La perdita Rai non sorprende: colpa dei diritti sportivi

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Televisione
  mercoledì, 06 giugno 2007
 00:00

Il presente non preoccupa più di tanto. Non quanto il futuro prossimo. Claudio Petruccioli e Claudio Cappon, presidente e direttore generale della Rai, presentano il bilancio 2006 tra le proteste dei cinque consiglieri di centro-destra.

Mentre l'assemblea degli azionisti Rai è convocata per l'11 giugno, in attesa del Tar Lazio, il vertice aziendale spiega lo stato dell'economia aziendale.

«Due sono i fattori principali —dice Cappon — che determinano la perdita di 78,6 milioni di euro (per Rai spa, ndr) su un giro d'affari di 3,2 miliardi. Il primo sono i grandi eventi sportivi, Olimpiadi invernali e Mondiali di calcio, costati 100 milioni al netto degli introiti pubblicitari aggiuntivi L'altro è il mancato adeguamento del canone all'inflazione, per il secondo anno consecutivo, che, a un tasso annuo intomo al 2%, vale tra i 60 e gli 80 milioni di euro in meno».

Il peggioramento del risultato di circa 95 milioni sul 2005 «non è, quindi, sorprendente né impressionante». Il dato più inquietante è la dinamica degli introiti rispetto ai costi; gli acquisti di beni e servizi sono in crescita dell'84%.

RaiAl contrario, «il canone è aumentato dello 0,5% solo per l'incremento degli abbonati In dieci anni, la Rai ne ha recuperati circa 4-5mila. La pubblicità cresce dell'1,1%, compresi i 24 milioni portati dai grandi eventi. La nostra performance, anche nei primi mesi di quest'anno, è migliore di quella di Mediaset»

Aggiunge Cappon «Il dato negativo è che mentre nel quinquennio 1995-2000 i ricavi pubblicitari della Rai sono cresciuti di 600 milioni, nei cinque anni successivi sono aumentati solo di 250».

Il declino della platea televisiva generalista— il satellite guadagna un punto e mezzo di quota di ascolto a stagione — non fa sperare in una ripresa.

Si punta sul canone, allora, il più basso d'Europa, «mentre con la contabilità separata — aggiunge Petruccioli — secondo l'advisor indipendente mancano 220 milioni di costi del servizio pubblico rispetto agli introiti da canone».

Il tasso di evasione è vicino al 25%, rispetto all'8% di media europea. Tra gli altri ricavi, cresciuti dell'11,1%, vi è l'incremento del 28% annuo per la cessione dei materiali delle Teche e i venti milioni ricavati dagli operatori telefonici (+8,9%).

«Dobbiamo investire di più, lo facciamo, come nella fiction (di oltre 45 milioni), anche se questo inciderà come ammortamenti nei prossimi esercizi», continua Cappon. Gli oneri straordinari hanno inciso per quasi 50 milioni sulla perdita della capogruppo. «La posizione finanziaria, però, è solida», rassicura Cappon.

Il 2007 avrà una perdita ridotta a circa 40 milioni: è un anno dispari, senza grandi eventi «ma il 2008 si presenta problematico».

La Rai ha acquistato a caro prezzo i diritti per tutte le piattaforme degli Europei di calcio. Finora, non li ha rivenduti.

Marco Mele
per "Il Sole 24 Ore"

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