Vivendi: «Il nostro obiettivo è quello di far tornare grande Tim»

Vivendi: «Il nostro obiettivo è quello di far tornare grande Tim»

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Fonte: Ansa

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Economia
  venerdì, 01 settembre 2017
 06:00

Vivendi: «Il nostro obiettivo è quello di far tornare grande Tim»Telecom «diventerà di nuovo grande» e il merito sarà di Vivendi. «Il nostro obiettivo è quello di avere un ruolo, creare una situazione win-win e far tornare grande Tim a beneficio dell'Italia, dei consumatori italiani, in linea con il piani del governo».

Lo dice Arnaud De Puyfontaine parlando agli analisti in occasione della presentazione dei conti semestrali del gruppo francese e contrattaccando dopo essere stato sotto il fuoco incorciato dei media, delle Authority e del Governo che sta valutando persino l'esercizio del 'golden power' per tutelare un asset ritenuto strategico come la Rete. Il lavoro del Comitato prosegue e dovrebbe consegnare la sua relazione nelle prossime settimane a Palazzo Chigi.

«Tutti i dati empirici mostrano inequivocabilmente che Vivendi non è in grado di controllare le assemblee ordinarie di Telecom Italia» ribadisce Vivendi in una nota, conferma inoltre «di non esercitare alcun controllo di fatto di Telecom Italia ai sensi del Testo Unico della Finanza e del Codice Civile in quanto l'interesse di Vivendi in Telecom Italia non è sufficiente per consentire ad esso di esercitare, su base stabile, un'influenza dominante sulle assemblee».

Viceversa i francesi vogliono «favorire una politica a lungo termine di sviluppo delle convergenze tra telecomunicazioni e contenuti». Vivendi ha chiuso il secondo trimestre con un forte recupero, dopo un primo trimestre debole: nei 6 mesi i ricavi sono stati pari a 5,437 miliardi di euro (+ 7,8%) ma l'utile netto attribuibile agli azionisti di Vivendi è crollato a 176 milioni (-80,7%). La quota di Tim ha rappresentato un utile di 44 milioni di euro per la prima metà del 2017 (23 milioni di euro per la prima metà del 2016).

«Con Vivendi Telecom sta costruendo la piattaforma per un ambizioso rilancio. Dopo 15 anni di sottoperformance Tim aveva urgente bisogno di un rilancio e grazie a un turn around più veloce del previsto la prima fase della trasformazione è stata completata. Con una nuova governance e una nuova squadra la seconda fase sarà dedicata a trasformare il modello di Tim puntando su nuove fonti di crescita in particolare lo sviluppo della banda ultralarga» e secondo il numero uno di Vivendi «la 'direzione e coordinamento' consente di avere un agile approccio a quello che stiamo implementando in Tim».

Dopo l'arrivo di Amos Genish, direttore generale per le operations la squadra è quasi al completo ma è in corso il processo per la scelta del successore dell'ad (le cui deleghe sono state assunte ad interim dallo stesso De Puyfontaine), così come vogliono da Statuto le procedure della società. Per l'assetto finale della governance, precisa il manager francese, «abbiamo lanciato un processo interno ed esterno» di ricerca «che dovrebbe concludersi nelle prossime settimane».

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