", "Nati Ieri", "Reality Circus", "Colpo di genio", "Apocalypse Show", "Votantonio". Nella storia recente della nostra tv, non si era mai assistito a una tale morìa di programmi, a una serie così cocente di flop. Le due più grandi delusioni sono state Simona Ventura e Gianfranco Funari alle prese con nuovi format.

9) CHI NON C'HA IL FORMAT È UN PIRLA — Una volta bisognava occuparsi di programmi, adesso di format. Cos'è esattamente un format? E' lo schema originale e definitivo di un programma che comprende elementi sia contenutistici (il tema, il genere, lo scopo) sia strutturali (l’articolazione delle sue fasi, l'apparato scenico, i personaggi fissi), già rodato attraverso un'emissione televisiva. Ma non solo: lo spettatore deve ormai sapere che la Endemol (produttrice di format) è stata acquistata da Mediaset, deve interessarsi dei dati di ascolto, di YouTube, della tv via Internet, persino del digitale terrestre, cavallo di battaglia della stagione precedente.

10) IL PIU' GRANDE SUCCESSO: LA FINALE — È stato il secondo tempo di "Milan-Liverpool" (13.262.000 spettatori medi). Segue, nonostante l'età, il "Festival di Sanremo" (la serata finale, con 12.408.000 spettatori). E poi ancora il calcio: "Italia-Scozia" per gli Europei (più di 11 milioni), l'andata e il ritorno di "Milan-Manchester" (sopra ai dieci milioni), e ancora la Formula 1 e il MotoGP.Morale: la tv tratta gli spettatori da tifosi per poi trattare i tifosi da spettatori.IL PIÙ GRANDE SUCCESSO: LA FINALE

Aldo Grasso
per "Il Corriere della Sera"

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