Fuga di massa dei divi tv dai grandi seriali

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Fonte: Libero Quotidiano

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Televisione
  lunedì, 18 giugno 2007
 00:00

Tutto cambia, tutto si trasforma. Verissimo. Eppure, se nel mondo della fiction qualcuno rimanesse là dove lo si è lasciato, non guasterebbe. Anzi, probabilmente la cosa non dispiacerebbe al telespettatore medio. 

Il moto evolutivo della lunga serialità italiana ha, infatti, il piede pigiato sull'acceleratore. Soprattutto per quanto riguarda il fronte dei personaggi, il cui ricambio è decisamente serrato. Per non dire frenetico.

Sarà per l'attrazione esercitata dalle Sirene della settima arte. Sarà per la tipologia meno blindata dei contratti siglati dai produttori nazionali. Fatto sta che i "grandi volti" della fiction scalpitano. E appena possono si liberano del loro alter ego catodico, abbandonando, senza indugi e senza remore, le serie che li hanno lanciati verso il successo.

Diversamente da quanto accade nei telefilm americani dove si cerca di preservare l'integrità del cast per almeno tre-quattro stagioni, in Italia c'è un via vai di attori. Anche a distanza di un solo anno dalla prima messa in onda. In materia, Medico in famiglia docet: fatta eccezione per lino Banfi, fedele al ruolo di nonno Libero, mezza famiglia Martini è caduta sotto la scure degli addii.

Da settembre però le defezioni raggiungeranno un livello eclatante poiché le maggiori serie televisive torneranno in onda orfane dei rispettivi protagonisti.

Sarà una vera e propria moria di volti che colpirà, ironia della sorte, soprattutto le serialità gialle: in questo filone le defezioni si annunciano innumerevoli, a cominciare dalla produzione di punta di Canale 5, "Distretto di polizia 7".

Dopo l'addio di Isabella Ferrari, Lorenzo Flaherty, Claudia Pandora, Ricki Memphis, esce di scena anche Giorgio Tirabassi e debutta un nuovo commissario: Marcello Fontana, interpretato da Massimo Dapporto.

Un vero e proprio terremoto di novità investirà inoltre "Carabinieri": giunta all'ottavo ciclo, la fiction perderà sia il caratterista Vincenzo Crocitti sia l'ex del "Grande Fratello" Luca Argentero, ormai convertitosi al grande schermo.

A consolare i fan (si fa per dire) ci saranno le new entry Katia Ricciarelli e Simon Grechi, meglio noto come il concorrente Simon Falsaperla del "Gf '. Probabile anche la presenza di Paolo Villaggio nei panni di un prete. E ancora: Lorenzo Crespi lascia "Gente di mare 2".

Lui sostiene che a dettare la scelta sia stata la paura della 'ndrangheta, le cui incursioni erano più che sporadiche durante le riprese. Ma i bene informati sostengono che si tratti di problemi di cachet: alla luce dei successi della prima serie, Crespi avrebbe preteso cifre esorbitanti dalla produzione.

Cambia volto anche il protagonista di "La squadra": nella nona stagione a interpretare ii commissario Guerra non sarà più Massimo Bonetti.

Altra uscita eclatante in "Don Matteo": dopo aver sbancato l'access time a colpi di pacchi, Insinna si congeda da Anceschi. Al suo posto, Simone Montedoro. Infine, si annunciano rimpasti anche in "R.i.s.".

«I cambiamenti sono il sale della serialità», commenta Antonio Vìsca, fondatore del Telefilm Festival di Milano, «quel che è certo è che, a differenza dell'America, le nostre serie non corrono il cosiddetto rischio del "Jump the Sharie", ossia il pericolo di esaurire le storie diventando una improbabile metafora decadente. E questo proprio perché da noi l'attore va via molto prima che l'arco narrativo del suo personaggio si sia concluso».

A giudizio di Vìsca, su questo turn over peserebbe l'ambizione delle star, che vedono la tv come una parentesi professionale in vista del salto cinematografico, ma soprattutto il dominio delle miniserie: «È molto radicata la cultura della fiction in due puntate, la cui logica è opposta a quella della lunga serialità. Perché i telefilm non si consumano nel giro di poche puntate e nemmeno in una sola stagione. La fedeltà al personaggio è cruciale e le defezioni, anche quando necessarie, sono vissute dai telespettatori come dei tradimenti».

Ma chi sono i duri e puri della serialità tricolore, i soli cioè a essersi affezionati al loro posto nell'universo tv? I nomi si contano sulle dita.

Il primo della lista è Lino Banfi: anche se alla fine di ogni stagione di "Medico" dichiara che non interpreterà ancora nonno Libero, non ha mai lasciato il ruolo. Un altro a non demordere è Terence Hill in "Don Matteo".

Lo stesso dicasi per Gigi Proietti, affezionato al suo "Il Maresciallo Rocca" e che interpreterà il film "A Maresciallo Rocca e l'amico d'infanzia". Dulcis in fundo: Veronica Pivettì, sbanca Auditel nei due ciclo di "Provaci ancora prof".

Francesca D'Angelo
per "Libero Quotidiano"

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