Tv: screzi digitali tra Sky e Mediaset

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Fonte: IlVelino.it

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Televisione
  martedì, 12 giugno 2007
 00:00

Il panorama televisivo è in piena evoluzione, la tv generalista perde share, procede (con calma) il digitale terrestre, il satellite si consolida ma non sfonda, e in molti – soprattutto tra i più giovani – hanno sostituito il piccolo schermo con Internet.

La Rai, alle prese con problemi di bilancio e di Palazzo, sta un po’ a guardare. TIMedia sembra in attesa di una nuova legge di sistema per scrollarsi di dosso la timidezza di questi anni. E Mediaset – come spesso accade – prepara le prime mosse.

Segue con molta attenzione le scosse di assestamento del panorama tv, ha investito moltissimo nel dtt (in particolare negli impianti) ma le preoccupazioni per il fatturato – con il ddl Gentiloni all’esame di Montecitorio – non mancano. A questo si aggiunga che l’offerta premium (calcio e film) non fa faville, e la raccolta di Publitalia 80 arranca. La nuova strategia del “Biscione” è dunque puntare sui contenuti.

L’acquisizione di Endemol va in quella direzione, si lavora alla crescita di una factory interna (che studi anche programmi interattivi e multipiattaforma) e “potrebbero esserci altre acquisizioni importanti - ha ricordato il presidente Fedele Confalonieri – nel mercato europeo”. A Cologno Monzese, insomma, pensano a una nuova strategia.

Un new deal che prevede passi avanti per l’offerta digitale free (sono in arrivo un canale all news e un altro canale dedicato alle serie tv); palinsesti sempre più accattivanti per la Per la pay per view; e infine il lancio di una “piccola Sky” a buon mercato. Una decina di canali da vendere a dieci euro al mese in pay tv. Un bouquet, guardando allo switch off nazionale del 2012, con un potenziale parco clienti di 21 milioni di famiglie.
 
Dell’attivismo Mediaset non si fidano in particolare in casa Sky. Il vecchio duopolio analogico Rai-Mediaset sta infatti lasciando il campo al nuovo duopolio digitale Sky-Mediaset. La piattaforma di Ruperth Murdoch è arrivata a quota 4,2 milioni di abbonati, ha uno share in crescita e ha appena chiuso il primo bilancio con un piccolo utile. Il mercato del digitale satellitare, però, non è ancora decollato in Italia: i grandi eventi (mondiali di calcio su tutto) hanno giovato all’immagine ma non quanto si sperava alle casse. E le stime degli analisti parlano 5,4 milioni di abbonati per il 2010.

Non certo un boom (Oltremanica BskyB raggiunge il 47 per cento della popolazione), ora minato anche dall’attivismo del “Biscione”. Ecco perché lo Squalo, già infastidito dalle tesserine del calcio - teme l’entrata di Mediaset nel mondo della pay tv. Ed ecco perché starebbe pensando a una seconda passeggiata a Bruxelles – la prima la fece nel novembre dello scorso anno – per chiedere al Commissario europeo Antitrust, Neelie Kroes, di rinegoziare i vincoli alla luce del cambiamento del mercato italiano.
 
Paletti fissati il 2 aprile del 2003 dall’allora Commissario Mario Monti al momento del via libera all’acquisizione da parte di Newscorp di Telepiù Spa e Stream Spa. Un via libera concesso a patto che la piattaforma satellitare rispettasse – fino al 31 dicembre 2011 – alcuni paletti. Sky Italia ha dovuto rinunciare “ai propri diritti esclusivi in relazione alle piattaforme televisive diverse dal satellite”, per esempio, e “ai propri diritti esclusivi per i servizi pay-per-view, video-on-demand e near-video on demand su tutte le piattaforme”. “Newscorp - si legge ancora nel testo di Bruxelles - non sottoscriverà contratti di durata superiore a due anni con le società calcistiche e di durata superiore a tre anni con gli studios cinematografici”.

E anche qui esclusiva solo per il satellite e niente diritti di protezione. Murdoch, inoltre, si è impegnato a offrire “alle terze parti interessate, senza vincoli e su base non esclusiva, il diritto di distribuire qualunque contenuto premium su piattaforme diverse dal satellite se e fino a quando la piattaforma combinata offrirà tali contenuti premium ai propri clienti al dettaglio.

Tale offerta verrà fatta sulla base del principio del ‘retail minus’”. Sky Italia, infine, è stata costretta a dismettere “le proprietà di trasmissione terrestre digitali e analogiche di Telepiù e a non intraprendere ulteriori attività di dtt, né come rete né come operatore al dettaglio”. Nel caso in cui Mediaset dovesse intraprendere l’avventura pay, quei paletti – questa la tesi di Sky – andrebbero ridiscussi. Anzi, vista l’invasione di campo, andrebbero eliminati.

Gianluca Vacchio
per "Il Velino"

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