Conferenza Nazionale DGTVi: rileggi la diretta scritta della seconda giornata!

Conferenza Nazionale DGTVi: rileggi la diretta scritta della seconda giornata!

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Fonte: Digital-Sat (diretta)

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Digitale Terrestre
  mercoledì, 21 gennaio 2009
 00:00
E' iniziata alle 10.30 la seconda giornata dei lavori della IV Conferenza Nazionale sul Digitale Terrestre, organizzata da DGTVi all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Uno dei temi trattati è stato intorno agli switch off regionali del 2009, con intervento di alcuni dei governatori delle regioni interessate. Clicca qui per conoscere il calendario degli switch-over e degli switch-off del 2009.
 
Ma quello che ha attratto maggiormente tutti i presenti è stato l'incontro con i responsabili dei broadcaster: i relatori intervenuti sono stati Tarak Ben Ammar, Franco Bernabè, Claudio Cappon, Fedele Confalonieri, Maurizio Giunco e Marco Rossignoli.
 
Come ieri, Digital-Sat ha seguito la diretta scritta dei lavori anche di questa seconda giornata. Per rileggere quella di ieri, basta cliccare su questo link: http://www.digital-sat.it/new.php?id=16838
 
Sempre disponibile il video-streaming dal sito ufficiale DGTVi, mentre qui trovate il programma completo della manifestazione.
 
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10.07 - La conferenza partirà leggermente in ritardo e si aprirà con il saluto del presidente dell'AGCOM, Corrado Calabrò, intervento previsto inizialmente ieri e spostato ad oggi per il prolungarsi delle precedenti relazioni.
 
10.25 - Tutto è pronto. Tra qualche minuto dovrebbe iniziare la seconda giornata dei lavori. Ricordo a tutti che è possibile rileggere la diretta scritta della prima giornata cliccando qui.
 
10.27 - Si inizia con 25 minuti di ritardo e Bruno Vespa, host della giornata, lancia ancora lo spot della campagna nazionale ("Ci siamo") già visto ieri.
 
10.28 - Sale sul palco il Presidente dell'AGCOM, Corrado Calabrò, che inizia il suo speech lodando il parterre presente. "Niente è come prima" è lo slogan della conferenza ed è vero - afferma Calabrò - ma senza dimenticare quello che è stato negli anni scorsi. Quello che sarà invece è già iniziato ed è il superamento del cosiddetto "far west" dell'etere che Calabrò afferma non esiste già più.
 
10.31 - Gli interventi dell'Autorità sono stati mirati a rendere sempre possibile il pluralismo nelle telecomunicazioni e c'è la possibilità di ampliare il numero dei multiplex digitali nazionali fissato inizialmente a 12. Abbiamo inoltre rivisto il piano di assegnazione delle frequenze, tenendo conto anche dei paesi confinanti, e partendo dalle regioni all digital come la Sardegna e guardando a quelle che effettueranno lo switch off nell'anno in corso.
 
10.34 - Si parla quindi della gara per il 40% della capacità trasmissiva dei mux Rai, Mediaset e TI Media. "Sono arrivati i broadcaster importanti, non tutti, ma ci sono". Abbiamo gli statunitensi Turner, Disney, e la svedese Airplus e danno l'esempio di quello che sarà lo scenario futuro. Ma anche quelli che erano il passato, come Europa 7 e Auditel. Per quest'ultima abbiamo ridefinito la governance in accordo con le linee europee.
 
10.37 - Anche nelle nuove tecnologie siamo all'avanguardia: vediamo il DVB-H per la cui espansione in Italia, siamo stati scelti come best practice a livello europeo. [...] Anche la crisi economica ha inciso nell'asta del 40%, ma nonostante questo andremo avanti.
 
10.39 - Infine, il nuovo scenario digitale dovrà essere contraddistinto da canali di qualità, fondamentalmente gratuiti. Deve rimanere accessibile all'intera popolazione italiana: mentre gli altri mezzi si stanno specializzando nel pay, il DTT deve rimanere in chiaro. Se l'italiano è stato diffuso così in fretta nel dopoguerra il merito è della televisione terrestre: è anche su questo che si è basata la nostra crescita demografica ed economica.
 
10.42
- Si parla ora della Sardegna e del successo di Rai4: "quante volte ho stimolato la Rai a utilizzare il suo straordinario archivio". Calabrò la definisce un'esperienza molto utile per il futuro del digitale italiano tutto. "Niente è come prima": «dobbiamo lavorare in progress e alla fine di questo percorso potremo dire davvero "niente è come prima", tirando un sospiro di sollievo».

10.46
- Interviene Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, sottolineando il momento di crisi globale senza precedenti che colpisce tutti i paesi del mondo dobbiamo guardare al futuro e continuare ad investire in tecnologie. 
 
10.48 - Anche l'Unione Europea ha sottolineato questo tipo di necessità per la crescita e l'occupazione: aumentare il paniere dei servizi possono servire all'aumento della qualità informativa e di diffusione delle informazioni delle imprese italiane.
 
10.50 - Gli investimenti nel settore televisivo sono stati avanzati per un totale di 60 miliardi di euro in questi anni. Il passaggio al digitale terrestre rappresenta un nuovo modo di "fare impresa", nel mettere insieme tutte le nuove tecnologie che si stanno sviluppando c'è bisogno sempre più di risorse e c'è la speranza che il fondo di 800 milioni di euro stanziato recentemente sia presto utilizzato.
 
10.55 - Marcegaglia ricorda come la Confindustria stia lavorando a progetti riguardanti il potenziamento della copertura della banda larga italiana attraverso la costruzione di nuove infrastrutture e la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
 
10.57 - Ecco la relazione annuale di DGTVi, a cura del presidente Andrea Ambrogetti. Dopo un breve filmato, il presidente inizia a vedere a quali domande si è già risposto, cosa è già stato fatto e cosa si farà. Si parte con la diffusione degli apparati digitali e poi si passa in Sardegna con le difficoltà estremamente limitate, secondo Ambrogetti.
 

 

 
11.02 - Argomento frequenze ora: la Sardegna risponde a questa domanda grazie all'isofrequenza sperimentata con successo nella prima area all digital del nostro paese. Poi ancora la politica: se prima il digitale veniva visto solo come pro o contro Berlusconi, oggi le due coalizioni stanno trovando punti comuni per comprendere che il conflitto sul DTT è ora risolto. Davvero "niente è come prima".
 
11.04 - Come diceva ieri Sigismondi, la tv digitale terrestre ha sorpassato ormai la tv analogica e anche il satellite. Anche in Italia ciò è avveenuto (e lo conferma anche Auditel), ma sono 7 milioni le case digitalizzate con una vendita media di mezzo milione di apparati digitali al mese. Abbiamo raggiunto in pochi mesi quello che il satellite in molti anni non è riuscito a raggiungere.
 
11.06 - E poi c'è la Sardegna, un vero e proprio laboratorio, dove è evidente la moltiplicazione delle offerte: siamo a 92 programmi gratuiti (di cui 64 locali) senza contare quelle a pagamento. E se la Sardegna ci ha insegnato che "si può fare", ma anche una questione ancora irrisolta: il futuro dei contenuti e delle offerte con il ruolo dei broadcaster. Qual è il ruolo del servizio pubblico in questo decisivo passaggio? Alla Rai va dato atto di essere tornata ad avere un ruolo chiave con il lancio di Rai4 e Rai Gulp. E come le emittenti private dovranno ripensare la propria offerta futura?
 
11.08 -  La storia della tv italiana è ricca di episodi che hanno segnato la vita di ogni cittadino. Adesso questa televisione sta cambiando: dalla vecchia alla nuova televisione. Due visioni: la vecchia tv soccomberà alla tv digitale e un secondo che ritiene la tv tradizionale l'unica meritevole di investimento con la digitale decisamente secondaria. Entrambi sono sbagliate, perché non c'è contraddizione tra queste due: la vecchia tv si trasforma rimanendo la stessa tv, ma solo rinnovata, a diventare di fatto la nuova tv per tutti.
 
11.11 - Come i dati della Sardegna evidenziano, il digitale terrestre mostra come sia l'unica porta accessibile a tutti per la tv del futuro. Sia il satellite a pagamento che la tv analogica sono state superate ed anche l'Italia non è da meno. Il satellite pay rimarrà importante, ma accessoria, secondaria. Chi sono i protagonisti di questi cambiamenti? Eccoli con un'immagine tratta dalla conferenza:
 

 

 
11.15 - Ma una cosa che si vuole sfatare è il fatto che il sistema tv italiano non è chiuso, anzi è uno dei più aperti in Europa. E lo sono esempio i gruppi entrati di recente nel DTT e il fatto che il 40% della capacità trasmissiva dei mux nazionali è stato ceduto a terzi (viene ribadito l'ingresso di ABC e K2, presentati ieri).
 
11.16 - Siamo quindi pronti a completare gli switch-off regionali e fare di Roma la prima capitale digitale d'Europa: "si può fare!!". Se a Torino il futuro era chiaro, ora lo è ancora di più. Ma c'è ancora qualcosa da fare come quella di ristabilire un equilibrio con Bruxelles: si sta infatti cercando di risanare questo richiamo assegnando dei multiplex digitali in accordo con le richieste UE. Sì dunque alle richieste europee, ma nessun compromesso con questa scusa.
 
11.18 - Infine le emittenti locali: non è l'anello debole né una perdita di tempo. Anzi, sono fondamentali in questo processo, con un approccio attivo (e lo dimostrano FRT e Aeranti-Corallo) per rafforzare ancora di più il legame col territorio. Ma anche per superare i contrasti locali di sempre, in particolare sulle frequenze.
 
11.20 - E ancora la piena operatività di tivù. Senza un soggetto come questo i singoli broadcaster non possono superare questo periodo di passaggio. Si parla di Tivù Sat, dell'EPGLCN e della numerazione : dovranno passare attraverso un accordo con gli operatori. E come diceva ieri Balestrieri la comunicazione: il call center del ministero per una informazione al cittadino. E viene annunciata oggi l'adesione di Aeranti-Corallo e FRT al consorzio Tivù.
 
11.22 - Si passa ai decoder e agli standard di trasmissione: l'alta definizione è pronta ad essere lanciata nelle aree di switch-off. Saranno venduti 9 milioni di pezzi per la tv digitale: sarà presto raddoppiato il parco decoder nelle case italiane. Bisogna pertanto stabilire delle specifiche condivise: gli sponsor di questa conferenza hanno già firmato la convenzione per i bollini DGTVi (spiegati ieri). Non solo per le tv a pagamento, ma anche per l'interattività di base. Sarebbe un errore drammatico precludere agli utenti queste possibilità con degli apparecchi che non guardano al futuro.
 
11.25 - Lancio una sfida agli amici produttori: che sia il 2009 l'anno entro il quale il processo di standardizzazione sia completato. Che ci sia solo un bollino blu per essere al passo con i tempi presenti e futuri. Ciascuno sarà libero di aderire, questa strada noi la percorreremo comunque.
E un'ultima cosa.. le risorse: finanziare le campagne a livello locale e non solo nazionale. Il nostro supporto non dev'essere da meno. Il sottosegretario Romani sta sempre cercando di reperire risorse. E questo tema richiama quello del mercato, ancora debole, troppo debole sul piano della raccolta pubblicitaria. Dovremo raggiungere il livello degli altri paesi europei.
 
11.27 - Oltre la pubblicità c'è il mondo dei servizi, un nuovo modo per attrarre risorse. Servizi appositamente mirati per le pubbliche amministrazioni, per esempio, come strumento utile per veicolare informazioni ai cittadini. Altro esempio è TED, sul mondo medico, e sarà così ABC di Alphabet. Così anche un altro progetto con l'Unione Industriali di Roma, con un canale interattivo per vendere biglietti di eventi culturali a Roma in vista dello switch-off. Un nuovo mondo si è aperto e chi saprà approfittarne potrà scrivere una nuova pagina della storia della televisione.
 
11.29 - Le conclusioni del presidente Ambrogetti: il passaggio al digitale come grande processo collettivo. Lo spot, presentato ieri in anteprima, sarà visibile già tra qualche giorno sulle principali tv italiane. Ma il DTT è anche un processo industriale, come diceva Marcegaglia, non solo per chi produce decoder, ma anche per chi si occupa delle reti di trasmissioni. Una sfida tutta italiana, un'aria che fa bene al sistema e al nostro paese. Seguono ringraziamenti vari ai soci DGTVi e a tutti i presenti.
 
11.34 - Vespa chiama sul palco i governatori delle regioni interessate dallo switch-off nel 2009. Segue un'animazione con le prossime tappe della digitalizzazione che potete trovare cliccando su questo link: http://www.digital-sat.it/new.php?id=16846.
 
11.36
- Inizia Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio: si entra nella fase in cui i test ci faranno capire dove andremo nel futuro. Lo dico perché dall'esperienza della Sardegna dovremo essere pronti senza però sottovalutare le difficoltà lì riscontrate. Non nascondere le criticità che sorgeranno: i cittadini saranno importanti nel farci lavorare meglio. Aumentare i punti di informazione, quindi call center e customer care. Per noi la partita è doppia: non solo entrare nella televisione, ma anche nella miriade di piccole e medie imprese. Dovremo quindi sostenere l'innovazione e queste aziende: 800 milioni di euro per i prossimi tre anni da distribuire a queste imprese. Lazio e Roma giocano una partita decisiva: il DTT per tutti, nessuno escluso.
 
11.42 - Fa il suo ingresso anche l'assessore alle politiche tecnologiche della Regione Campania. Nelle relazioni tocca ora al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per parlare più specificatamente della digitalizzazione di Roma. E' importante che ci sia un salto tecnologico in particolare in un periodo difficile come questo a livello globale economicamente. Ma è importante che la tecnologia sia una e condivisa così da fare informazione certa per i cittadini. Ci sarà una sovvenzione per avere nell'immediatezza dello switch-off i decoder gratis, per le fasce di reddito più basse. Ritorna poi il progetto di interattività in particolare per l'e-government, ma anche per quello degli eventi culturali, cui faceva riferimento prima Ambrogetti.
 
11.47 - Vespa si dichiara un ammiratore di Sky, seppur sia una tv elitaria. Ma la tv digitale si lancia ad essere una vera tv democratica. Così viene introdotta Mercedes Bresso, governatrice della Regione Piemonte, prima grande area regionale ad essere digitalizzata. Non è un caso che a Torino abbia sede il centro ricerche Rai dove è nato scientificamente il DTT italiano. A livello economico è sicuramente un vantaggio per tutti, perché con un costo modesto è possibile acquistare un decoder ed entrare così nel mondo della tv digitale gratuita. Anche in Piemonte ci sarà un contributo per l'acquisto di decoder nella prossimità dello s.o. e come il Lazio c'è attenzione alle piccole e medie imprese. Il 20 Maggio si partirà con lo switch-over di Rai2 e Rete4 nel Piemonte Occidentale (prov. di Torino e Cuneo): come tempistiche partirà a breve la campagna informativa massiccia e la consegna dei decoder gratuita o semi-gratuita per le fasce più deboli della popolazione. Altro tema è quello della frontiera: cercare di creare un'informazione bilingue con qualche canale dedicato, oltre a quello di gestire le frequenze nelle zone di confine.
 
11.55 - Vespa ritorna da Marrazzo che ribadisce l'importanza della comunicazione e della nascita dei customer care. Poi si passa ad Augusto Rollandin, governatore della Valle d'Aosta, che ha un'altra serie di problemi. Abbiamo dei comuni molto piccoli che non saranno facilmente raggiunti e provvederemo come regione per un progetto di integrazione con installazione di apparecchiature in quelle aree, peraltro bilingue, e permetteremo anche la ricezione dei canali francesi e quelle in lingua tedesca. Su tutto l'arco alpino faremo da apripista, anche per il discorso decoder e delle televisioni con tuner DTT e possibilità di accesso alla pay. Stiamo anche noi pensando a contributi per incentivare la sostituzione degli apparecchi.
 
11.59 - Prima dell'intervento di Mazzocca, Marrazzo, Alemanno e Bresso parlano ancora degli incentivi per i decoder. Poi tocca appunto a Nicola Mazzocca, rappressentante della giunta campana: lui definisce questa la sfida tecnologica più grande negli ultimi tempi. La Campania sta lavorando anche sulla banda larga e non è un caso che sia stato il Calcio Napoli ad incentivare la vendita dei decoder digitali. Dobbiamo prestare attenzione alle zone di contatto con Calabria e Lazio per problemi di digital divide concreti. Siamo pronti alla firma della convenzione anche per gli incentivi di acquisto gratuito per circa il 10% della popolazione campana.
 
12.04 - Vespa ringrazia della partecipazione i politici intervenuti e ci si prepara per i broadcaster che tra poco esporranno i loro progetti.
 
12.06 - Ecco quindi salire sul palco Tarak Ben Ammar, Franco Bernabè, Claudio Cappon, Fedele Confalonieri, Maurizio Giunco e Marco Rossignoli. Vespa - come ieri Mulé - fa notare l'assenza di Sky e da qui si parte dalla questione Fiorello posta al dg Rai Cappon. Il dirigente della tv di stato parla subito del limite ai compensi voluta proprio dall'attuale governance della Rai: "mi auguro però che Fiorello faccia come Kakà, ma la competizione è anche questo". Vespa insiste parlando dei voleri di Fiorello che vorrebbe qualcosa di sperimentale e Cappon lo ritiene legittimo, seppur non ci sia stata nessuna trattativa con la Rai. Ma questo conferma che "la qualità si paga".
 
12.09 - Vespa stuzzica anche Confalonieri sul tema Sky la cui crescita forse non gli fa molto piacere. Lui risponde attribuendo il successo di Sky alla presenza dei tre canali Mediaset e Rai, con anche una piccola bacchettata ad Aldo Grasso. Confalonieri poi torna sulla televisione locale, da dove partì negli anni '80 la stessa Mediaset. Abbiamo fatto auto-regolamentazione, facendo diritto e il digitale terrestre l'abbiamo fatto noi, tutti i personaggi qui presenti: è un qualcosa che gli operatori si sono costruiti da soli. Abbiamo fatto grandi cose in questo settore, se in altri settore si procedesse così, tutto sarebbe migliore.
 
12.14 - Vespa ancora a Cappon: "ve ne volete andare da Sky?". La risposta parte dal superamento del duopolio Rai-set e la questione Fiorello lo dimostra in pieno. Questo è un tema che dovremo affrontare, come dovremo comportarci per promuovere le nostre piattaforme d'elezione. I tempi potrebbero essere lunghi, ma sono scelte che prenderemo sicuramente. Confalonieri però frena: la Rai deve stare sul satellite perché ha un ruolo istituzionale, Mediaset non necessariamente. Cappon e la Rai stanno già lavorando ad una piattaforma free su satellite che partirà in estate (si starà parlando di Tivù?, ndr). Il 2009 è un nuovo 1954: la sfida di una multicanalità gratuita per tutti.
 
12.18 - Vespa davvero molto in palla oggi chiede a Bernabè se è vero che stanno vendendo l'attività televisiva di TI Media. L'ad Telecom risponde che c'è sempre stato un rapporto di amore e odio con la tv (si cita Stream e poi la tv FTA). Non c'è la vocazione a fare concorrenza nel settore dei broadcaster: il DTT è una fase temporanea per un processo più ampio, come dimostra la conferenza di Las Vegas. Il futuro è anche e soprattutto IPTV, con decoder multi-tecnologia, e noi vogliamo essere fornitori tecnologiche su questo aspetto che è il futuro della televisione. La7 è uno strumento che ci permette di avere dei rapporti con il sistema radio-tv italiano, ma il nostro obiettivo è avere una rete aperta a tutti e mi aspetto molta più attenzione dagli altri operatori. La piattaforma IPTV potrebbe essere oggi disponibile a 6 milioni di persone e metteremo sempre più banda larga a più persone nei prossimi anni, superando così il digital divide. Quello che mi aspetto è di avere rapporti con i broadcaster per avere una piattaforma integrativa, non sostitutiva, con l'IPTV che offre molto più del DTT.
 
12.22 - Bernabè ribadisce che non c'è la vocazione di essere un terzo polo televisivo, ma solo di piattaforma e di tecnologia. Vespa chiede se Murdoch è in pole position per rilevare la sua tv: la risposta non è chiara (volutamente, ndr) ma ribadisce che La7 è uno strumento che dà valore aggiunto al gruppo e che Telecom intende mantenere.
 
Tarak Ben Ammar12.24 - Parola a Ben Ammar che si prende degli applausi dalla platea parlando di Obama e della risoluzione della crisi in medio oriente. Poi parla di Murdoch che, secondo Ben Ammar, non vuole guerra di competizione. Quando Murdoch entrò in Italia tutti dicevano che si sarebbe accordato con Mediaset per distruggere la Rai: non è stato così perché la competizione è sana. Segue poi un elogio all'Italia dove è stato possibile per uno "straniero" entrare nel mercato (il riferimento è a Murdoch ma anche allo stesso Ben Ammar, ndr), cosa impossibile per esempio in Francia.
 
12.27 - Si parla quindi delle azioni di Murdoch nel mondo: prima in USA e poi in UK dove non opera nella free tv e a Ben Ammar non risulta che Murdoch entrerà nella free tv, anche perché andrebbe contro se stesso. Tarak pensa che sia l'uomo della pay-tv, come sta cercando di fare in Germania per salvare Premiere, ma non lo vede ritornare nella free in Italia. Si parla ora di Sporitalia e del DTT italiano, che Ben Ammar loda nella sua totalità, ormai divenuto come un supermercato dove ognuno sceglie cosa comprare e cosa vedere. Sportitalia è un progetto vincente, con una nicchia di sport, che ha lasciato l'analogico per andare sul digitale. Cappon interviene per precisare che anche la Rai ha un canale sportivo sul digitale, ma Ben Ammar fa un passo indietro perché "non mi metto mai contro la Rai".
 
12.30 - La parola passa a Maurizio Giunco, presidente FRT, che inizia raccontando aneddoti dalla sua giovinezza. Poi arriva al punto delle tv locali, definite ancora una volta come elementi chiave in questo processo. L'incremento di offerta di tipo tematico (come dimostrano anche Rai e Mediaset) valorizza in modo inaspettato il ruolo della televisione locale: l'utente apprezza l'offerta tematica ma vuole rimanere ancorato al suo territorio che è quello che vive ogni giorno. Ci sono poi emittenti locali che si sono nazionalizzate, come 7 Gold, Odeon, ecc... ma la tv locale deve parlare localismo, solo così vincerà la sua sfida. Interviene Marco Rossignoli, di Aeranti-Corallo, il cui obiettivo è l'assegnazione delle frequenze e la trasformazione delle tv locali in operatori di rete (come diceva Ambrogetti). Oggi pomeriggio si apre il tavolo tecnico del Piemonte Occidentale e saranno decise le frequenze, prima tappa per questo grande processo. Rossignoli si rivolge poi a Romani, invocando che lo Stato accompagni e sostenga le televisioni locali, non solo per la campagna informativa, ma anche nel proseguo di questo sviluppo.
 
12.38 - Ultimo breve giro di interventi: si inizia ancora da Cappon, a cui viene chiesto cosa cambierà nell'assetto televisivo dopo lo switch-off. La risposta, almeno per quanto riguarda la Rai, è un rinnovamento continuo acquisendo la consapevolezza della strategicità del ruolo della Rai, che deve trovare il suo spazio di distintività e legittimazione. Il DTT offre questa possibilità per essere il riferimento di tutti quei cittadini che non potranno accedere a tutte le risorse (che saranno anche costose e a pagamento). La Sardegna ci conforta in questo senso, poiché la Rai lì è cresciuta (il cosiddetto fenomeno Rai4): l'ascolto sui canali Rai Digit è superiore a quello de La7. Il lavoro in questo senso paga: la sfida è però mettersi in gioco e gestire lo stress che deriva anche dalla crisi economica. Sconfiggere anche l'evasione del canone e il 2009 deve essere l'anno per crescere nel digitale.
 
12.43 - Domanda di Vespa a Confalonieri sul DTT Mediaset, il cui mercato non è più solo la generalista. Si è aperto con il digitale un nuovo orizzonte e una nuova evoluzione, dove siamo entrati per primi, grazie agli operatori e ai politici (bipartisan) senza mai rinunciare alla competizione dura, pensando però insieme a com'è il sistema e questa conferenza ne è l'esempio. C'è sempre stata una grande sensibilità di tutti, con la Rai centrale e oggi anche Sky può giocare un ruolo importante. Infine un plauso sul locale: potrà morire il New York Times, ma i locali non moriranno. Anche Grasso si è lamentato oggi sul fatto che Berlusconi sia intervenuto da Biscardi su 7 Gold per annunciare la novità sul caso Kakà.
 
12.48 - E' il turno di Bernabè, che annuncia che per Telecom le cose si stanno mettendo bene. La domanda di banda cresce perché cresce l'upload di video, che sono ormai parecchi milioni ogni giorno. Vengono caricati quindi miliardi e miliardi di nuovi video: la domanda di televisione cambia così radicalmente, divenuta ormai personal tv con un palinsesto personalizzato e una dispersione molto forte nella coda lunga, ma ci sarà una concentrazione per i broadcaster di qualità. E' un sistema che si evolverà ma che lascerà spazio per tutti, grandi e piccoli, e incentiverà anche un tipo particolare di pubblicità.
 
12.51 - Ben Ammar annuisce ammettendo i cambiamenti di abitudini tra i giovani. Parlando della pubblicità, viene citata la decisione di Sarkozy in Francia (per Vespa è stato "un favore al suo amico"). Tarak frena sugli entusiasmi di questa novità, dicendo che il pubblico delle tv private non è diminuito nei momenti di pubblicità nei suoi programmi. Questo vuol dire che il pubblico sceglie e ognuno troverà quello che vuole e questo è una ricchezza.
 
12.54 - Ultima domanda alle tv locali: risponde Giunco sul destino delle piccole tv in questo macro-ambiente qual è la tv digitale. E' nella sua vocazione quella di essere une rete monotematica sul territorio, quindi lo spazio non diminuirà di certo. Ribadisce il concetto Rossignoli dicendo che per le tv locali il cambiamento sarà fondamentalmente di tecnologia. Sui contenuti tutto passerà da come l'utente può ricevere i programmi, non limitati come oggi nella tv analogica, ma con un'offerta più ampia e si renderà necessaria una guida elettronica per accedere appieno ai programmi di proprio interesse. Giunco, dopo una battuta con Confalonieri, sottolinea il fatto che il sistema italiano non è mai stato chiuso: c'è pur stato il duopolio, ma assolutamente aperto. Si definisce inoltre contento di Tivù Sat, dove parteciperanno anche loro delle tv locali, perché è importante avere una multimedialità in una piattaforma aperta perché Sky non condivide questa apertura, come l'abbiamo concepita noi negli anni addietro e che oggi ribadiamo tutti insieme.
 
12.59 - E' il momento di Paolo Romani, sottosegretario alle comunicazioni, che chiuderà l'intera conferenza. Si inizia con un elogio a DGTVi, al suo presidente Andrea Ambrogetti e alla sua relazione annuale. Viene citata anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che viene rassicurata sull'introduzione della banda larga. Si passa poi al tema della tv digitale in senso stretto: il governo è contento della gratuità di base, unitamente a quelle pay per chi vorrà, e poi anche l'Alta Definizione e addirittura la tridimensionalità. Importante è anche l'accesso ai servizi con il confronto tra il vecchio televideo e il nuovo (mostrato nella giornata di ieri). Anche l'industria ha fatto la sua parte: per rendere regionale il passaggio al digitale, è vero che ci devono essere decoder di qualità sugli scaffali dei negozi specializzati.
 
13.06 - Il confronto con l'Europa è stato duro, ci siamo confrontati con i commissarri europei, generalmente espressioni del nord Europa culturalmente lontani da noi. Alla fine di ogni riunione c'è la domanda su Europa 7: non esiste più il problema di Europa 7. Il Consiglio di Stato ieri ha fatto una sentenza che ha stabilito un risarcimento di un milione, con le frequenze assegnate che potevano però essere date prima. Il Ministero e la Rai si sono prodigate per garantire la risoluzione del problema.
 
13.08 - Capitolo calendario: è stato deciso il 10 Settembre in assoluta condivisione con tutti i governatori, di qualsiasi colore politico, con tantissime Regioni che hanno chiesto un'anticipo dello switch-off. In ogni regione ci sarà uno switch-over e poi lo switch-off vero e proprio, su cui sarà focalizzata tutta la comunicazione di quella regione e di tutti gli enti locali.
 
13.09 - Rassicurazione per le tv locali: assoluta sensibilità da parte del Governo. Oggi si aprirà il tavolo tecnico sul Piemonte dove sarà ribadito il fatto di avere una frequenza per broadcaster (l'isofrequenza, ndr). Il dialogo con l'Europa è stato complicato su questo punto perché loro vedono come favoriti chi già opera nel mercato: Romani però specifica che loro hanno investito parecchi soldi in tutti questi anni, per un ragionamento difficile da spiegare anche per colpa del dibattito politico che oggi però sembrano trovare un esito positivo.
 
13.12 - Alcune osservazioni sul calendario: abbiamo privilegiato per le regioni del 2009 (tra cui Valle d'Aosta e Piemonte) perché è già pronto un piano condiviso con la Francia per un coordinamento internazionale, che cercheremo di operare anche sull'Adriatico, sebbene sia più complicato. Una provocazione: il problema del telecomando non può risolverlo l'Autorità e nemmeno il Ministero. Romani crede alla democrazia del telecomando, ma questa potrebbe non essere una soluzione: potrebbe essere necessario un ordine condiviso da tutti, ragion per cui mi rimetto a tutti gli operatori.
 
13.15 - Capitolo economico: non c'è la certezza definitiva per i tre anni. Per quest'anno invece ci sono: abbiamo un 60-70% di risorse che servono e i 40mln per gli enti locali sono stati reperiti e saranno distribuiti con meccanismi anche qui condivisi. La crisi economica potrebbe avere il suo massimo in primavera, ma Romani pensa che siamo nelle condizioni per rappresentare in Europa un punto avanzato. In un confronto con gli altri ministri europei, il piano italiano sul digitale terrestre è stato un "caso di scuola": su questo campo, "per una volta tanto, rischiamo di essere i primi in Europa".
 
13.18 - Vespa chiede del canone: Romani risponde che è al Senato la proposta che chiunque ha un contratto elettrico dovrà dimostrare di non avere la televisione, poiché il pagamento potrebbe essere in bolletta.
 
13.20 - Si chiude con i saluti di Bruno Vespa che dà l'appuntamento alla Quinta Conferenza Nazionale quando quattro regioni e mezza saranno completamente digitalizzate.
 
Da parte di Digital-Sat grazie a chi ha seguito in diretta la nostra copertura dei lavori e ricordiamo a tutti che le discussioni sui temi emersi continuano anche sul Digital-Forum, la cui iscrizione è completamente gratuita.
 
Diretta curata da
Giorgio Scorsone

con la collaborazione di
Simone Rossi

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