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Giacomelli: "La Rai cambi pelle, con arrivo NetFlix serve internazionalizzazione"

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Fonte: RadioCor

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Economia
  giovedì, 01 ottobre 2015
 06:00

Giacomelli: "La Rai cambi pelle, con arrivo NetFlix serve internazionalizzazione"Una Rai che cambia pelle, migliora il prodotto, si fa "carico della creativita' italiana" e cardine della produzione audiovisiva, puntando sull'internazionalizzazione. A partire dalla Cina. E' la nuova missione che il Governo, spiega a Radiocor il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, chiede alla nuova gestione di Viale Mazzini guidata dal direttore generale Antonio Campo dall'Orto. Solo cosi', aggiunge nel giorno in cui Netflix ha annunciato lo sbarco in Italia il 22 ottobre, la Rai potra' "tenere il passo di soggetti come il gigante americano. Per fronteggiarlo occorre mettere assieme le forze rispetto a quelle che puo' mettere in campo il singolo broadcaster o produttore. E in questo scenario la Rai puo' avere un ruolo da protagonista".

Dopo l'opera di miglioramento dei conti e "l'efficace riscrittura industriale di Rai Way", Viale Mazzini deve ora fare, secondo il sottosegretario, "un lavoro sul prodotto. Tutto cio' avra' effetto sul fatturato del gruppo e, in piu', su quello del sistema". Al ritorno dalla missione in Cina a cui hanno partecipato dirigenti Rai e le associazioni dei produttori Anica, Apt, Univideo, Giacomelli indica proprio nelle partnership e co-produzioni con l'Impero del Sol Levante la "prima occasione di dar corso al cambiamento". Dopo la Cina "lo stesso tipo di lavoro andra' fatto per i Paesi del Mediterraneo e gli Stati Uniti". La Cina, che è oggi il secondo mercato dell'advertising più grande al mondo, rappresenta, prosegue Giacomelli, «un paradigma interessante nella linea di trasformazione della Rai. Nel mercato internazionale, e in particolare in quello cinese, c'è un desiderio di Italia e della sua cultura. La Rai può essere il soggetto giusto».

Dando uno sguardo ai numeri, nel 2015 la spesa sui media cinesi raggiungerà i 73,13 miliardi di dollari, 30 miliardi in più che in Giappone. Un boccone ghiotto per il progetto di internazionalizzazione che il Governo vuole per la Rai. Intanto, in occasione della visita in Cina, Giacomelli ha firmato un'intesa con Tian Jin, viceministro della Sapprft, il superministero delle comunicazioni, per una collaborazione permanente tra i due Paesi sulla coproduzione in ambito televisivo, cinematografico e dei new media.

«Abbiamo constatato che c'è un interesse reciproco a sviluppare non solo scambi di prodotto -spiega Giacomelli - ma anche co-produzioni di film, serie tv, documentari». Durante gli incontri a Pechino e a Shanghai sono emersi «progetti concreti, ci sono state delle proposte di lavoro», come ad esempio quello di creare una fiction basata sulla leggenda della legione romana che si perse e arrivò fino ai confini cinesi.

Inoltre Shanghai Media Group, il secondo gruppo media del Paese, «che verrà alla Festa del Cinema di Roma, ha ipotizzato - racconta ancora Giacomelli - investimenti su produzioni italo-cinesi, ad esempio sull'opera lirica». A breve, per tirare le fila dopo la missione cinese, ci sarà un incontro tra il sottosegretario Giacomelli, il nuovo direttore generale Antonio Campo dall'Orto, e le associazioni di produttori interessati.

«L'obiettivo - aggiunge Giacomelli - è creare un vero e proprio 'Desk Cinà che vede al centro l'opera della Rai». La prossima missione in Cina è prevista «per giugno quando ci sarà un Festival del Cinema e della Tv. Chiederemo alla Rai in questo lasso di tempo di mettersi al lavoro sulle proposte fatte, tenere il raccordo con gli altri attori del sistema, svolgere funzione di ponte».

La delegazione italiana che è andata in Cina con Giacomelli era composta dall'amministratore delegato di Rai Com, Luigi De Siervo, del direttore di Raifiction Eleonora Andreatta, il presidente sezione distributori di Anica Andrea Occhipinti e il segretario generale Stefano Balassone, il presidente di Apt Marco Follini e il segretario generale Chiara Sbarigia, il presidente di Univideo Lorenzo Ferrari Ardicini e Antonio Funiciello del Dipartimento editoria presso la Presidenza del Consiglio. La Rai che al momento non trasmette in Cina chiederà infine di essere presente nel Paese dove già trasmettono realtà come Bloomberg o la BBC

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