Da Giugno SSR lascia DTT, parla il direttore della Tv Svizzera Italiana

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Fonte: TvSvizzera.it

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Satellite / Estero
  lunedì, 08 aprile 2019
 06:00

Da Giugno SSR lascia DTT, parla il direttore della Tv Svizzera ItalianaDal 3 giugno 2019, la Società svizzera di radiotelevisione SSR non trasmetterà più i suoi canali TV in digitale terrestre (DVB-T). Per il Paese, è tutto sommato un piccolo passaggio tecnologico: inciderà sul 2% delle famiglie. Per il nord Italia si chiude invece un'epoca: neppure i telespettatori più vicini al confine potranno più ricevere la RSI in antenna. Potranno però far capo ai portali tvsvizzera.it e, in parte, Play RSI.

A dire il vero, è da tempo che le convenzioni internazionali e il mercato dei diritti televisivi non consentono più alla TV svizzera di trasmettere in Italia. Sopravviveva un modesto sconfinamento ("overspilling"), per l'impossibilità tecnica di contenere con precisione il segnale alla frontiera, specie in un territorio come quello prealpino.

TvSvizzera.it, nacque nel 2014 su misura per il pubblico italiano. Si trattava non solo di promuovere la conoscenza reciproca e buoni rapporti, selezionando di giorno in giorno servizi e trasmissioni di maggiore interesse, ma anche di mantenere un legame con migliaia di già affezionati telespettatori.

GLI ANTENATI - Visibile a macchia di leopardo fino al Centro Italia, l'allora TSI ("la Svizzera") costituì fino ai primi anni Ottanta una delle poche offerte televisive in lingua italiana complementari alla RAI, dalla quale si distingueva in particolare nello stile d'informazione e che anticipò nelle trasmissioni a colori (dal 1968). Un legame che, a dire il vero, è precedente all'avvento della TV e risale a circostanze ben più delicate: prima e durante la seconda guerra mondiale, Radio Monteceneri (dalla quale la TSI discendeva) fu l'unica voce libera in italiano. Ai microfoni dell'emittente parlò tra gli altri il capofila degli intellettuali antifascisti Benedetto Croce.

GLI ANTENNATI -  In Svizzera, la modalità di ricezione televisiva più diffusa è il cavo (DVB-C), spesso incluso nell'affitto di casa. È disponibile una distribuzione via satellite (DVB-S), ma non in chiaro (la card per decrittare il segnale è concessa solo ai residenti in Svizzera e agli svizzeri all'estero). Infine, è sempre più diffusa la fruizione via Internet: IPTV, HbbTV, streaming (gli stessi telespettatori italiani più appassionati possono scandagliare l'applicazione Play RSI e scovare alcune perle d'archivio accessibili anche dall'estero).

La rinuncia al digitale terrestre è dovuta anche una "enorme avanzata degli altri modi di fruizione".

In sostanza, oggi, a ricevere la TV in antenna sono circa 64'000 economie domestiche su un totale di oltre 3 milioni. Nel 2006, in occasione del definitivo passaggio dall'analogico al digitale, gli "antennati" -come li chiamava scherzosamente uno spot informativo- costituivano già meno del 10% delle famiglie svizzere.

Spegnere il DVB-T permetterà di risparmiare 10 milioni di franchi l'anno. La nuova Concessione, in vigore dal 1° gennaio 2019, sancisce che a fine anno si estingue per la SSR il diritto e il dovere di trasmettere sul digitale terrestre.

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