Adiconsum vuole l'applicazione del contratto di servizio Rai

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Fonte: Digital-Sat.it

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Televisione
  mercoledì, 27 giugno 2007
 00:00
Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa di Adiconsum:

Oggi, Adiconsum manifesterà al convegno "Quali programmi, quali contenuti" organizzato da Isimm presso la sala convegni del Monte dei Paschi di Siena in Via Minghetti, 30/A il proprio dissenso per la mancata applicazione del contratto di servizio RAI. Disapplicazione che continua a danneggiare i consumatori che pagano il canone.

ADICONSUM ha anche inviato una lettera aperta al CdA della RAI e al Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, che verrà anche distribuita ai partecipanti al convegno.
Adiconsum chiede alla RAI, più INNOVAZIONE, maggiore QUALITÀ e migliore COMUNICAZIONE con i cittadini e i loro rappresentanti.

Perché più innovazione

Perché milioni di cittadini attendono di vedere i canali RAI, gratuitamente, attraverso  tutte le piattaforme trasmissive, mentre oggi in barba alle numerose tecnologie, ecco qual è la situazione degli utenti RAI:

1.    La visione dei canali Rai attraverso il satellite è permessa solo agli abbonati Sky.
2.    La visione via digitale terrestre, sebbene la fase sperimentale si sia conclusa, non avviene in gran parte del Paese.
3.    La visione via device mobili è possibile solo  a pagamento.
4.    La visione via Internet in diretta dei palinsesti completi delle tre reti pubbliche, nonostante la promozione del nuovo portale Rai tv, non è possibile.
5.    La trasmissione radiofonica in digitale (DAB) dei programmi di RadioRai non è attiva.
6.    La trasmissione in 16:9 e HD è stata lasciata inspiegabilmente dalla RAI in esclusiva alle emittenti private (SKY e Mediaste Premium).

Perché più qualità

Perché la qualità dei programmi è profondamente diminuita,
facendo assumere alla Rai sempre più le sembianze di televisione commerciale, tanto che  i cittadini non distinguono più le differenze.

Sono scomparsi spazi televisivi dedicati ai bambini e ai giovani, e  spazi culturali. I pochi programmi d’eccezione vengono dirottati sulle piattaforme a pagamento (come “Viva radio 2” su RAI SAT). I cittadini alla ricerca di qualità vengono, quindi, costretti ad abbonarsi alle PAY TV. A che pro allora finanziare il servizio pubblico?

Perché più comunicazione

Perché il CdA della Rai e i suoi vertici non ha mai risposto alle numerose lettere inviate da Adiconsum che chiedeva di dialogare per garantire i minimi diritti degli utenti, dimostrando il completo distacco con l’opinione pubblica e manifestando la volontà di non volersi confrontare. Il nuovo contratto prevede nuove forme di confronto che devono essere immediatamente attivate. A quando l’attivazione di un tavolo di confronto?

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