De Andreis (Rai): ''Faccio perdere le staffe a Fiorello con i suoi spezzoni''

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Fonte: Italia Oggi

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Televisione
  domenica, 10 agosto 2008
 00:00
Quando vuole anche la Rai è in grado di fare delle eccezioni. È il caso di Paolo De Andreis, il capostruttura di RaiUno prossimo alla pensione, al quale è stato prolungato di un anno il contratto, una proroga fino al 30 giugno 2009 con le stesse mansioni.

Un evento. È la prima volta infatti che Viale Mazzini opta per questo tipo di soluzione. È pur vero che Paolo De Andreis non è uno qualunque. È uno degli artefici del successo di RaiUno nella gestione Del Noce, ma è anche il capostruttura di tanti programmi di successo del passato (13 edizioni di Domenica In), del presente (il Supervarietà dei record con 3 milioni e 308 mila spettatori, pari al 22,29% di share, dati che hanno fatto impallidire le Veline di Ezio Greggio), del futuro imminente (Miss Italia, Carramba che fortuna, Tutti pazzi per la tele, Volami nel cuore).

Non tutti sanno però che De Andreis viene dal mondo del cinema. Cominciò con Carlo Ponti nel 1966 con il film La ragazza e il generale, che vantava nel cast Rod Steiger, Umberto Orsini e la matricola Virna Lisi, promossa attrice grazie alla pubblicità del dentifricio Durban's che ne evidenziava il sorriso, recitando lo slogan: «Con quella bocca può dire ciò che vuole». Ma prima di conoscere Brando Giordani, alla fine degli anni 70, De Andreis ha continuato a lavorare nel cinema con Bertolucci (Novecento), Zeffirelli (Fratello Sole, sorella Luna), con Brusati nell'indimenticabile Pane e cioccolata con Nino Manfredi. Con Giordani iniziò invece l'avventura televisiva, con il kolossal Marco Polo di Giuliano Montaldo.

«Ricordo ancora tutti quei giorni lontano da casa», confessa De Andreis, «quattro mesi a Venezia e sette in Cina. Quando finimmo le riprese ricordo che il presidente della Rai lo annunciò al Tg1».

De Andreis, oltre a Brando Giordani, a chi deve l'ingresso in Rai?
Ad Agostino Sacca, che seppure non mi conosceva, mi mostrò molta gratitudine. Poi la consacrazione l'ho avuta con Del Noce. Pensavo che mi mandassero via. Sa, quando arriva un nuovo direttore... E invece lui mi chiamò il primo giorno e mi riconfermò l'incarico. Mi ha dato sempre fiducia e devo dire che gli sarò sempre grato perché è riuscito a rilanciare RaiUno. Nove vittorie nel periodo di garanzia sono un record. Ho lavorato bene anche con Carlo Fuscagni.

Saccà-Del Noce, le ultime vicissitudini su Rai-Fiction li hanno messi l'un contro l'altro...
Dispiace per Sacca. Forse era meglio prendere una decisione subito senza trascinarsi la vicenda. Per Del Noce la fiction è ancora più congeniale che la rete. E competente. Lui ha sempre avuto questa aspirazione, ma non ha fatto alcun sgambetto. Ora è un uomo al posto giusto. Comunque sia, lui sia Sacca sono due grandissimi professionisti.

Chi sarà il nuovo comandante dell'ammiraglia RaiUno?
Per ora resterà Del Noce. Poi si vedrà. Comanducci e Lei sono i papabili in prima fila, ma personalmente penso che alla fine arriverà un direttore dall'esterno, fuori da RaiUno.

Non ci sono troppi format e pochi autori sempre più in crisi?
In verità è sempre più difficile farsi venire nuove idee. Più che gli autori ci vorrebbero gli inventori. Si attinge talmente tanto ai format ormai che alla fine c'è perfino crisi di format. Gli ospiti sono sempre gli stessi, quindi che ti puoi inventare di nuovo?

Lei sarà nella squadra della Carrà...
Un grande onore. Raffaella è una professionista esemplare. Lei e Baudo sono i migliori, perfetti padroni di casa, forti e autorevoli. Ai due aggiungerei anche Arbore. Mentre per le trasmissioni senza ospiti i migliori sono Fiorello e Panariello. Comunque una citazione la merita anche Mara Venier, la sua Domenica In fu una grande successo.

La preoccupa la concorrenza della De Filippi?
Certo, anche perché noi non possiamo pagare 200 mila euro per un ospite come fanno a Mediaset. Noi facciamo molto affidamento sulle nostre amicizie, mie e soprattutto di Raffaella.

Tra poco sarà in campo con Miss Italia. Dopo il caso Mike-Goggi torna sul luogo del delitto...
Che edizione! Pensavo che Loretta scherzasse e invece... c'è voluto san Brezza per farla ritornare in scena. Quest'anno ci sarà Carlo Conti, una macchina perfetta. Pensate che per Miss Italia ci sono ben 16 telepromozioni.

Ma i dati sugli ascolti non hanno rovinato la tv?
Lo dice a me. Ogni mattina siamo appesi a un filo. Non si può lavorare così...

Chi prenderà l'eredità di Baudo e della Carrà?
C'è Conti. C'è la Carlucci. Potrebbero crescere bene anche le quattro ragazzine lanciate da Del Noce. Magari tra un anno o due.

La De Filippi avrebbe successo anche in Rai?
Non lo so. Sicuramente di meno.

Con Bonolis ha mai lavorato?
Purtroppo no. Lo stimo tantissimo e spero di riuscirci prima o poi.

Il suo Supervarietà va fortissimo...
Ne sono orgoglioso. Perché è lì che si vedono i miei meriti. Attingo alle teche e scelgo degli spezzoni che per fortuna piacciono al grande pubblico. Mentre fanno arrabbiare qualcuno...

Chi?
Fiorello per esempio. Abbiamo un ottimo rapporto. Abbiamo lavorato assieme, eppure ogni volta che propongo una sua scheggia va su tutte le furie. Mi telefona e mi urla che così lo danneggio perché lo sovraespongo.

C'è qualcun altro che si inquieta?
Carlo Verdone. Che io però utilizzo in maniera stratosferica. E lui puntuale mi chiama per ricordarmi che sto esagerando.

Che strano. In genere si pensa che possa far piacere, e invece...
Per fortuna c'è Enrico Montesano che ogni volta che ripropongo scene da Bravo mi chiama per ringraziarmi. Un grande attore che meriterebbe di essere rispolverato dalla tv.

Ha lavorato con qualche personaggio diventato poi una meteora?
Beh, mi viene in mente la Domenica In di Mino D'Amato. Sicuramente la più apprezzata dalla critica, i cui ascolti però lasciarono a desiderare. Peccato perche Mino è un grande professionista.

Marco Castoro
per "Italia Oggi"
(08/08/08)

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