Mediaset: pronta la pay-tv, per gli analisi 'è un azzardo'

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Fonte: La Repubblica

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Digitale Terrestre
  giovedì, 26 aprile 2007
 00:00

Scrivono gli esperti e gli analisti della Deutsche Bank che Mediaset è «frustata» e in difficoltà sul fronte della tv a pagamento: il calcio tira poco nella stagione degli scandali. Per questo il gruppo è smanioso di cambiare strategia.

L'idea è di offrire un pacchetto di 8 o 10 canali a basso costo che rompa davvero le uova nel paniere di Sky. Mediaset però deve valutare i rischi dell'operazione. Più sicuro e più opportuno sarebbe un investimento nell' Intemet veloce, segmento da cui il gruppo è quasi assente.

II rapporto della Deutsche Bank - con più ombre che luci - arriva tempestivo il 15 marzo. Soltanto il giorno prima, il presidente del gruppo tv Confalonieri e il vice-presidente Piersilvio Berlusconi hanno presentato a Milano i risultati del 2006 e la rotta per il 2007.

Male il calcio. Mediaset vende le partite della serie A, della serie B, della Champions - ma anche film e serie televisive -, attraverso i suoi canali visibili sul digitale terrestre. Nella presentazione di Milano, il gruppo Berlusconi diffonde dati in crescita.

Dal lancio del servizio fino a marzo 2007, sono state vendute 2 milioni 819 mila tesserine ricaricabili. E queste tesserine sono state ricaricate 6,6 milioni di volte. Tutto bene, dunque?

La Deutsche Bank pensa di no. A suo parere, il numero di ricariche resta insufficiente. Deludono, di conseguenza, gli ingressi medi che il gruppo Berlusconi ricava da ogni suo cliente. Mediaset strappa a un cliente 39 euro all'anno. Meno di quanto Sky ottiene in un solo mese (46 euro).

La nuova pay-tv. Certo, il gruppo Berlusconi può consolarsi con gli ascolti. Una famiglia normale, priva del decoder del digitale terrestre, assicura ai canali tradizionali di Mediaset (Canale 5, Italia 1, Rete 4) ascolti medi del 43%.

Una famiglia dotata di decoder, che vede anche Mediaset Premium a pagamento e altri canali del gruppo come Boing, garantisce ascolti vicini al 50%. Superiori. Ma non basta.

Il Gruppo Berlusconi vuole di più e lavora ad una vera e propria tv a pagamento, più organica e completa di Mediaset Premium, e visibile sempre sul digitale terrestre. Avrà dagli 8 ai 10 canali.

D'altra parte Mediaset è convinta che il pubblico di Sky - pur avendo a disposizione 150 canali - finisca per vedere sempre i soliti 15 o venti.

Gli esperti di Deutsche Bank però temono che il gruppo Berlusconi pecchi di ottimismo. A loro parere, un'offerta di 8-10 canali è troppo modesta. Non solo. Gli stessi esperti hanno anche paura che Mediaset abbandoni l'attuale modello flessibile nel quale il cliente paga solo quello che vede.

Un modello diverso - basato su un vero e proprio abbonamento, sia pure a basso costo - presenta dei rischi e dei forti costi («call center, risorse manageriali e spese generali»).

Internet. Insomma, Mediaset rischia di lanciare una sfida forte a Sky senza essere «equipaggiata per vincerla». Ma a preoccupare è anche altro.

Deutsche Bank registra il «silenzio assordante» del gruppo Berlusconi sul fronte dei nuovi media e di Internet: «E' un mistero come mai l'azienda non abbia ancora sfruttato il proprio materiale d'archivio attraverso un portale a banda larga».

Aldo Fontanarosa & Leandro Palestrini
per "La Repubblica"

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