I tagli dei ricavi tv di quest'anno pesano alla Juventus

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Fonte: Il Sole 24 ore

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Sport
  martedì, 27 febbraio 2007
 00:00
Orfana della munifica spon­sorizzazione Tamoil, la Juventus vola verso l'ab­braccio della Fiat.

Nulla è stato ancora deciso, ma l'ipotesi che dall'anno prossimo sia il gruppo industriale posseduto al 30% dall'Ifil a sponsorizzare la squa­dra bianconera (anch'essa con­trollata da Ifil, conii 60%) è la più probabile tra le opzioni che i diri­genti stanno esplorando.

JuventusL'intesa avrebbe il sapore di un accordo in famiglia più che di un'operazione di mercato.

Dopo la condanna alla serie B per l'«affare Moggi», la forza commer­ciale della Juventus con la nuova dirigenza si è indebolita.

È certo che il nuovo sponsor di maglia ga­rantirà meno dei 204 milioni l'an­no previsti dal contratto Tamoil, che sarebbero diventati 26 dal lu­glio 2010. Già quest'anno il grup­po p etrolifero ha tagliato di alme­no 8 milioni il contributo.

All'ultima assemblea dei soci l'amministratore delegato, Jean-Claude Blanc, ha detto che la retrocessionein B costa una perdi­ta dei ricavi di circa il 35%, che corrisponde a quasi 90 milioni.

L'ultimo bilancio si è chiuso con un valore della produzione di 252,73 milioni.

Sky ha rinegoziato il contrat­to di pay tv,
tagliando di 14,3 mi­lioni i diritti che riconoscerà in questo esercizio, ridotti da 94,5 milioni a 80,2 milioni, si appren­de dalla trimestrale Juventus al 30 settembre.

Il giro d'affari dell'anno scorso è il più alto nella storia del club. Eppure il bilancio al 30 giugno si è chiuso con una perdita elevata, 3 648 milioni.

Frutto non solo del­la pressione dei costi, ma anche di pulizie contabili decise dal nuo­vo consiglio presieduto da Gio­vanni Cobolli Gigli.

Il consiglio di amministrazio­ne ha anticipato all'esercizio al 30 giugno 2006, quello della gestio­ne Giraudo-Moggi, le minusva­lenze per 12,1 milioni derivanti dalle cessioni di Thuram e Vieira, nonostante queste siano state realizzate in luglio e agosto, cioè dopo la fine ell'esercizio.

Inve­ce sono state lasciate a beneficio del corrente bilancio le plusva­lenze per 35,2 milioni per le ces­sioni di Mutu, Zambrotta, Cannavaro, Ibrahimovic, perfezionate tra i 1° luglio e il 31° agosto.

Sulla perdita del bilancio al 30 giugno 2006, certificato da Price Waterhouse senza ombre, pesa anche un «fondo rischi» di 12,6 milioni per la retrocessione in B.
Anche Nike ha ridotto i corri­spettivi per la sponsorizzazione tecnica: 4,5 milioni in meno quest'anno, ulteriori 4,5 milioni da ripartirsi nei successivi otto anni, riferisce la relazione del club al 31 dicembre 2006.

Un ta­glio di altri due milioni lo ha fatto H3G per quest'anno.

Nel  primo semestre  di quest'esercizio, al 31 dicembre 2006, i ricavi, escludendo le plusvalenze da calciomercato, sono diminuiti del 40%, da 104,14 a 62,648 milioni. I costi del persona­le sono diminuiti del 22%, da 62,67 a 48,84 milioni.

La cessione di calciatori ha generato plusva­lenze nette per 35,2 milioni, rispet­to a 2,1 nel semestre di riferimen­to, il risultato presenta un utile netto di 15,38 milioni, rispetto alla perdita di 15,89 milioni del perio­do 2005, riclassificato per l'appli­cazione dei principi contabili internazionali (Ifrs).

Con la riclassificazione, fatta nella trimestrale al 30 settembre, il nuovo cda ha modificato in peggio i saldi dell'esercizio preceden­te, per lo più differendo al futuro ricavi (già incassati) per 30 milio­ni derivanti dalla cessione a Mediaset di un'opzione sui diritti te­levisivi: la perdita netta al 30 giu­gno è salita a 46 milioni e il patri­monio netto è stato ridotto da 41 a 142 milioni I debiti finanziari net­ti al 31 dicembre sono saliti a 75,1 milioni, dai 12,9 milioni di giugno.

Gianni Dragoni
per "Il Sole 24 ore"

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