Duilio (Sky Italia): «Investimenti in contenuti e tecnologia con Sky Wifi e Sky Glass»

Duilio (Sky Italia): «Investimenti in contenuti e tecnologia con Sky Wifi e Sky Glass»

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Sky Italia
  martedì, 20 settembre 2022
 12:25

«Sky investe in Italia 1,2 miliardi all’anno fra contenuti e diritti. Solo sui contenuti originali sono 260 i milioni messi in campo nell’ultimo anno e rappresentano il 30 per cento in più rispetto a tre anni fa, ai tempi del pre Covid. Siamo stati media company per molti anni e ora abbiamo cambiato pelle. Siamo una tech media company, con un rapporto molto più “rotondo” con i clienti».

Andrea Duilio, 48 anni, ceo di Sky Italia da settembre dello scorso anno, risponde così al Sole 24 Ore quando Andrea Biondi gli chiede cosa Sky rappresenti oggi in Italia.

Meno tifosi e più famiglie. E quella Serie A andata a Dazn, dopo anni in cui quel ruolo di primattore era stato di Sky, non è più vista come una mancanza esiziale.
«Noi abbiamo comunque tre partite a settimana e una ricca offerta di calcio e sport. Pensi che oggi abbiamo il churn (ovvero il tasso di abbandono, ndr.) più basso di sempre in Sky».

Ora la nuova sfida si chiama Sky Glass: la smart tv lanciata la scorsa settimana in Italia: terzo Paese dopo Uk e Irlanda.
«È un motivo di orgoglio, che sottolinea la centralità dell’Italia per Sky».

Sky Glass punta dritto sull’utilizzo del wifi come sostitutivo della parabola. Proprio ora, con tanti problemi che si sono verificati sullo streaming, ad esempio delle partite live?
«In realtà Sky offre servizi in streaming da oltre dieci anni. E abbiamo implementato le migliori tecnologie per garantire una visione di qualità a tutti i nostri clienti. Trattiamo da sempre materiale live e non abbiamo mai avuto problemi grazie agli investimenti fatti. C’è poi da considerare un aspetto fondamentale. Il nostro azionista è Comcast. Poter contare sul know how di una telco così all’avanguardia fa la differenza. Gli investimenti di Comcast in innovazione fanno sì che oggi 75 milioni di clienti utilizzino questo sistema tecnologico e operativo globale, con 5 miliardi di streaming ogni settimana.

Sky Glass può essere, quindi, la chiave per far aumentare il numero degli abbonati?
«Io penso proprio di sì. L’ho definita “la Tv che mancava”. È una piattaforma che aggrega le app disponibili, ma offre anche l’integrazione completa di tutti contenuti: dai canali in chiaro di Rai, Mediaset, La7 a quelli dei player come Netflix, Prime Video, Disney+, Rai Play, Dazn, Discovery+, YouTube, Paramount+ oltre ovviamente a quelli dell’offerta Sky. E per fare questo abbiamo chiuso una serie di accordi con ognuno di loro.»

Ma mettersi in casa la concorrenza, quelle piattaforme Vod che da tempo stanno cercando di fare incetta di clienti paganti per i contenuti video, non è pericoloso?
«Noi contiamo evidentemente anche sull’experience. Abbiamo un algoritmo proprietario che consente al cliente di vivere un’esperienza televisiva semplificata e ottimale, grazie anche al comando vocale. E in più ci sono i nostri contenuti e le nostre produzioni originali. Che sono da sempre un elemento di forza.»

Lei è arrivato in Sky quando ormai era stato tutto deciso sui diritti della Serie A. Ha avuto paura di trovarsi in una situazione ingestibile?
«Ho sempre ammirato Sky come cliente e devo dire che non ho mai avuto percezione di una situazione ingestibile. Invece quel che vedo è un lavoro fatto da una squadra di manager molto forte che ha permesso a Sky di cambiare pelle e di raggiungere un risultato storico: il livello di churn più basso di sempre. Non siamo più solo una media company ma una tech media company.»

Sempre più spostati sulle Tlc ora che il vostro azionista è Comcast?
«Sky Wifi è un asset strategico che contribuisce a consolidare il legame con i nostri clienti. Ed è il servizio broadband con il più alto livello di soddisfazione da parte del consumatore. L’offerta broadband si integra però in un ventaglio di prodotti più ampio. E tutto fa parte di una strategia che corre su due binari: quello che punta a valorizzare l’esperienza, con lo sviluppo di tecnologie e servizi innovativi, ma anche quello che punta sui contenuti.»

Quando inizieremo a vedere risultati anche in bilancio che invece ha chiuso in rosso anche per il 2021?
«Il 2021 sconta fenomeni a sé stanti. Faccio un esempio: Sky Wifi, sul quale abbiamo investito al lancio 300 milioni, ha un payback di tre anni. Insomma ci sono da considerare investimenti che però stanno dando anche i loro frutti.»

Dobbiamo abituarci a una Sky senza Serie A?
«Verificheremo le opportunità nel prossimo bando. Intanto abbiamo investito nella Serie B, nei campionati delle principali leghe, nelle coppe europee. Abbiamo poi un’offerta sportiva che va dalla Formula 1, alla MotoGp, Tennis, Basket, Volley e tante altre discipline.»

Vi lancerete nella telefonia mobile?
«Al momento non vediamo opportunità di business in questo ambito.»

Non temete che l’impennata dell’inflazione e la conseguente riduzione del potere d’acquisto delle famiglie possano indurre a tagliare spese voluttuarie come quelle della pay tv?
«Sarei cauto a definire certe spese voluttuarie. Noi ci siamo attrezzati dando ai clienti offerte semplici e flessibili. E comunque un’offerta molto ricca e di qualità viene sempre apprezzata, anche nei momenti in cui si decide cosa tagliare nel bilancio familiare.»

C’è futuro per la pay tv con la continua moltiplicazione dei servizi Ott che fanno molto leva su offerte commerciali aggressive?
«Sicuramente sì. Ma è fondamentale investire con forza nella produzione di contenuti originali, cosa che noi stiamo facendo. Oggi poi, rispetto al passato, continua a crescere il numero di persone che paga per i contenuti. Per questo è un mercato sui cui una realtà come quella Sky, che punta su contenuti, tecnologie ed experience, ha sicuramente un futuro»

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