Lazio, tv locali alla prova del digitale

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Fonte: Il Sole 24 Ore Roma

D
Digitale Terrestre
  giovedì, 13 marzo 2008
 00:00

Un piccolo universo di 56 tv locali, un numero che si riduce nel tempo ma con un giro d'affari in aumento. Questo il quadro delle emittenti private del Lazio, che nonostante l'invadenza dei "giganti nazionali" continuano ad essere molto attive sul territorio, spesso le uniche a raccontare in presa diretta la cronacalocale.

Le 56 emittenti rappresentano il 10% circa delle tv private di tutta Italia, con un fatturato totale di oltre 35 milioni di euro. Uno studio di fine 2007 della Fondazione Rosselli sui media locali della Regione ci mostra un trend in crescita da un punto di vista economico (solo 3 anni fa, il fatturato era di 30 milioni di euro), ma fotografa una realtà che vive una fase di rapida contrazione: nel 1995 le tv locali erano 80, tre anni dopo il loro numero era sceso a 65 e nel 2005 erano passate già a 59. Una torta per pochi, quella delle emittenti territoriali?

«Il 97% dell'audience è assorbita dalle grandi reti nazionali - spiega Filippo Rebecchini, presidente della Federazione Radio e Televisioni italiane e Amministratore Delegato della rete Super 3 di Roma - e solo il 3% resta alle tv locali. Che rappresentano comunque una realtà vivace che ad oggi dà lavoro a circa 500 persone nel Lazio tra giornalisti e collaboratori, male cui prospettive non possono essere positive senza ilpassaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale».

In attesa dello swich-off al digitale, che dovrebbe avvenire nel 2012 e che consente una capacita enormemente superiore di trasmissione con una qualità più elevata, molte reti - quelle che possono - stanno sperimentando il nuovo tipo di trasmissione.

Tra queste, la rete Lazio tv, emittente regionale che ha sede a Terracina e che punta tutto sull'informazione locale: Tg tre volte al giorno, anche con collegamenti con altre piccole reda* zioni in tutto il Lazio, e Rassegna stampa replicata più volte nell'arco della giornata. «Stiamo reinvestendo i nostri utili per cercare di crescere da un punto di vista tecnologico - dice il direttore del Tg, Egidio Fia - e per tenerci pronti al digitale».

Intanto, le reti locali si finanziano con le televendite e le sponsorizzazioni, sebbene la parte più consistente delle entrate sia rappresentato dalla pubblicità, il cui peso può arrivare al 70% tra le fonti di finanziamento. Circa il 30% delle emittenti locali del Lazio provvede autonomamente alla raccolta pubblicitaria presso le imprese del territorio, mentre alcune (una decina) possono permettersi il lusso di rivolgersi a piccole agenzie.

Secondo il quadro tracciato dallo studio, il 50% delle tv locali del Lazio ha carattere commerciale (ossia non ha specifici obblighi di informazione) e il 32% ha carattere informativo (trasmette per non meno di due ore al giorno programmi di news), ma il resto, circa 10 emittenti ha carattere "comunitario", ossia non può trasmettere più del 5% di pubblicità per ogni ora di diffusione. Tra queste reti, sono ad esempio TeleSimpaty, Tele Civitavecchia e l'emittente religiosa TelePace.

«Questa formula -spiega l'ad di Tele Civitavecchia, Maurizio Campogiani - è tipica delle realtà più piccole, che hanno meno di 5 dipendenti e un capitale sociale che non arriva ai 120nila euro. Nel nostro caso, abbiamo una raccolta pubblicitaria limitata ma siamo molto seguiti nella nostra città e riusciamo quindi a vendere bene i nostri spazi senza bisogno di ricorrere alle televendite o alle hot line, come altri sono costretti a fare. Il nostro fatturato è di circa 300mila euro l'anno, abbiamo 3 dipendenti e qualche collaboratore».

Da un punto divista della geografia, inutile dire che Roma vince con 42 reti (il 75% del totale), di cui 29 nel comune di Roma e ben 8 nel comune di Pomezia. Seconda della lista è la provincia di Latina, con ben 7 emittenti; 4 hanno sede a Fresinone e una ciascuna per le province di Rieti e Viterbo.

E la capitale è anche l'area più ricca per le tv locali, visto che 185% del fatturato totale è raccolto dalle emittenti della provincia di Roma. Infine, una curiosità: il 64% delle tv locali è una Sri, solo il 13% è una Spa: ma negli ultimi 10 anni le Spa sono cresciute dal 3% del totale al 13%, mentre le "ditte individuali" sono completamente scomparse.

Daria Mellini
per "Il Sole 24 Ore Roma"
(12/03/08)

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