Forse per nostalgia del giornalismo attivo, il direttore di Canale 5
Massimo Donelli in pochi mesi
ha battuto ogni record di comunicato-mania televisiva. E il primo sabato di febbraio ha voluto celebrare i successi di
Striscia la notizia con il consueto spolvero di belle parole, forse perché qualche malalingua l'ha informato che dalle parti del perfido Ricci tengono la raccolta dei suoi comunicati-fotocopia. «
Striscia ha sigillato con un risultato straordinario (oltre 9 milioni di telespettatori e il 36.46 di share nel target commerciale 15-64 anni) la sua leadership assoluta nell'access prime-time», sono le parole vergate da «Donelli2-il ringrazia-direttore» di Canale 5, perchè certo il bravo direttore di giornali, qual è stato fino a poco fa, a
TvSorrisi&Canzoni avrebbe fatto riscrivere il pezzo in modo più comprensibile. La vera notizia che Ricci festeggia è
il terzo e più completo sorpasso su Fiorello: il pur sorprendente e garbato mini-varietà
Viva Radio2minuti ha chiuso la sua avventura con 8 milioni e 181mila spettatori (il 30,23%) contro i 9.033.000 di
Striscia spettatori (il 32,46% sul pubblico totale).
L'anti-tg satirico mostra dunque
una tenuta straordinaria. Certo, a
Striscia ha fatto gioco l'immediato ridimensionamento temporale del finto «2 minuti» fiorellesco, che dopo una prima puntata tirata per le lunghe si è assestato sul format da un quarto d'ora circa,
evitando la sovrapposizione con Greggio&Co. Chi si affrettasse a giudicare con sufficienza la banda Fiorello, dovrebbe tenere conto che non si è trattato di una vera e propria sfida, anche
per volontà dei vertici Rai. E che poi i dati non sono così univoci: Fiorello può vantare punte di permanenza del pubblico da record (oltre il 70 %), anche per la brevità, oltre che per l'assenza di spot. Soprattutto, è riuscito a non farsi ingabbiare da «nonna Rai», riconquistando a Raiuno posizioni di tutto rispetto sia nelle fasce d'età meno anziane sia nella parte alta dei telespettatori (più del 40 % tra i laureati, più del 30 tra i diplomati). E, allora bisogna sì riconoscere all'invincibile Ricci l'ennesimo trofeo, ma si deve poi anche prendere atto che forse
Fiorello nel varietà oggi è
l'unico che può far sopravvivere la prima rete oltre la Terza Età.
Paolo Martini
per "La Stampa"