La tv dei ragazzi? Per la Rai un ricordo

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Fonte: Corriere Economia

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Televisione
  lunedì, 25 giugno 2007
 00:00

Il futuro non è più quello di una volta, si legge su alcuni muri di Milano. È una frase che dà il senso dei grandi cambiamenti tra le generazioni, coloro che ora sono giovani trovano un mondo profondamente diverso da quello della generazione che è stata giovane prima di loro. Non è una novità, è sempre accaduto che il tempo e l'intreccio delle attività umane mutassero le cose tanto da rendere diversa l'idea stessa di futuro.

L'enorme sviluppo delle tecnologie e l'impatto che hanno sulla comunicazione determina oggi un divario, più profondo che in passato, tra le generazioni. Come si può entrare in contatto con i giovani senza suscitarne la diffidenza istintiva? Quali argomenti possono fare breccia nelle loro menti e nei loro cuori? Dalle risposte dipende la sorte di progetti editoriali e produttivi e l'andamento di mercati importanti.

Un convegno-evento tenutosi di recente a Milano per iniziativa di Somedia e di altri sponsor ha dato molti spunti di riflessione sul target dei teenager. La Doxa ha presentato la ricerca Teen sui ragazzi e le ragazze tra i 14 e i 18 anni.

Gli intervistati risultano soddisfatti della relazione con se stessi, con l'ambiente domestico e con le persone più vicine; l'insoddisfazione è legata all'aspetto fisico, ai rapporti amorosi, a quelli con gli insegnanti, allo stato della natura e dell'ambiente in cui vivono, alla mancanza di tempo libero. La ricerca valuta in cinque ore il tempo libero a disposizione di questo target.

L'attività «studio» è inserita nel «tiime budget» e ne occupa il 20%; la voce «televisione» il 25%; e quella «uscire», l'attività preferita, il 31%. La maggior parte delle cinque ore è trascorsa in casa. Oltre alla Tv e allo studio ci sono infatti i videogiochi (7%), Internet (5%) e la lettura (3%).

Al tempo della lettura andrebbe però aggiunto quello, consistente, che i ragazzi usano per leggere testi su Internet. L'utilizzo di Internet non andrebbe considerato come qualcosa di alternativo o estraneo all'uso dei media, così facendo si distorce il senso delle nuove modalità di consumo, come quelle relative alla lettura (sì pensi soltanto ai siti Internet dei quotidiani e ai loro milioni di lettori) o alla visione di Tv, anche on demand.

Secondo i dati Auditel/Mediasoft, la rete televisiva più vista dai ragazzi tra i 14 ed i 18 anni è Italia 1, con una forte quota d'ascolto del 30%; c'è poi Canale 5 (21,9%) e al terzo posto l'insieme dei canali satellitari (13,3%). Rai Uno è al quarto posto (12 %) e tutte le altre emittenti sono al di sotto del 10% di share.

La scarsa attenzione della Rai nei confronti di uno dei target più interessanti per il mercato pubblicitario e per il futuro del Paese risulta evidente. Il 24,7% di questi giovani vive in famiglie abbonate a Sky, il canale che seguono di più è Fox. Il 20,9% ha in casa un decoder del digitale terrestre collegato al televisore.

Nell'insieme, il 48% dei 2,9 milioni di ragazzi e ragazze di questo segmento esperimenta già un consumo digitale e manifesta una propensione all'innovazione che non trova ancora un corrispettivo nell'offerta digitale della Tv generalista.

È curioso che il programma più visto da questo target nell'intera stagione televisiva, un film andato in onda su Italia 1 con una quota d'ascolto del 46,9%, richiami nel titolo un famoso e sprezzante slogan anarchico: Scary Movie 3, una risata vi seppellirà.

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