Superleague, per tv a pagamento grosso impatto, meno per quelle in chiaro.

Superleague, per tv a pagamento grosso impatto, meno per quelle in chiaro.

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Fonte: Ansa

E
Economia
  lunedì, 19 aprile 2021
 19:52

Superleague, per tv a pagamento grosso impatto, meno per quelle in chiaro.Saranno le tv a pagamento che si sono aggiudicate già i diritti televisivi del calcio a pagare il prezzo più alto per la nascita della Superlega. Mentre gli effetti saranno marginali per le televisioni in chiaro come Mediaset. È in sostanza quanto dice un un report Barclays che vede un immediato impatto, fra i gruppi televisivi quotati in Borsa, in prima battuta su Vivendi che ha in mano Canal+.

«Canal+ ha alcuni diritti della Champions League per la stagione 2021-2024. La nuova Super League svaluterebbe questi diritti e Canal+ dovrebbe fare un'offerta per i nuovi diritti della Super League. La questione chiave è se i termini contrattuali permetterebbero agli operatori che hanno vinto i diritti della Champions League di restituirli alla UEFA se effettivamente la competizione perderà dodici dei loro migliori club», osservano gli analisti della banca inglese.

Nella stessa situazione ci sono Sky (ora di proprietà di Comcast) e British Telecom. In caso contrario, «Canal+, BT e Sky dovrebbero pagare un importo significativo per la Champions' League e fare un'offerta anche per la Super League», osserva Barclays.  Oltre a ritrovarsi in mano diritti tv svalutati dall'iniziativa di 12 fra i maggiori club europei, le tv a pagamento dovrebbero spendere di più per i nuovi diritti della Superlega, la European Super League (ESL).

«L'impatto sulle emittenti in chiaro sarebbe marginale, ma sarebbe significativo per gli operatori televisivi a pagamento», sottolinea Barclays nel report dove prende in esame solo i titoli quotati e segnala che «Vivendi sarebbe la più colpita».

«A puro scopo illustrativo: se i diritti ESL dovessero costare quanto la Champions' League per Canal+ (200 milioni di euro) e se assumiamo che non ci siano abbonati extra e nessun taglio dei costi (conservativo su entrambi i fronti), allora l'impatto sul margine operativo atteso nel 2022 di Canal+ sarebbe del 42%, e della controllante Vivendi del 9% con un impatto sull'utile per azione del gruppo francese di Vincent Bollorè pari all'8%».

«La ESL è progettata per essere giocata in aggiunta, piuttosto che al posto dei campionati nazionali (cioè la Premier League inglese, la Serie A italiana, la Liga spagnola). Tuttavia, le risposte degli organi di governo e delle leghe nazionali finora suggeriscono che i club e i giocatori coinvolti nella fuga ESL sarebbero banditi dalle competizioni sia a livello nazionale che internazionale», osservano gli analisti di Barclays.

«Al momento - riprendono - ITV, Mediaset, Mediaset Espana e Atresmedia potrebbero essere i beneficiari netti dell'interruzione a breve termine della visione del calcio. Se ai top club inglesi, italiani e spagnoli che hanno aderito all'ESL viene impedito di giocare nelle competizioni nazionali e l'ESL non inizia fino ad agosto, allora ci potrebbero essere guadagni di audience a breve termine per queste emittenti. Questo perché i campionati nazionali sono trasmessi di solito su piattaforme a pagamento. Questo sarebbe comunque marginale».

Tuttavia

«se ai giocatori di quelle squadre viene anche impedito di giocare nella competizione UEFA Euro in ritardo (squadra nazionale), allora questo potrebbe essere negativo per ITV e Mediaset Espana a giugno/luglio, dato che detengono i diritti di trasmissione per questo. Anche questo sarebbe marginale, dato che gli appassionati di calcio sosterrebbero comunque la loro squadra nazionale».

Al di là dei prossimi mesi, conclude Barclays nel suo report

«la perturbazione della ricaduta di ESL potrebbe influenzare il valore dei diritti di trasmissione dei campionati nazionali nella prossima tornata di rinnovi». 

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