Mediaset: «Danno enorme subito da Vivendi se ne esce con le vie legali»

Mediaset: «Danno enorme subito da Vivendi se ne esce con le vie legali»

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Fonte: Agenzie

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Economia
  venerdì, 20 gennaio 2017
 19:37

Mediaset: «Danno enorme subito da Vivendi se ne esce con le vie legali»La via di uscita dall'impasse con Vivendi, salita al 29,9% di Mediaset dopo la rottura dell'accordo su Premium, e' quella legale, che passa dai tribunali e dalle autorita' di mercato. Dallo stallo «se ne esce con le vie legali», ha avvertito l'amministratore delegato e vicepresidente del gruppo di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, che oggi a Milano nella sede di Banca Imi ha incontrato investitori e gestori per presentare le linee guida del gruppo al 2020. «Noi da Vivendi abbiamo subito un danno enorme. Noi siamo qui e qui rimaniamo», ha detto, ribadendo che non ci sono stati nuovi contatti con i francesi, né a livello del gruppo tv né di Fininvest, e rifiutando ogni ipotetico scambio azionario con Telecom Italia.

Dopo la rottura dell'accordo siglato ad aprile sulla pay tv e la scalata del gruppo francese, Fininvest, intanto salita al 39,7% dei diritti di voto di Mediaset, ha presentato alla Consob un esposto per manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate nei confronti di Vivendi e una denuncia alla Procura della Repubblica di Milano, inviata per conoscenza anche alla Consob. Mediaset, da parte sua, ha depositato un esposto all'Agcom e una citazione al Tribunale di Milano a tutela dell'esecuzione del contratto. Con la prima udienza fissata per il 21 marzo. Fininvest ha inoltre chiesto 570 milioni di euro di danni a Vivendi, legati alla diminuzione di valore delle azioni Mediaset e al danno d'immagine. Mediaset ha invece quantificato in 1,5 miliardi il danno complessivo causato dalla risoluzione del contratto e ha chiesto l'esecuzione coattiva dell'accordo e il risarcimento dei danni, stimati in 50 milioni per ogni mese di ritardo nell'adempimento da parte di Vivendi a partire dallo scorso 25 luglio.

La vicenda, secondo Pier Silvio Berlusconi, finira' «con le vie legali, che però hanno i loro tempi». E anche il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ha spiegato che sulla vicenda «stiamo analizzando tutto, ci sono però delle rogatorie internazionali che richiedono tempo». L'ad di Mediaset ha lamentato il «danno enorme» provocato dal gruppo presieduto da Vincent Bolloré a Premium.

«Tra i vari danni che ci ha causato Vivendi c'e' anche il fatto che cedere Premium ad altri soggetti», come ad esempio Sky, «sia più difficile», anche se «non impossibile». Anche se, ha precisato, al momento «non ci sono negoziati in corso». In ogni caso, secondo l'ad di Mediaset, la situazione che si e' creata «non e' semplicissima. Ma vedendo le loro reazioni, come sono entrati in Mediaset, il fatto che si sono detti disposti a vendere quote in Telecom per rimanere in Mediaset, mi sembrano più preoccupati loro».

Pier Silvio Berlusconi ha negato ogni interesse da parte di Fininvest per una quota in Telecom Italia. Nell'unico incontro avuto nelle scorse settimane con Arnaud De Puyfontaine, ad di Vivendi,

«lui ha parlato di un accordo Tim-Vivendi-Mediaset a tre, con la grande preoccupazione di non far pensare che loro sono in controllo di Telecom» ha spiegato Pier Silvio Berlusconi. «Un accordo che parte da una partecipazione» azionaria, che, «anche se ci fosse, non e' detto che ci interessi»

Lo scontro ora potrebbe spostarsi dai mercati finanziari all'assemblea dei soci di Mediaset, con la possibilita' per Vivendi di chiedere la convocazione di un'assemblea straordinaria, posti in cda e di bloccare le principali decisioni del management espressione di Fininvest. Ma per l'ad del gruppo difficilmente il gruppo francese potra' ottenere molto.

«Bisogna vedere se l'assemblea e' ordinaria o straordinaria, chiunque abbia più del 5% può chiamare un'assemblea straordinaria per porre dei punti». Ma «tutto va ai voti. La maggioranza relativa di Fininvest mi sembra abbastanza solida. La vedo difficile, non penso che possa succedere un granché». 

La nuova piattaforma gratuita di contenuti Mediaset, sia «live» sia in trasmissione differita, e' attesa fornire un contributo positivo in termini di audience tra il 4% e l'8% di share a partire dal 2018 da quando cioe' verra' introdotto il nuovo sistema di rilevazione Auditel non più limitato alla tv lineare. Nel piano Mediaset ha previsto entro il 2017 il lancio della piattaforma gratuita online, i cui ricavi saranno basati esclusivamente sulla raccolta pubblicitaria. Sul tema degli ascolti televisivi inoltre Berlusconi - secondo quanto ricostruito tra i presenti - ha voluto ridimensionare le aspettative di un forte impatto negativo per Mediaset dall'assenza degli eventi calcistici sulle tv generaliste (Cologno Monzese oltre a trasmettere la Serie A e la Champions League in pay-tv, trasmette in chiaro un match della competizione europea per ogni turno del torneo): in base ai dati analizzati nel corso della presentazione, giudicata convincente da diversi operatori presenti, la media di ascolto delle partite in chiaro di Champions League e' intorno al 16% a fronte di una media in 'prime time' per i programmi di produzione originale Mediaset, come Amici e Ciao Darwin, del 22%

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