Questo grande amore con Neri Marcorè e Anna Valle su Rai 1
News inserita da: Simone Rossi (Satred)
Fonte: Digital-Sat (com.stampa)
Una storia di grandi sentimenti ambientata a Torino nel 1967. Le vicissitudini di un amore “irregolare”, quello tra un uomo già sposato, Vittorio, e la sua compagna Anna. Un amore bello, coronato dalla nascita di tre figlie, ma difficile e condannato a nascondersi agli occhi del mondo a causa dei pregiudizi e delle arretratezze culturali dell’epoca. Con Neri Marcorè e Anna Valle per la regia di Luca Ribuoli. Sei prime serate su Rai1 da domenica 28 ottobre.
LA STORIA:
Gennaio 1967, in un piccolo paese del Monferrato una famiglia allegra composta da madre, padre e tre figlie femmine di età compresa tra i sei e i diciotto anni, si prepara a festeggiare a sorpresa un compleanno, quello della mamma. La festa si trasforma però in un momento molto triste e doloroso: il padrone di casa si presenta per intimare loro di lasciare immediatamente quell’appartamento, lui e il paese intero lì non ce li vogliono più. I “Costa- Ferraris” sono stati scoperti, e non è la prima volta che accade. La loro è una storia di spostamenti, di tende piantate e tolte all’improvviso, quando il loro segreto viene scoperto. Sono, infatti, una famiglia “clandestina”, nata e cresciuta fuori dal matrimonio in un’epoca in cui concubinato e adulterio erano considerati reati.
“Questo nostro amore”, una coproduzione Rai Fiction - Paypermoon Italia Srl (A.P.T). Sei prime serate per la regia di Luca Ribuoli. Il soggetto è di Stefano Bises ed Elena Bucaccio che firmano anche la sceneggiatura con Francesco Cioce e Fidel Signorile. Con Neri Marcorè nei panni di Vittorio e Anna Valle nel ruolo di Anna. Nel cast Marzia Ubaldi (Alberta Ferraris), Nicola Rignanese (Salvatore Strano), Manuela Ventura (Teresa Strano), Stefano Santospago (Ing. Ernesto Girola), Augusto Fornari (Ugo Cerutti), Renato Scarpa (Motta) e Debora Caprioglio (Francesca). A interpretare le figlie di Vittorio e Anna, Aurora Ruffino (Benedetta), Karen Ciaurro (Marina) e la piccola Noemi Abbrescia (Clara). In onda su Rai1, in prima serata, da domenica 28 ottobre.
Vittorio quando ha incontrato Anna, l’amore della sua vita, era già sposato. Giovanissimo aveva incontrato Francesca, un’avvenente ragazza che, dopo una breve fuga d’amore, aveva portato all’altare. Un matrimonio sconsiderato che lei, dopo solo pochi mesi, aveva mandato all’aria fuggendo via e lasciando Vittorio solo con una lettera e poche righe di congedo.
Lui, rappresentante di commercio, era partito per Torino in cerca di lavoro. Lì aveva incontrato Anna. Si erano piaciuti e subito innamorati. Da quel giorno sono trascorsi vent’anni. Per Vittorio ed Anna però nulla è cambiato, il loro amore è vivo e forte come il primo giorno, un amore coronato anche dalla nascita di tre figliole (Benedetta di 18 anni, Marina di 10 e la piccola Clara di 6) e proprio come allora non si possono sposare perché Vittorio sta ancora aspettando l’annullamento del primo matrimonio. Nell’Italia di quegli anni il divorzio non esiste. Per tutti sono concubini. La società li rifiuta, li emargina, li considera diversi, di una diversità infida e peccaminosa.
Per la legge Benedetta, Marina e Clara non sono neppure figlie di Vittorio, in quanto nate fuori da un matrimonio. Per questo i “Costa-Ferraris”, dai cognomi di lui e lei, cambiano città continuamente. E così fanno in quel gennaio del 1967, quando si trasferiscono a Torino. Vittorio promette che lì sarà tutto diverso, nella grande città nessuno farà caso a loro, e nel frattempo avranno l’annullamento, si sposeranno e tutto s’aggiusterà. Vittorio è un ottimista impenitente, ma ciò che ha immaginato così fluido e positivo si scontra invece con Torino, la città moderna, dell’industria e della grande immigrazione, dei forti contrasti. È il 1967 l’anno che già cova la rivoluzione del ’68. La vita per loro, infatti, continua a non essere facile..
A complicare le cose in casa arriva anche la madre di Anna, Alberta (Marzia Ubaldi), che detesta Vittorio perché ha rovinato la reputazione della sua famiglia. Tanto più se nell’appartamento davanti al loro, sullo stesso pianerottolo, viene ad abitare una famiglia di meridionali, siciliani, gli Strano: padre, madre, quattro figli, maschi. E come dice il portiere dello stabile a Vittorio: di peggio che avere cinque donne in casa c’è solo avere cinque donne in casa e una famiglia di siciliani con quattro figli maschi accanto. Anche loro sono dei “diversi”. Le storie parallele di quelle due famiglie segnate dalla diversità si intrecciano, anche sentimentalmente (con tutti quei maschi da una parte e tutte quelle femmine dall’altra!), e anche grazie a quell’intreccio, quelle due famiglie trovano la forza di affermare la propria dignità, e di conquistare un’uguaglianza anche più ricca di quelle “normali”. Passando per le tempeste dei conflitti generazionali, le prime rivendicazioni di parità tra i sessi, e le mille sfide di un’epoca in bilico sul precipizio della modernità. E la profezia di Vittorio? L’annullamento, il matrimonio, tutto che s’aggiusterà…? Non si può dire, ma si può dire che la strada è disseminata di ostacoli. Tra tanti, il più grande: il ritorno di Francesca, la prima moglie.