Mediaset si allea con nemico di Bollorè. Biscione sul web con Tf1, dividendo straordinario da Ei Towers

Mediaset si allea con nemico di Bollorè. Biscione sul web con Tf1, dividendo straordinario da Ei Towers

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Fonte: Ansa

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Economia
  venerdì, 13 gennaio 2017
 06:00

Mediaset si allea con nemico di Bollorè. Biscione sul web con Tf1, dividendo straordinario da Ei TowersLa partita tra Berlusconi e Bolloré per il controllo di Mediaset sarà lunga e giocata su molti piani: l'ultimo punto lo ha segnato il Biscione alleandosi sul web con la francese Tf1, controllata da Martin Bouygues, avversario dichiarato del primo azionista di Vivendi. E a difesa di Mediaset si schiera nuovamente il governo, mentre la controllata Ei Towers delibera un dividendo straordinario che porta nelle casse del Biscione una quarantina di milioni. 'Munizioni' non sufficienti per il confronto che si sta preparando con Vivendi, ma i contendenti stanno approntando le strategie e - in un match che potrebbe andare allo scontro finanziario aperto come verso un accordo - la forza che si può mettere in campo determina gli spazi di manovra. Il mondo Berlusconi, tra le diverse difese allo studio, oltre alla ricerca di alleanze con diversi fondi starebbe valutando anche il lancio di un'Opa su Mediaset insieme a un partner finanziario. È una strada molto costosa con il titolo sopra i quattro euro ma lo stesso vale per Vivendi, che per ora starebbe pensando a qualche azione in vista della presentazione del piano triennale del Biscione fissata per mercoledì prossimo a Londra. Si vedrà.

Intanto il Biscione si muove sulla strada accennata da Pier Silvio Berlusconi all'inizio di dicembre e annuncia di essere entrata al 5,5% - con Tf1 al 6,1% - in Studio 71, piattaforma di video on line controllata dalla tedesca ProSieben. L'obiettivo è quello di «costituire il più importante gestore europeo di talent digitali in stretta sinergia con la tv generalista» e di accrescere la raccolta pubblicitaria sul web, che è il punto dolente della struttura di business del Biscione. La novità ha indebolito il titolo Vivendi, che a Parigi ha chiuso in calo dell'1,5% nella sua seduta più fiacca delle ultime due settimane di Borsa. La vicenda è passata anche sul tavolo dell'Agcom con un'informativa sullo stato dell'istruttoria aperta per verificare l'ipotesi di violazione delle norme sulla concentrazione tra tlc e media. In forte ribasso anche Mediaset, che ha perso quasi quattro punti percentuali, ma che in realtà si è riportata sui livelli 'normali' di questi giorni dopo la corsa della vigilia generata dal nervosismo degli operatori, pronti a muoversi anche sulle più vaghe ipotesi di sblocco del confronto con Vincent Bolloré.

La vicenda ha infatti ben poche certezze, compreso l'obbligo per i francesi di pensare all'Opa a cascata su tutte le controllate Mediaset nel caso venisse lanciata sulla capogruppo. Se infatti è certo l'obbligo su Mediaset Espana, «non è sicuro al 100%» che vi sia su Ei Towers, che tra l'altro deve rimanere quotata in Borsa. Lo dice l'amministratore delegato Guido Barbieri, dopo che l'assemblea della società delle torri di trasmissione ha approvato il dividendo straordinario da 3,6 euro per azione. Ei Towers ribadisce anche di essere sempre pronta a processi di integrazione per rendere meno attaccabile il settore, anche se non vede novità a breve con l'attuale governo che sembra avere urgenze diverse. E con l'Agcom che per ora non tratta ufficialmente in consiglio la vicenda. Ma se il via libera a un partner per Rai Way non può essere sul tavolo di Palazzo Chigi, il dossier Mediaset non è stato dimenticato e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, definisce la scalata di Vivendi «un'operazione opaca. Il Governo dice alla società francese che l'Italia non è posto per le scorrerie. La fase della storia è più dura, è arrivato il momento di alzare qualche difesa in più», annuncia Calenda. Si può invece ascrivere al dibattito politico l'intervento del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, un potenziale alleato di Berlusconi che comunque pensa non sia «uno scandalo se i francesi comprano Mediaset».

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