La tv secondo Kaos - ''Grazie al cielo sei qui'', La7!

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Fonte: Digital-Sat (original)

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Televisione
  lunedì, 23 marzo 2009
 00:00
Apriamo oggi un nuovo spazio nelle nostre news: una rubrica cui è affidato il compito di commentare, con occhio critico, i prodotti più interessanti del panorama tv, sia generalista che satellitare. Ad occuparsene sarà Kaos, già collaboratore di Tvblog, cui auguriamo buon lavoro. Nei prossimi giorni sarà attiva una mail con cui potrete inviare dei feedback e interagire direttamente con lui. Ecco quindi il suo primo articolo:



La7
si è trasformata ancora una volta (con “Grazie al cielo sei qui”, in onda da ieri 22 marzo in prima serata) in un laboratorio di sperimentazione eccezionale. Dopo gli incontri improbabili di "Due sul divano” e il teatro live di Marco Paolini, Leonardo Manera presenta il primo (vero) esperimento di cabaret televisivo su improvvisazione che vede protagonisti attori già famosi, giudicati poi da tre pezzi grossi dello show-biz, come la nuova generazione dei talent ci ha insegnato. Nulla di artistico ha valore se non può essere criticato un attimo dopo.

Peccato mortale sarebbe avvicinare il prodotto Grundy di importazione australiana a “Buona la prima” di Ale e Franz: gli attori che hanno calcato la scena ieri sera su La7 (Capotondi in primis, divina) hanno divertito in maniera molto più sofisticata dei due comici che a Mediaset portano avanti la baracca più grazie ai suggerimenti stravaganti degli autori che per la loro professionalizzata e presunta genialità.

La giuria, esperta del settore, capisce le difficoltà e aggira qualsiasi polemica nel giudizio dei protagonisti, anche quando si evince che la spontaneità e il bluff non sono il loro forte. Recitare è un mestiere, improvvisare è uno sport che richiede tantissimo allenamento.

Manera nelle vesti di conduttore imita, senza saperlo, il giovane Facchinetti: sobrio, non invasivo, divertente anche se un po’ surreale. Leonardo rimane sopra il piano del concreto così come tutto l’impianto scenico di “Grazie al cielo sei qui”, trasmissione fatta con quei ritualismi tipici dell’attuale tv inglese che ricorda un po’ i nostri primi anni ’90. Un rigore strutturale accostato a contenuti disattesi di buona godibilità. Un complesso inadatto alla nostra classica tv generalista, perfetto invece per una rete più ricercata e settoriale come La7.

Dalla sperimentazione di una forma di teatro-tv così interessante, dare margini di attesa per un miglioramento futuro è un atto dovuto.
 
Kaos
per "Digital-Sat.it"
 

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