Universiadi Torino 2007, la Rai attacca l'organizzazione

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Fonte: lastampa.it

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Sport
  martedì, 16 gennaio 2007
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All’Europa piace giovane. Lo sport, la manifestazione, l’entusiasmo: così la copertura delle Universiadi invernali di Torino, oltre 50 ore di programmazione di cui 30 in diretta, sarà affidata a Eurosport 2, il canale cult degli under 20 e degli appassionati di sport. Snowboard, sci alpino, short track salto e hockey ghiaccio, tutto corredato da servizi di costume, di colore e notizie sul mondo dell’università. Eurosport alle Universiadi attribuisce grande importanza «perché sono le Olimpiadi dei giovani», spiega il vicepresidente Jacques Raynaud.

«Siamo orgogliosi - aggiunge - di offrire una vetrina internazionale a un evento così importante. Ancora una volta Eurosport, official broadcaster delle Olimpiadi, si conferma piattaforma di comunicazione ideale dei grandi eventi».

E la Rai? È botta e risposta tra Manfredi Renda, vicedirettore con delega su Raisport Sat e Riccardo D’Elicio, presidente del Cus Torino e vice-vicario del comitato orginazzatore. La Rai attacca: «Copriremo l’evento esattamente come Eurosport, considerando che non ci sono grandi atleti e che noi, per motivi culturali, non puntiamo sul salto che piace soprattutto al resto d’Europa». Non nasconde una nota polemica, Renda: «Quando siamo arrivati a Torino ci hanno accolto con rigidità. Non avevamo neppure le postazioni nei palazzi del ghiaccio e in montagna. Alle Universiadi di Tarvisio, nel 2003, ci ospitarono con entusiasmo aiutandoci moltissimo. Qui invece abbiamo trovato una struttura già formata ed enormi difficoltà».

Replica D’Elicio: «La Rai sta cercando di recuperare. Ma quando si sono presentati avevamo già fatto accordi con chi ha investito sulle Universiadi in tempi non sospetti. Detto questo, mi fa piacere che la Rai ci segua e che abbiano investito per superare i problemi tecnici». Le immagini, prodotte dal comitato organizzatore, saranno diffuse grazie a Ebu ed Eurovisione su 400 canali di tutto il pianeta. I numeri della manifestazione sono imponenti: budget da 30 milioni con il record di atleti, 2670, provenienti da 52 Paesi: il 20% in più rispetto a Innsbruck 2005. Oltre a turisti e spettatori, opereranno un migliaio di addetti tra tecnici dirigenti e accompagnatori, 600 giornalisti accreditati e tremila volontari. Cifre da grande evento che fanno brillare gli occhi a D’Elicio: «Torino segnerà una svolta, come è successo per le Olimpiadi. Celebriamo non solo un evento sportivo, ma anche economico e turistico». Tradotto, le Universiadi saranno soprattutto business. Con buona pace della televisione.

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