Mediaset difende Premium, Biscione chiede a Parigi rettifica in semestrale Vivendi

Mediaset difende Premium, Biscione chiede a Parigi rettifica in semestrale Vivendi

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Fonte: Ansa

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Economia
  giovedì, 08 settembre 2016
 20:40

Mediaset difende Premium, Biscione chiede a Parigi rettifica in semestrale VivendiMediaset difende attentamente il contratto di vendita di Premium ma ancora non serra i tempi della causa iniziata contro Vivendi per l'esecuzione dell'intesa, lasciando ancora un pò di spazio ai francesi per trovare una via d'uscita a un conflitto che non conviene a nessuno. Magari con una proposta accettabile, anche se la trattativa potrà partire solo dal contratto firmato in aprile. Il mercato attende ovviamente le contromosse del gruppo guidato da Vincent Bolloré, con la Borsa che nelle ultime settimane, 'ferma' sui titoli delle società, conferma la fase di maggiore debolezza di Mediaset (-25% dalla Brexit, -10% dall'emersione del conflitto con i francesi) rispetto a quella accusata comunque da Vivendi, che dai massimi recenti di poco più di un anno fa cede oltre il 27%.

Chi non resta fermo è comunque il gruppo televisivo italiano, che con la vendita della pay tv pensava di aver avviato un'alleanza strutturale anche nel lungo periodo con i francesi mentre adesso ha capito che Bolloré vuole più di quel 3,5% delle quote della capogruppo che era stato pattuito in primavera. Mediaset, nella strategia legale di attentissima difesa del contratto siglato in aprile, ha così presentato una denuncia al regolatore del mercato azionario francese (l'Autorité des marchés financiers, Amf) invitandolo a chiedere a Vivendi di correggere le sue ultime dichiarazioni pubbliche. Il Biscione chiede alla Consob francese di prendere «tutte le misure appropriate» perché Vivendi renda «esatta, precisa e sincera» la sua posizione, andando a toccare un documento sensibile per qualsiasi gruppo quotato in Borsa: la semestrale. Le contestazioni sono infatti proprio sulla parte che riguarda il conflitto in atto, con Mediaset che spiega come «nessun elemento che Vivendi o i suoi advisor faccia emergere dalle due diligence successive alla firma del contratto può evitare il closing» previsto entro fine settembre.

I legali di Cologno monzese aggiungono che Deloitte aveva il mandato di verificare il numero di abbonati alla pay tv e la loro redditività media (Arpu) al dicembre 2015 e che la società di consulenza avrebbe confermato le cifre indicate nel contratto da Mediaset e Rti, la società controllata dal Biscione che ha in capo la pay tv. Viene comunque introdotto un argomento delicato, perché secondo altre fonti è proprio in questo campo - in particolare sulla reale attività della base abbonati - che Vivendi avrebbe le poche carte da giocare in una causa. In ogni caso Mediaset ancora non avvia la scontata richiesta al Tribunale di Milano di procedere con urgenza ex articolo 700 per fissare rapidamente la prima udienza della causa avviata in parallelo a Fininvest. È di fatto uno spiraglio lasciato ai francesi, che per ora non commentano il coinvolgimento nella vicenda della Consob francese. Una porta che potrà rimanere aperta per poco e sicuramente non fino alla data del 30 settembre, termine ultimo per il 'closing' dell'acquisizione di Premium da parte di Vivendi. Cui tocca ancora la prima mossa.

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