Teleuropa sfida la Rai in Calabria

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Fonte: Italia Oggi

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Televisione
  domenica, 15 luglio 2007
 00:00

Complici le nuove tecnologie, dtt, internet e digitale satellitare in primis, il settore televisivo in Calabria sta vivendo un periodo di grande espansione.

Una realtà cresciuta in un territorio eterogeneo, ma fortemente legato alle tradizioni, alle professioni, ai prodotti locali, che ha dato vita a un modo di fare broadcasting molto apprezzato dal pubblico calabrese, stando ai buoni risultati di share registrati dai programmi di informazione e intrattenimento. Al punto che fatte le debite proporzioni, persino la Rai sarebbe scavalcata nell'audience. E che nel digitale terrestre ha visto un investimento da 10 milioni.

Ten TeleuropaTra le miriadi di emittenti che trasmettono sulla stretta e lunga superficie della regione si fa largo con sempre maggiore seguito Ten, Teleuropa Network, rete che da 15 anni copre con le sue due televisioni tutto il territorio, eccezion fatta per la zona di Reggio.

Fondata nel 1993 a Cosenza grazie all'iniziativa di alcuni imprenditori locali, Teleuropa acquisisce nel 1996 altre due emittenti, Telestars e Rete Alfa, poi fuse in Telestars Radiotelevisioni di Calabria il gruppo Ten è stato gestito negli anni dalla famiglia Occhiuto per poi essere rilevato, due anni fa, da una nuova società al cui vertice c'è Antonino Gatto, che si è fatto strada nel settore della gdo fino a diventare presidente di Despar, e che ora diversifica le proprie attività aprendo all'editoria.

Direttore della rete è dal 1999 Attilio Sabato, già responsabile del Domani di Cosenza e provincia, l'edizione cosentina del Domani della Calabria, quotidiano pubblicato dalla T&P Editori di Guido Talarico, dalla cui redazione sono arrivati anche alcuni dei giornalisti che compongono il team di Teleuropa, che proprio sull'informazione si è maggiormente focalizzata.

«Sei edizioni in diretta del telegiornale, 30 minuti per 15 servizi, due edizioni flash da 10 minuti, più le breaking news con gli ultimi aggiornamenti», così Sabato presenta il palinsesto della sua televisione, che fa della cronaca locale il fiore all'occhiello di un'offerta editoriale nremiata. secondo quanto dice lo stesso direttore di Teleuropa, da un'audience media di 173 mila telespettatori.

«Facendo le debite proporzioni, nella nostra regione siamo più seguiti della Rai. Certo, l'informazione giornalistica con rubriche pensate per dar voce ai cittadini costituisce un'elemento fondamentale per la rete, ma molto spazio viene riservato anche all'intrattenimento, con una formula che pone sempre al centro il territorio e le sue specificità, le sue tradizioni, i suoi mestieri. Parlo per esempio del Palio dei comuni, un programma che mette in competizione artisti e artigiani provenienti da varie zone della Calabria, valutati di puntata in puntata dal pubblico a casa con il televoto. Abbiamo toccato punte di 1600 telefonate a trasmissione».

Funziona bene anche la raccolta pubblicitaria, gestita all'interno del gruppo editoriale, e frutta circa 1 milione di euro all'anno.

Gli assi nella manica di Attilio Sabato sono una redazione composta da 14 giornalisti, di cui cinque professionisti e il resto pubblicisti, quattro studi, di cui uno virtuale, e un moderno sistema di trasmissione del segnale televisivo che non teme il passaggio dalla tv analogica al dtt.

Una struttura che nel complesso ha richiesto un investimento di circa 10 milioni di euro. «Al momento solo l'8-9% della popolazione calabrese ha il decoder», spiega il direttore, «ma noi trasmettiamo già in digitale 24 ore su 24. Stiamo aspettando che venga completato il sito internet di Ten, così potremo presidiare anche il web. Per il momento diffondiamo in streaming i nostri notiziari su Nuovacosenza.it, un quotidiano on-line con notizie sul capoluogo e il suo hinterland. Crediamo molto nei new media, e infatti l'operazione di breve periodo che stiamo valutando con l'editore è l'estensione al digitale satellitare. Ne siamo certi: moltiplicheremmo significativamente i nostri contatti. Ma è uno sforzo economico non indifferente, se si considera che solo la concessione per le trasmissioni costa più o meno 400 mila euro l'anno. In ogni caso, se tutto andrà per il verso giusto, saremo sul satellite entro il 2008».

Domenico Aliperto
per "Italia Oggi"

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