Vivendi a un soffio dall'Opa su Mediaset. Il colosso francese delle telecomunicazioni ha in tasca il 28,8% delle azioni del gruppo tv, il 29,94% dei diritti di voto. Solo lo 0,06% dei voti lo separa dal lanciare l'offerta pubblica di acquisto. Uno scenario impensabile fino a 10 giorni fa, quando Vivendi annunciò di essere al 3% capitale e puntare al 10-20%. Fino ad allora gli schieramenti erano in campo, apparentemente, per la partita su Premium, con gli italiani che chiedevano un risarcimento a Vivendi per non aver onorato il contratto d'acquisto della pay tv del Biscione.
L'attenzione politica sul raid su Mediaset resta alta. Il Governo, per bocca del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, ha ribadito il giudizio negativo sulle modalità della scalata ma, ha aggiunto, «questo non vuol dire che si facciano dei provvedimenti ad hoc». Oggi Consob, cui Fininvest ha presentato un esposto per manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate, ha iniziato le audizioni delle parti, ascoltando Marco Giordani, direttore finanziario di Mediaset nonché presidente di Premium. Si è fatto il punto sulla situazione che comunque, ha detto Giordani, «era comunque già abbastanza chiara». A chi gli ha chiesto se tra i motivi che hanno spinto all'esposto c'è il sospetto che Vivendi abbia dato forfait su Premium per deprimere il titolo Mediaset e acquistare ad un prezzo inferiore, Giordani ha risposto seccamente: «sono considerazioni personali. I fatti sono quelli che conoscete, c'è qualcuno che deve giudicare».
Domani a Roma la Consob sentirà l'ad di Vivendi Arnaud De Puyfontaine, mentre sempre oggi i tecnici della Commissione hanno incontrato quelli dell'AgCom per fare una ricognizione sul piano normativo della vicenda Vivendi-Mediaset, posto che sul tema operano normative di settore diverse. Sul caso, ovviamente, resta aperta anche l'inchiesta della Procura milanese. Intanto il titolo Mediaset ha chiuso in Borsa con un tonfo del 12,40%, a 4 euro. Gli scambi sono ancora intesi: con 54,2 milioni di pezzi trattati oggi è passato di mano il 4,6% del capitale. Da Vivendi non sono arrivate richieste di convocazione d'assemblea straordinaria per chiedere un allargamento del board. Tutti gli scenari sono aperti. Perché se l'Opa dal gruppo di Bollorè è a un soffio, una controreazione equivalente di quello di Berlusconi non può essere esclusa a priori.