Rai, mancano 22 giorni al tetto agli stipendi, cosa succederà dopo?

Rai, mancano 22 giorni al tetto agli stipendi, cosa succederà dopo?

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Fonte: Adnkronos

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Economia
  giovedì, 09 marzo 2017
 21:48

Rai, mancano 22 giorni al tetto agli stipendi, cosa succederà dopo?Mancano circa tre settimane al primo aprile, giorno in cui, a bocce ferme, cadra' la mannaia del tetto sui compensi degli artisti che hanno o che avranno un contratto con la Rai. Il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini ha infatti deciso di adottare per gli artisti le stesse regole che ha gia' applicato ai dirigenti, portando i loro compensi entro la soglia dei 240mila euro annui disposta dalla legge 26 ottobre 2016 n.198, articolo 9. Subito dopo l'entrata in vigore delle norme in questione, il Cda Rai aveva espressamente chiesto al ministero dell'Economia quale fosse l'interpretazione corretta e cioe' se gli artisti dovessero considerarsi esclusi dalla platea dei soggetti tenuti a rispettare il tetto dei 240mila euro ma, non ricevendo risposta, ha deciso di procedere ad una lettura omogenea per tutti nella riunione del consiglio che si e' tenuta il 23 febbraio scorso. Consiglio che «ha dato mandato al Dg di procedere all'applicazione del limite a far data dal mese di aprile se, nel frattempo, non sopravverranno i richiesti elementi interpretativi».

Una decisione ufficiale gia' bell'e presa, dunque, cui e' seguito pero' un nuovo stimolo a riflettere nel cda di ieri che ha sottolineato ancora una volta «l'impatto negativo» che l'applicazione del tetto ai compensi degli artisti comporterebbe per la competitivita' aziendale. Cosa succedera' se il Mef continuera' a portare avanti la sua scelta di silenzio? A sentire gli esperti del settore, se il tetto cadra' anche sui contratti in essere degli artisti, le cose andranno cosi': ad aprile gli artisti lasceranno la Rai e, una volta liberi sul mercato, sceglieranno se firmare in esclusiva con Mediaset, Discovery, Sky o La7, per citarne alcuni, oppure se legarsi a dei produttori per singoli progetti. Poi sara' il produttore ad andare dal broadcatser e vendergli il progetto chiavi in mano, artisti e conduttori inclusi.

E la Rai? Perdera' i vantaggi che comporta avere un artista in esclusiva e perdera' il controllo editoriale. Chi sta ragionando su questi temi da giorni sa bene che molti dei programmi vincenti, che hanno prodotto ottimi dati d'ascolto e grandi introiti pubblicitari, sono tutti portati da produttori indipendenti. Il riferimento e', per citarne alcuni, a 'Tale e quale' che e' di Endemol, 'Che tempo che fa' che e' sempre di Endemol, 'L'Eredita'' che e' di Magnolia e 'Ballando con le stelle' che e' di Bibi Ballandi. Finora, pero', il rapporto tra conduttori e Rai e' stato definito da contratti (che sono spesso esclusive pluriennali) tra gli artisti e Viale Mazzini e questo ha dato alla Rai un potere effettivo. Una casella del puzzle, anch'essa pesante, che viene disegnata nel puzzle del futuro a breve termine e' rappresentate dalle cause che potrebbero abbattersi sulla Rai. Perché non si puo' certo escludere che artisti che hanno preso impegni a fronte di determinati guadagni, possano decidere di intraprendere le vie legali.

Insomma sembra che il tetto ai compensi degli artisti, oltre a generare problemi di competitivita' per la Rai, potrebbe persino rendere gli artisti ancora piu' svincolati da qualsivoglia tetto e incentivare il monopolio dei produttori esterni (e degli agenti che spesso hanno anche case di produzione), quasi contraddicendo gli intenti stessi della legge. E poi, come saranno valorizzate le maestranze e i centri di produzione Rai tanto cruciali per programmi come ad esempio, 'Tale e Quale Show', una volta che trasmissioni cosi' saranno consegnate chiavi in mano a Viale Mazzini?

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