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Rai, Antonio Campo Dall'Orto è il nuovo dg e si mette subito al lavoro

Rai, Antonio Campo Dall'Orto è il nuovo dg e si mette subito al lavoro

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Fonte: Ansa / Adnkronos

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Televisione
  giovedì, 06 agosto 2015
 22:31

Rai, Antonio Campo Dall'Orto è il nuovo dg e si mette subito al lavoro«Da subito mi metto al lavoro, certo di poter contare sullo spirito di squadra, sulle competenze e sulla voglia di fare di tutti». Nelle prime parole da direttore generale, dopo la nomina all'unanimità del consiglio di amministrazione, Antonio Campo Dall'Orto fa capire di non voler perdere tempo. E c'è da credergli, visto che ancora prima dell'investitura formale, è stato avvistato a pranzo, con l'immancabile zainetto, con il presidente Monica Maggioni. Già da domani il manager veneto, un passato tra Mediaset, Mtv e Viacom, andrà a occupare la sua stanza al settimo piano di Viale Mazzini per ridisegnare la tv pubblica, come chiesto da Matteo Renzi.

«Maggioni-Campo Dall'Orto - dice il premier - vengono dal mondo della tv: hanno qualcosa da raccontare per i prossimi 30 anni e di tutto possono essere accusati fuorchè di mancanza di competenza».

La presidente si è messa al lavoro di mattina presto per preparare, dalla stanza occupata fino al giorno prima da Anna Maria Tarantola, il cda deputato al completamento della squadra di vertice, attraverso l'intesa con il Tesoro sul nuovo dg. E ha subito avuto conferma che dalla politica, quantomeno quella che non ha sostenuto la sua nomina, non avrà sconti. «Maggioni chi?», è il titolo di un post sul blog di Beppe Grillo, nel quale si accusa la presidente di aver fatto crollare lo share della tv all news e di essere espressione di «poteri occulti», facendo riferimento alla sua partecipazione al club Bildenberg. Ad accendere la polemica ci hanno pensato poi le voci sulle nomine in arrivo, forse già al prossimo consiglio di amministrazione del 2 settembre. L'accordo tra Renzi e Berlusconi non si fermerebbe infatti al nome del presidente, ma prevedrebbe l'approdo dell'ad di Rai Com, Luigi De Siervo, e del direttore di Rai1, Giancarlo Leone, alla vicedirezione generale.

Voci anche su un valzer di poltrone alle testate che porterebbe Lucia Goracci a Rainews (oggi l'interim della direzione lasciata libera dalla Maggioni è andato a Mirella Marzoli), Maurizio Mannoni al Tg3 e Andrea Covotta al Tg2. Tutto dipenderà dalle scelte del nuovo dg sul piano di informazione, che potrebbe portare anche subito ad un'unica newsroom, invece delle due finora previste. Le voci hanno già scaldato il clima prima del consiglio di amministrazione.

«Se per caso gli organigrammi che stanno circolando sono quelli reali, allora naturalmente cominciamo la battaglia», dice Carlo Freccero ad Affaritaliani.it.

«Chi avrebbe scelto queste due persone? E perchè questa fretta? - aggiunge il presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico -. Come fa Campo Dall'Orto ad avere già chiare le figure dei suoi vice? Fatto cosi' è evidente che sono nomi imposti dal premier. Ecco servita l'indipendenza della Rai in salsa renziana».

Resta il nodo dei quattro consiglieri pensionati, oltre a Freccero, Guelfo Guelfi, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca, che per legge devono svolgere l'incarico gratuitamente e, anche se l'aspetto è controverso, solo per un anno. Per il momento hanno dovuto accettare la gratuità, ma la vicenda non è chiusa.

«Se Freccero lo fa gratis - dice Guelfi - io propongo che i pensionati del cda versino le rispettive pensioni alla Rai e riscuotano la spettanza per l'incarico che si trovano a svolgere».

LA SCHEDA - CHI E' ANTONIO CAMPO DALL'ORTO

Dal master di Publitalia a Telecom Italia Media fino a Viacom e al cda di Poste Italiane, l'ex ragazzo prodigio Campo costruisce la sua carriera nel mondo della tv e dei media, lanciando Mtv Italia e soprattutto la Mtv generation, quella generazione sempre connessa, pronta a cambiare il mondo «non appena ne avrà la possibilità», di cui parla anche, nel 2011, dal palco della Leopolda. Nato a Conegliano Veneto (Treviso) nel 1964, laurea in Economia a Cà Foscari, a 25 anni viene nominato responsabile delle Analisi Settoriali del Marketing Strategico di IMS Europe a Madrid; passa poi a Valencia in IMS Spagna e diventa il nuovo Responsabile Marketing Commerciale, Pianificazione e Sviluppo Operativo. Due anni dopo torna in Italia e partecipa a un master in Marketing e Comunicazione promosso da Publitalia che gli apre le porte di Mediaset, dove diventa vicedirettore di Giorgio Gori a Canale 5. Nel 1997 comincia la grande avventura di Mtv Italia: è prima direttore generale e poi, nel 1999, amministratore delegato di Mtv Networks South Europe per i canali in Spagna, Portogallo, Francia e Grecia. Nel 2001 viene nominato ad di Mtv Italia e presidente di Mtv Pubblicità.

Sotto la sua guida, la rete lancia personaggi come Victoria Cabello, Camila Raznovich, Andrea Pezzi, Marco Maccarini, Enrico Silvestrin, Giorgia Surina, detta legge in fatto di musica e innovazione, sposa le grandi campagne internazionali di sensibilizzazione, dalla mafia all'Aids. Parallelamente diventa anche direttore di La7: è lui a portare alla rete volti come Daria Bignardi, Piero Chiambretti, Gad Lerner, Maurizio Crozza, alternando l'alleggerimento degli show ai monologhi di denuncia di Marco Paolini in prima serata. Nel 2007 il discusso stop al Decameron di Daniele Luttazzi, sospeso per gli insulti rivolti a Giuliano Ferrara dall'attore in uno dei suoi monologhi al vetriolo: una chiusura illegittima secondo il tribunale di Roma, che nel 2012 condannerà in primo grado La7 a un maxi-risarcimento da 1,2 milioni per il comico.

L'esperienza in Telecom Italia Media (di cui intanto diventa direttore generale Television e poi ad) dura fino al 2008, quando Campo Dall'Orto lascia - nella stagione dei tagli voluti dal nuovo management - per iniziare una carriera nel gruppo Viacom (come vicepresidente esecutivo), continuando a mantenere anche la guida di Mtv Italia. Nel 2014 viene scelto dal governo Renzi come consigliere di amministrazione di Poste Italiane, un incarico di passaggio in attesa del grande salto alla Rai.

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