Real Time, arriva Italiani made in China e Toto Cotugno canta l'Italiano in cinese

Real Time, arriva Italiani made in China e Toto Cotugno canta l'Italiano in cinese

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Fonte: Digital-News (com.stampa)

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Televisione
  mercoledì, 03 giugno 2015
 06:00

Real Time, arriva Italiani made in China e Toto Cotugno canta l'Italiano in cineseSecondo i dati del Ministero degli Interni i cinesi residenti in Italia nel 2014 sono 320.000. Il 50% di loro ha meno di 30 anni e sono i cinesi di seconda generazione, sospesi tra due culture. Vivono, studiano e lavorano in Italia, ma in loro convivono due anime. Sei ragazzi cinesi di seconda generazione, Alex, Francesca, Alessandro, Lucia, Massimiliano, Connie, lasceranno le loro famiglie per andare alla ricerca delle loro origini a 10.000 km di distanza, verso un luogo che non hanno mai visto o che hanno dimenticato, ma a cui appartengono: la Cina.

“ITALIANI MADE IN CHINA” (8 episodi da 60’ prodotti da Zodiak Active per Discovery Italia), in onda dal 3 giugno ogni mercoledì alle ore 23:05 su Real Time, è la serie cheracconta un’esperienza originale, una sorta di esperimento antropologico perché, come recita un antico proverbio cinese: “Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita”.

Gli “Italiani made in China” di Real Time hanno storie, caratteri e obiettivi diversi, ma tutti condividono la sensazione di non appartenere né al mondo occidentale né a quello orientale. La loro avventura comincerà in una casa nel cuore pulsante di Shangai, che li ospiterà per qualche giorno prima di cominciare il lungo viaggio alla ricerca delle origini e dove impareranno a conoscersi meglio.

Per il lancio della serie si è deciso di girare non un semplice spot, ma un vero e proprio videoclip musicale che vede protagonista un’icona della canzone italiana, Toto Cutugno. Per la prima volta nella sua carriera il cantautore ha registrato un videoclip (prodotto da Bedeschifilm per la regia di Alberto Poli) e ha inciso in cinese la mitica canzone “L’italiano”. Se l’italiano di oggi è cambiato perché non può esserlo anche la canzone che per eccellenza lo rappresenta? Il cantante, che non comparirà nella serie, si è prestato al gioco sposando la filosofia del programma: far capire che ormai essere italiano vuol dire anche essere multietnico.

“Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità: non andare fino in fondo, e non iniziare” (Confucio)


 

Toto Cutugno cammina per Paolo Sarpi, la più famosa chinatown italiana, vestito di bianco e con la sua chitarra in mano, in sottofondo partono le note della mitica canzone “L’italiano” e il Toto nazionale all’improvviso inizia a cantare…in cinese! È così che inizia il video che ha letteralmente spopolato in rete, divenendo un vero fenomeno virale in pochi giorni.  

Un videoclip già definito “cult” con cui Leo Burnett, con la direzione creativa esecutiva di Francesco Bozza e Alessandro Antonini, ha deciso di lanciare il nuovo programma di Real Time “Italiani Made In China”, in onda a partire dal 3 giugno, ogni giovedì alle 23.05 (sul canale 31 digitale terrestre free, Sky canali 131 e 132, tivùsat canale 31). La trasmissione, che segue il viaggio in Cina di sei giovani ragazzi cinesi di “seconda generazione”, nati e cresciuti nel nostro Paese, ci racconta un’Italia nuova, sempre più multietnica. E se l’italiano di oggi è cambiato perché non può esserlo anche la canzone che per eccellenza lo rappresenta?

Il mitico inno presentato per la prima volta da Toto Cutugno al Festival di Sanremo nel 1983 è diventato negli anni uno dei brani italiani più famosi al mondo e Toto, per l’occasione, si è voluto rimettere in gioco con autoironia ed entusiasmo, componendo in esclusiva per Real Time una versione in cinese del brano, realizzata insieme a una professoressa di cinese, che è una traduzione quasi fedele dell’originale. Una vera e propria scommessa per l’artista che per la prima volta in carriera ha anche girato un video di una sua canzone.

Il videoclip pianificato inizialmente su Real Time e i suoi canali social e Youtube, in pochissime ore è diventato un caso ed è stato riproposto da tutti i principali siti di informazione italiani, raggiungendo addirittura più di 220.000 condivisioni in due giorni sul sito del Corriere della Sera. La casa di produzione è Bedeschifilm, la regia è di Alberto Poli.
 
Credits

  • Agency: Leo Burnett
  • Executive Creative Directors: Francesco Bozza, Alessandro Antonini
  • Creative Director: Marco Viganò
  • Art Director: Luca Ghilino
  • Copywriter: Giuseppe Pavone
  • Producer: Federica Manera
  • Account Director: Barbara Valtolina
  • Director: Alberto Poli
  • Production Company: Bedeschifilm

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