«Best», su Sky Sport Uno la biografia di una leggenda britannica

«Best», su Sky Sport Uno la biografia di una leggenda britannica

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Fonte: Digital-News (com.stampa)

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Sky Italia
  mercoledì, 27 maggio 2020
 10:45

«Best», su Sky Sport Uno la biografia di una leggenda britannicaIl mercoledì su Sky Sport Uno, lo sport diventa cinema. Continua il ciclo dei grandi film che hanno portato atleti e sport sul grande schermo. Narrazioni di vite private e sportive, spesso tormentate e mai banali, che hanno ispirato i registi di tutto il mondo diventando pellicole straordinarie da red carpet.

Genio e sregolatezza, un binomio raro che garantisce spesso il successo ma anche a volte l’autodistruzione.  L’esistenza di George Best ha confermato l’assioma con assoluta precisione. Uno dei più grandi talenti del calcio britannico, di passaporto irlandese, ma pure uno degli esempi meno virtuosi di come essere uno sportivo. La folla delira per le magie in campo e non si cura di ciò che verrà dopo, ma è già scritto, nella vita del mago. Proprio sul rapporto tra l’icona e il suo pubblico è incentrata la prima parte del biopic diretto con sensibilità da una donna, Mary McGuckian, che lo ha scritto insieme allo stesso interprete del campione, un somigliante John Lynch (Nel nome del padre, Sliding Doors).

Che la vita di Best fosse divisa tra il Manchester United (che guidò e poi deluse tra il '64 e il '74) e ogni tipo di trasgressione (alcol, sesso, gioco d’azzardo) è noto a molti. Ma poco si sa di chi era veramente l’uomo George Best. Il film ricostruisce bene l’ambiente e la leggenda, lasciando un po’ sfumato proprio il protagonista, che sembra trascinato e quasi schiavo del proprio dono, poi del proprio demone.

“George Best era un ribelle più che un rivoluzionario – dice di lui Nicola Roggero -, più Jim Morrison che non il quinto Beatles come venne definito. Talento in campo, ma degno di Oscar Wilde nelle massime, alcune famosissime come: meglio segnare un gol al Liverpool o andare a letto con Miss Mondo? Io non ho dovuto scegliere”.

La notorietà ed il denaro lo travolgono ancora troppo giovane e immaturo, trascinandolo in una spirale di abusi e follie che condizionano pesantemente sia i suoi rapporti sociali, sia quelli con il nuovo allenatore Tommy Docherty, ed infine con la sua società sportiva, nonostante i gol strepitosi. Vani i tentativi di ricondurlo a una vita meno sregolata da parte dei compagni di squadra e del vecchio allenatore Matt Busby: il Migliore scivola sempre più giù senza riuscire a gestire la sua dipendenza dall'alcool. Dopo l'addio al Manchester United girovaga in varie squadre di tre continenti, dagli Stati Uniti all’Australia, fino ad un triste epilogo umano e professionale.

Il film ripercorre la biografia di George dai suoi esordi fino alla sua ultima grande partita, non più con la maglia dei Reds, ma con un super gol a fare da canto del cigno. E’ stato il primo calciatore-star soprattutto fuori dal campo: gli occhi azzurri, l’eleganza, la bella vita e le belle donne, lo resero un mito, ma quasi solo nel Regno Unito.

Con lo United conquistò il titolo di capocannoniere per cinque anni consecutivi con 157 gol all'attivo, la prima Coppa dei Campioni di una squadra inglese, ai danni del Benfica di Eusebio, e tre scudetti, dopo essere stato miglior calciatore europeo a soli 21 anni. Un giocatore dai "piedi d'oro" in grado di fare ciò che voleva con la palla, che però non è diventato una star mondiale, come Pelè, perché giocava nella nazionale Irlandese e perché la sua deriva alcolica l'ha eclissato dal giro delle celebrazioni internazionali.

Neppure l'amicizia di Sir Matt Busby, l'allora allenatore/dirigente del Manchester, è valsa a proteggerlo da se stesso e del suo lato oscuro (toccante la sequenza del funerale del suo mentore). Il cast di comprimari è eccellente con Ian Bannen ("Svegliati Ned"), l’ex The Who Roger Daltrey, poi Ian Hart (“Terra e libertà”), Patsy Kensit (che fece una edizione del Grande Fratello UK insieme a Callum Best, il figlio della vita reale di George Best), Stephen Fry e lo stesso George Best (scomparso nel 2005) in immagini di repertorio.

Quanto alle scene di calcio, si sa che è uno degli sport più difficili da riprodurre sullo schermo per la complessità dei suoi movimenti e le tante presenze in campo. Ma “Best” se la cava egregiamente, permettendoci di rivivere alcune azioni di gioco d’altri tempi e bellissimi gol con buona resa. Il film è sparito per anni dalla circolazione, ora su Sky Sport Uno è possibile riscoprirlo nella sua amara bellezza. Appuntamento allora mercoledì 27 maggio alle 21 e giovedì 28 alle 18.30.

Il ciclo di film si conclude il 3 giugno con “Tonya” (2017, Craig Gillespie), incentrato sulla vita della pattinatrice Tonya Harding interpretata da Margot Robbie.

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