Digitale terrestre, ma Rai e Mediaset non cíhanno i soldi

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Fonte: L'Opinione

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Digitale Terrestre
  mercoled√¨, 11 aprile 2007
 00:00

Dotare 21 milioni di famiglie entro il 2012 di un decoder o di una tv digitale per mandare definitivamente in soffitta la tv analogica non sarà cosa da poco.

E il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentlioni, di fronte alle telecamere di Repubblica tv ha ribadito la propria ricetta per riuscire nell√ʬĬôimpresa switch off.

√ʬĬúIl 2012 √ɬ® una data realistica a due condizioni √ʬĬď ha spiegato - Innanzitutto in sede parlamentare si deve arrivare all√ʬĬôapprovazione del ddl che fissa le modalit√ɬ† della transizione. E poi √ɬ® fondamentale il contributo dei grandi editori televisivi, a partire da Rai e Mediaset. Devono moltiplicare l√ʬĬôofferta televisiva √ʬĬď ha aggiunto - perch√ɬ© purtroppo non basta la diffusione dei decoder per promuovere la tv digitale terrestre. Ed √ɬ® talmente forte la posizione dominante di Rai e Mediaset che loro stessi, per non cannibalizzare il proprio pubblico analogico, stentato ad offrire nuovi programmi digitali. √ā¬†Ma senza nuovi programmi √ʬĬďha chiosato Gentiloni - il digitale non va avanti√ʬĬĚ.

Il ministro della Margherita ha perfettamente ragione: finché l'offerta dei due principali competitor della tv analogica non sarà allettante, il cammino verso il digitale terrestre sarà comunque difficile. E questo a dimostrazione che tutta quella proliferazione di operatori televisivi che s'era spacciata come automatica in seno all'approvazione della legge Gasparri era una pura fantasia.

Qui all'orizzonte del Dtt si vede poco o nulla. E lo dimostra l'appello di Gentiloni ai campioni del duopolio della vecchia tv analogica e generalista. Dunque, non erano poi così infondate le preoccupazioni di coloro che temevano che nel campo del Dtt si sarebbe riproposto lo stesso duopolio.

Il fatto è che le cose non stanno neppure così, perché la Rai non ha quattrini da mettere nell'offerta di nuovi programmi per il digitale, mentre Mediaset, dopo aver capito che la pay per view (calcio e cinema a consumo) non serve a contrastare Sky, sta esplorando la strada dei pacchetti in abbonamento: ma anche in questo caso servono ingenti risorse che non si vedono.

Intanto, nella speranza che Rai e Mediaset la smettano di frenare e facciano il miracolo, e in attesa che venga finalmente alla luce la piattaforma Tiv√ɬĻ (un bouquet digitale gratuito e di qualit√ɬ† sul modello della Freeview inglese), la diffusione dei decoder procede e raggiunge quota cinque milioni.

A febbraio - stando alla ricerca Gfk (Growth from knowledge) realizzata per conto dell√ʬĬôassociazione Dgtvi √ʬĬď ne sono stati venduti poco pi√ɬĻ di 79 mila 714, e in totale da febbraio 2004 a febbraio 2007 gli italiani hanno acquistato 4.706.899 set top box.

Se consideriamo anche le tv digitali, che nelle intenzioni di Gentiloni (bacchettato in materia dall√ʬĬôUe per sospetto aiuto di Stato) devono diventare il traino del processo di transizione, si arriva a un totale di 5.006.867. Superato, dunque, il muro dei cinque milioni di apparecchi venduti: 300 mila (il 6 per cento) sono tv digitali; il restante quattro milioni 700 mila sono set top box, di cui 1.994.830 (il 42,4 per cento) sono stati acquistati con il contributo di Stato.

Se le vendite in totale procedono lentamente è davvero confortante per il ministro il trend delle tv con apparecchio digitale integrato. Solo a febbraio ne sono state vendute 37 mila rispetto a 79 mila decoder. Un italiano su tre quando decide di sposare la tv digitale già oggi lo fa acquistando la tv e non il decoder.

Umberto Stefani
per "L'Opinione"

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