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Paolo Bassetti (Endemol) su partecipazione Varoufakis a Che Tempo che Fa

Paolo Bassetti (Endemol) su partecipazione Varoufakis a Che Tempo che Fa

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Fonte: Digital-News (com.stampa)

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Televisione
  giovedì, 29 ottobre 2015
 19:40

Paolo Bassetti (Endemol) su partecipazione Varoufakis a Che Tempo che FaPaolo Bassetti - Presidente e Amministratore delegato di Endemol Italia:

«Gli attacchi di questi giorni a Rai Tre e Che tempo che fa sono strumentali ed eccessivi e colpiscono, ingiustamente, uno dei programmi che resta tra le migliori produzioni della televisione italiana degli ultimi anni, riconosciuta anche a livello internazionale, e di cui siamo orgogliosi. Certo, criticare Che tempo che fa dà a tutti molta visibilità. Siamo certi che Fabio Fazio e Che tempo che fa, da tredici edizioni, svolgono con creatività e responsabilità il ruolo di servizio pubblico. A questo si aggiunge il successo indiscutibile della trasmissione in termini di ascolti che si traducono in preziose entrate pubblicitarie per la Rai. Che tempo che fa è uno dei pochi  programmi che mettono insieme servizio pubblico e grandi entrate pubblicitarie E che permettono alla Rai di produrre anche altri programmi realizzati internamente. In questi anni a Che tempo che fa i politici ovviamente non sono mai stati pagati per la loro partecipazione. La scelta, condivisa con la Rai, di Yanis Varoufakis, economista, docente di Teoria economica all’Università di Atene ed ex leader politico, rientra nel caso di personalità che fanno conferenze internazionali come attività professionale e, per il suo intervento, Varoufakis ha ricevuto, a nostro parere, che gestiamo il budget ospiti, un compenso in linea con le quotazioni di mercato. Sono stupito che alla fine si arrivi sempre alle solite critiche mosse alle produzioni indipendenti, ma questa è anche l’occasione per ricordare che in tutto il mondo le società di produzione esterne sono partner strategici dei broadcaster anche pubblici, contribuiscono a creare valore economico e ad amplificare il mercato del lavoro, creando posti per migliaia di persone. E’ quindi indispensabile che il servizio pubblico difenda queste realtà. E invece mi chiederei del perché in Italia la produzione indipendente è il fanalino di coda di tutta Europa. In Rai ci sono grandi professionalità, sicuramente in grado di produrre anche internamente, ma oppresse da un sistema burocratico che paralizza ogni attività sia interna che esterna .»

 

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